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I Dipinti Maledetti Vol. 1/5 -Recensione

I Dipinti Maledetti

“Vorrei che tu li bruciassi tutti è il mio primo e ultimo desiderio” . Inizia con questo misterioso incipit, la saga dei I Dipinti Maledetti. Il manga è distribuito, dal 2017, in Giappone dalla Shueisha (ormai concluso). In Italia è edito da Star Comics, dal 2019 e tuttora in corso. Cosa vi colpirà in prima battuta? Certamente, la scelta di una trama originale che pone l’arte al centro del fulcro narrativo. L’idea di attribuire alla bellezza artistica un dominio forte, è ciò che pone uno spunto riflessivo sul potere accordato all’arte stessa. Una malìa atavica che esercita un fascino tutto particolare, tanto da essere dotato di una propria vita.

Scaldati i motori, è ora di porre le cose nel giusto ordine ed entrare nel vivo della trama. La piccola Aisya vive in un orfanotrofio e, utilizzando il proprio sangue, realizza dipinti in grado di far accadere miracoli. Nonostante le sue buone intenzioni, i quadri vengono ben presto contaminati dai desideri degli umani, fino a trasformarsi in ciò che la gente inizia a chiamare I Dipinti Maledetti della strega. Aisya chiede, per ciò, al suo migliore amico Loki di trovare e bruciare tutte le sue opere e così il giovane parte per un lungo viaggio di ricerca.

Il lettore sarà introdotto alla narrazione tramite il flashback iniziale, subito dopo le parole di Aisya (riferimento ai dipinti). Conoscerete la strega, il suo dono, la sua maledizione e Loki. Egli è un personaggio fittizio, inizialmente, nella stessa narrazione. Un modo originale d’introdurre il protagonista. La scelta di Hachi (autrice del manga) quella di farlo quasi evanescere nella sua condizione, lo rende, di contro, molto reale nel provare sentimenti ed emozioni. Assolutamente affascinante. Ciliegina sulla torta, in queste prime pagine, è il senso del personaggio stesso e dell’amicizia che lo lega alla ragazza. Essa è un rapporto più tangibile, rispetto a qualsiasi altro legame.

Aisya e Loki ammantano di una veste quasi sacrale ciò che li lega. Questo si evince in parecchi punti del flashback. Man mano che il racconto procede lo stesso Loki, ormai dotato di carne e ossa, passa tutte le fasi del dolore e della consapevolezza. Arriva a nutrire odio per gli uomini e vede nella sua stessa presenza, l’unico senso in grado di attribuirvi: realizzare la richiesta di Aisya. Ancora una volta, il senso dell’amicizia si eleva, facendo evolvere Loki. I volumi successivi dei I Dipinti Maledetti (dal 2 al 5), esplorano la trama. Fanno ingresso nella narrazione personaggi davvero di spessore introducendone uno, in particolare, fondamentale. Quest ultimo modificherà l’atteggiamento di Loki in modo graduale, lasciando nella vaghezza la natura di un rapporto che si evolverà con il tempo.

QUI LA NOSTRA VIDEO-RECENSIONE!

Una menzione speciale va ai comprimari dell’opera. Essi, infatti, non sono meno importanti di Loki. Il gruppo compensa le mancanze del protagonista e costituisce la molla che rende, concreta una sua crescita psicologica. Lui è, difatti, un introverso, un carattere schivo e solitario. Grazie, però, al carisma, all’incontenibile energia e all’affidabile lealtà dei suoi compagni, egli, potrà evolvere, trasformandosi in un personaggio a tutto tondo. Hachi vi guiderà in questo viaggio speciale, dove gli antagonisti faranno di tutto per impedire al giovane Loki di distruggere i Dipinti Maledetti.

La caratterizzazione del nemico è davvero intelligente. Esso si muove sapientemente, facendo del “politicamente corretto” la propria linea guida. L’obiettivo è salvaguardare tutto ciò che è bello, quindi l’arte della strega. Fin qui sarebbe fantastico se, come in tutte le cose giuste per via di principio, non si analizzassero i singoli casi. Si denota in questo gruppo una struttura piramidale, dalla spiccata impronta religiosa, sconfinante nel gretto fanatismo. Un problema concreto, specie quando si è disposti a tutto pur di salvaguardare le proprie convinzioni.

Un pregio dell’opera è la sua struttura narrativa. Hachi sa narrare. Ama il cliffhanger e lo adopera in modo sapiente. Spezzare la narrazione al momento giusto e lasciare il lettore con il desiderio di saperne ancora, è la differenza tra un racconto e una storia ben narrata. Troverete nel finale del quarto volume, ad esempio, la concretizzazione di questo espediente narrativo, per un esito forte e d’impatto.

I Dipinti Maledetti si contestualizzano come manga corale, dove il protagonista è uno e tanti. Esce dalla semplice logica dello shōnen che si focalizza sulla lotta, su un certo tipo di disegno, su un senso narrativo più immediato, per via della targettizzazione di genere. È atipico: non solo combattimenti. Persino le copertine dell’edizione Star Comics (molto colorate) sembrano “non shōnen” , per intenderci.

Dal punto di vista artistico si nota una maturazione graduale: il disegno migliora man mano che si procede. Hachi è al suo esordio, piccolo particolare da non sottovalutare. Ha uno stile vario, che risente delle molteplici influenze del genere e non. In alcune tavole il nero dell’inchiostro sovrasta il bianco, dando un’impressione tensiva (secondo capitolo del primo volume) ma anche qui, c’è equilibrio. Il chiaroscuro è ben utilizzato, focalizzandosi sulle azioni e sui momenti di pathos, amplificadole.

La forza di Hachi sono le espressioni. I sentimenti rimbalzano sui volti dei suoi personaggi, portando su carta un disegno caratterizzante e coinvolgente. L’uso prospettico è ben congeniato, specie per le scene in movimento. È un manga dinamico, per storia e per grafica. L’ edizione curata da Star Comics si presenta in formato brossura, con sovraccoperta in cartoncino colorato lucido. Le dimensioni sono quelle consuete (11,5×17,5), per una media di 210 pagine a volume. La qualità della carta non è eccezionale, buona la stampa in bianco e nero.

In patria I Dipinti Maledetti è ormai concluso, parliamo solo di otto volumi. In Italia, la Star Comics pubblicherà il sesto volumetto a fine luglio. Siamo, ormai, giunti così al giro di boa. Che fine faranno i nostri personaggi? Riuscirà Loki a prestare fede alla promessa fatta ad Aisya? Lo scopriremo ben presto, lungo questo viaggio tra arte e fantasia.