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I married a girl to shut my parents up – Recensione

I married a girl to shut my parents up

Quante volte si compiono azioni solo ed esclusivamente per fare un dispetto ai propri genitori? Nei casi migliori può essere un gesto ribelle come un nuovo piercing o un nuovo tatuaggio, altre volte può essere un atteggiamento forzatamente maleducato in presenza di persone con cui dover fare bella figura… in casi estremi può essere sposarsi con la persona più inappropriata possibile!

È così che Machi, donna con una promettente prospettiva di carriera, decide di sposare la dolce kohai Hana,  al solo scopo di mettere a tacere i genitori che la vorrebbero vedere sposata con un uomo di buona famiglia.

I married a girl to shut my parents up di Naoko Kodama è il primo Girls’ Love della collana Queer di Star Comics e lo potete trovare in tutte le fumetterie.

I married a girl to shut my parents up

Machi Morimoto è una donna single che lavora in un’importante compagnia quotata in borsa e non prova nessun interesse nel cercare un marito. Potrebbe continuare benissimo la sua vita in questo modo se non fosse per la costante pressione subita dai suoi genitori che vorrebbero vederla sistemata.

Del resto, una mamma e un papà non desiderano solo il meglio per la loro unica figlia? e cosa c’è di meglio per una donna se non dedicarsi al focolare domestico? Questa è solo l’ultima di una serie di aspettative che i signori Morimoto hanno riversato su Machi che, da quando è bambina, si prodiga nell’accontentarli in tutto e per tutto, a discapito dei suoi veri desideri.

Questa volta però Machi sembrerebbe ben intenzionata a non cedere terreno e decide di cercare una soluzione che metta finalmente un punto alla faccenda. L’occasione si presenta grazie a un’ex kohai del liceo che, in cerca di un alloggio, le propone di sposarsi con lei. In questo modo entrambe risolverebbero i propri problemi: Machi dimostrerebbe di non essere più single e Hana avrebbe un nuovo posto in cui vivere.

“Mi chiamo Hana Agaya e ho una relazione con vostra figlia”

Con questa disinvoltura, Hana fa la conoscenza dei genitori di Machi presentando loro il certificato di partnership, documento che a partire dal 2015 riconosce le coppie omosessuali in Giappone. La reazione dei signori Morimoto non è delle più amichevoli e se Machi con questa mossa pensava di iniziare una tregua, in realtà il rapporto con i genitori si inasprisce ancora di più.

L’aspetto positivo, tuttavia, si rivelerà essere proprio la nuova convivenza con Hana. La kohai infatti è molto abile nel gestire la casa e cucinare, diventando un aiuto fondamentale per Machi che torna sempre tardi dal lavoro. È così che Machi, in fondo in fondo, scopre che non è poi così male tornare a casa tutte le sere e trovare qualcuno pronto ad aspettarti e a prendersi cura di te.

Sembrerebbero proprio una coppia di amiche che hanno trovato il loro equilibrio nel darsi una mano a vicenda, se non fosse che Hana è dichiaratamente lesbica e ai tempi del liceo si era presa una cotta non ricambiata per Machi, al punto di proporle di mettersi insieme.

Nonostante il rifiuto di Machi, le due ragazze sono rimaste amiche negli anni ma, ora che vivono sotto lo stesso tetto, come si evolveranno i loro sentimenti?

Girls’ Love alla ribalta

I married a girl to shut my parents up è un volume unico di genere Girls’ Love, noto anche come Yuri. Questo genere in Italia sta prendendo piede molto timidamente dopo essere stato per anni estremamente di nicchia, tanto che i titoli presenti sul mercato potevano quasi contarsi sulle dita delle mani.

Come dice il nome stesso, si tratta di storie con al centro una relazione amorosa tra ragazze e possono essere visti come il corrispettivo femminile dei Boy’s Love. Le relazioni possono essere incentrate sia sulla sfera sessuale che su quella prettamente romantica e generalmente si discostano dalla verosimiglianza con la realtà.

Oggi, tutte le principali case editrici hanno nel loro catalogo almeno un titolo Girls’ Love e si spera che la tendenza futura sia quella di una maggiore inclusività del genere nel mercato italiano.

I married a girl to shut my parents up è il debutto del Girls’ Love nella collana Queer di Star Comics e non si poteva iniziare meglio!

“Prima che potessi pensarci da sola, mi è sempre stato detto cosa è bene e cosa no”

Nonostante la premessa fatta sul Girls’ Love, in realtà questo manga spicca principalmente per la denuncia sociale che trasuda da ogni pagina. Machi è una ragazza a cui fin da bambina è stato detto cosa fare dai propri genitori. Con la scusa del “lo diciamo per il tuo bene”, non ha potuto scegliere le scuole da frequentare o gli amici con cui giocare e ha passato la vita a cercare di fare del suo meglio, non per se stessa ma per l’appagamento dei genitori.

