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Hitorijime Boyfriend – Recensione

Dopo il grande successo ottenuto anche in Italia – oltre che in patria – di Hitorijime my hero, Star Comics si appresta a pubblicarne l’opera principale: Hitorijime Boyfriend, da cui poi è nato l’ormai celebre spin-off. La firma del volume unico è sempre quella dell’autrice Memeco Arii e l’uscita prevista è datata 4 dicembre 2020. Con Hitorijime Boyfriend la collana Queer arriva al suo terzo titolo e, ancora una volta, si tratta di un Boy’s Love. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Kensuke Oshiba, studente di liceo quindicenne, rivede, dopo anni di lontananza, Asaka Hasekura, suo grande amico all’epoca delle elementari. I due ragazzi torneranno nuovamente a frequentare la stessa classe. In imbarazzo per il modo in cui aveva deciso di interrompere la loro amicizia, Kensuke non sa bene come comportarsi con l’amico ritrovato. Hasekura, infatti, sembra cambiato dai tempi delle elementari, e desta più di qualche dubbio in Kensuke. Hasekura ha invece un obiettivo ben preciso in mente…

“Voglio tornare… a come eravamo un tempo!”

Con la lettura di Hitorijime Boyfriend si comprendono appieno alcune dinamiche che in Hitorijime my hero sembravano date per assodate (come alcuni personaggi non presentati perché già introdotti in Hitorijime Boyfriend o alcuni rapporti e situazioni intuibili ma sottointesi). È sicuramente un volume necessario per godersi al meglio il sequel – che si prolunga decisamente molto di più rispetto all’opera madre.

Leggendo entrambe le opere, si ha dunque la possibilità di osservare a 360 gradi il mondo creato da Memeco Arii, avendo in questo modo una visione completa delle vicende e dei personaggi.

Rispetto all’opera derivata, Hitorijime Boyfriend si caratterizza per la presenza di una quantità minore di personaggi, soffermandosi soprattutto sulle interazioni e il rapporto tra Kensuke e Hasekura. Gli stessi eventi narrati devono necessariamente concentrarsi in meno di duecento pagine, mentre in Hitorijime my hero si ha la sensazione che il tempo si dilati dal momento che l’autrice ha a disposizioni molti più volumi in cui far sviluppare la storia.

Nonostante tutto questo, a prescindere dal forte collegamento con lo spin-off, il volume si presta ad essere letto anche singolarmente, soprattutto se si è fan delle storie d’amore tra amici d’infanzia.

Una delle qualità più apprezzabili di Memeco Arii è la capacità di affrontare tematiche serie con grande leggerezza. Questa caratteristica la si ritrova sia in Hitorijime Boyfriend che in Hitorijime my hero: il lettore percepisce e comprende i problemi dei personaggi, entra in sintonia con questi ultimi. Allo stesso tempo, però, non ne esce appesantito, non si sente schiacciato dalla drammaticità di alcune situazioni, grazie anche al tono comico e ricco di gag.

“Non ha capito che la cosa migliore da fare… non è altro che seguire ciò che si desidera…”

Sembra per esempio essere molto caro a Memeco Arii il delicato tema della famiglia, affrontato in modo piuttosto realistico. Non tutte le famiglie possono essere perfette e tradizionali: nell’universo di Hitorijime questo aspetto appare ben evidente. Hasekura è solo, con una famiglia per lui assente anche nel momento del bisogno.

Inevitabilmente questo finisce per influenzare la sua capacità nel relazionarsi con gli altri e il suo bisogno costante di ricevere affetto. Ecco allora che il suo personaggio, modellato su quello del classico “seme”, risulta molto sicuro di sé, al limite della sfrontatezza. Nel corso delle pagine, mostra il proprio lato manipolatore cercando di attirare a sé Kensuke anche con metodi non proprio innocenti, ma senza mai sfociare nel violento.

Allo stesso modo Kensuke vive una situazione familiare particolare, guidato soprattutto dal fratello maggiore Kosuke, che finisce per fungere quasi da figura paterna, soprattutto conoscendo bene l’ingenuità di Kensuke.

La caratterizzazione dei due personaggi principali di Hitorijime Boyfriend si rifà a canoni ben precisi del genere abbondantemente rodati – ad esempio la bellezza e misteriosità del seme o l’innocenza ingenua dell’uke. Anche le situazioni presenti nel volume prendono a modello i classici topoi rintracciabili sia negli shojo che nei Boy’s Love – come la tradizionale scena in cui la parte più intraprendente della coppia prende il “sopravvento” su quella più remissiva.

Sebbene per alcuni ciò potrebbe apparire come una precostituita caratterizzazione, gli “errori” a cui entrambi i personaggi vanno incontro sono consoni all’età che hanno. Sono entrambi freschi liceali, adolescenti ricchi di dubbi e incertezze, incapaci ancora a gestire un forte sentimento come l’amore che non ha limiti netti e definiti. La riflessione che offre la storia è evidente: quando e come possiamo accorgerci, soprattutto in un’età così delicata, che ciò che si è sempre considerato amicizia si è trasformato in qualcosa di più profondo?

“Sento un dolore pungente… al centro dello stomaco”

Lo stile dei disegni di Hitorijime Boyfriend è affine a quello di Hitorijime my hero, anche se questo è precedente allo spin-off. Da segnalare in Hitorijime Boyfriend una maggiore presenza di allusioni e scene sessuali, ma senza mai scendere nell’eccessivamente volgare o esplicito, regalando sì del fanservice al lettore, ma lasciando i toni del volume sempre soft.

In questo modo la storia si presta a essere letta anche da chi non è pratico di Boy’s Love o non ama in modo particolare un’abbondanza di un certo tipo. Il volume da questo punto di vista risulta dunque ben equilibrato, non mancando le tipiche gag comiche e divertenti che spezzano il ritmo della storia e si confermano una piacevole caratteristica dell’autrice.

Qualche dubbio invece sorge sul finale, che – senza naturalmente fare spoiler – nel complesso appare forse troppo affrettato. La storia non lascia nessuna situazione particolarmente in sospeso, ma il rapporto tra i personaggi sembra aver bisogno di un po’ più di tempo per maturare. Tempo che forse con un unico volume non ha avuto a sufficienza, ma ritornando poi i personaggi nel sequel, possiamo ipotizzare che avranno ancora altro da mostrarci prossimamente.

Il primo volume unico della collana Queer proposto da Star Comics si presenta quindi come un’opera spensierata, una lettura leggera ma non del tutto scontata, che sa regalare momenti di riflessione e ilarità pur presentando conformità tipiche. Sicuramente necessaria per comprendere e apprezzare a pieno il sequel che in Giappone risulta ancora in corso, Hitorijime my hero: per gli amanti quindi del celebre spin-off è una lettura immancabile.

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