Questo atteggiamento molto passivo, ha portato Machi a non sviluppare particolari interessi personali, tanto che la ricerca stessa di un lavoro è stata per lei solo una scusa per allontanarsi dalla casa paterna. Non si è mai preoccupata se il suo lavoro le piacesse davvero, bastava avere una propria indipendenza.

La prospettiva di carriera, però, non è quello che ci aspetta da una buona donna giapponese che deve mirare a diventare una brava moglie pronta ad occuparsi dei bisogni del marito. Se lo aspettano i genitori: “non riescono a sopportare l’idea che la loro figlia sia ancora single”; i colleghi: “se si sposasse o rimanesse incinta potrebbe licenziarsi in qualsiasi momento”; la società: “alla tua età non dovresti fare cose così imbarazzanti. Non puoi mostrarti così alla società”. Non se lo aspetta però Machi e questa è l’unica cosa che dovrebbe contare.

Parliamo della società giapponese ma sono frasi che purtroppo combattiamo tutti i giorni anche qua in Italia e saranno dure a morire.

“Sarei molto felice se potessimo continuare a giocare ancora un po’ alle sposine”

La soluzione ai problemi di Machi si presenta nelle vesti di Hana. Hana è una ragazza molto solare ed entusiasta. Nonostante sia al momento disoccupata, ha degli obiettivi in cui crede e per i quali si applica molto per raggiungerli.

Con Machi si comporta da perfetta mogliettina, gestendo la casa al meglio e dilettandosi in deliziose cenette. Non ci sono dubbi che se Machi fosse stata un uomo, Hana avrebbe ricevuto tutte le lodi possibili da parte della famiglia Morimoto. Come moglie della figlia, però, è tutto un altro discorso e Machi non poteva recare loro un affronto più grande.

Se la convivenza tra Machi e Hana nasce dunque come un gioco, una combinazione forzata di eventi, ben presto la quotidianità tra le due ragazze inizia a diventare più intima. In Hana si riaccendono i sentimenti di un tempo verso la senpai e proverà con molta franchezza a rendere reale la loro finta relazione. Machi inizia così a sua volta a vedere l’amica sotto un’altra luce e scopre di non esserne del tutto indifferente. Il suo problema è che non ha la minima idea di come rapportarsi

La vicinanza di Hana permetterà a Machi di riscoprire se stessa e di autodefinirsi sia come donna con una carriera promettente che come compagna con obiettivi comuni futuri. I married a girl to shut my parents up è un percorso di crescita personale e relazionale in cui qualunque lettore può ritrovarsi.

Gli opposti si attraggono

Abbiamo parlato della diversità caratteriale delle due protagoniste, ora osserviamo come le rispettive personalità si riversano sui tratti fisici. La rappresentazione di Machi, inizialmente, è quella di una ragazza disinteressata a quello che la circonda. Lo sguardo denota una certa insofferenza mentre l’abbigliamento e i capelli legati alla buona indicano che si cura poco di quello che gli altri potrebbero pensare di lei.

Sembrerebbe non le importi di sentirsi femminile e penso che questo sia il suo più grande pregio: voler essere se stessa senza agghindarsi di stereotipi di genere. Andando avanti con la storia, però, lo sguardo di Machi si fa sempre più luminoso.

In netto contrasto, il carattere solare di Hana si associa a una certa bellezza e cura esteriore. Per entrambe vale proprio il detto “Il corpo è lo specchio dell’anima” e in questo caso penso sia un ottimo escamotage per avvicinare ulteriormente il lettore alla storia.

Le scene più intime, manco lontanamente esplicite, vengono rappresentate con una timidezza e pudicizia disarmante. Nonostante si intravedano dei seni prosperosi, ogni gesto è fatto con un imbarazzo che sembra quasi voler chiedere scusa per la troppa audacia.

I married a girl to shut my parents up è il manga per tutti

Alla fine della lettura di questo manga forse si rimane un po’ spiazzati perché ci si aspetta un capitolo di storia in più che non c’è. Quello che si trova è invece una breve storia extra con nuove protagoniste. La sensazione che lascia lì per lì è dunque di incompiuto ma nei giorni successivi ripenserete al percorso di Machi e Hana sentendovi appagati. È uno di quei manga che matura nella mente rimanendo impresso a lungo.

Che siate fan o meno dei Girls’ Love, poco importa, I married a girl to shut my parents up è un manga adatto a chiunque cerchi una storia leggera ma che lasci tanti spunti di riflessione.

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