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Ikoku Nikki – Journal with witch – Recensione

Ikoku Nikki

La cultura manga giapponese gioca spesso su personaggi rimasti orfani, i quali devono trovare la loro via e il cui futuro è interamente nelle loro mani. La perdita dei genitori permette di creare personalità fallaci, con vuoti emotivi e dubbi esistenziali. Anche Ikoku Nikki – Journal with witch non è da meno. Si tratta di un manga josei scritto e disegnato da Tomoko Yamashita, edito in Italia da Flashbook Edizioni, di genere slice of life che racconta un rapporto familiare complesso. A causa della perdita di figure ingombranti come i genitori, persone distanti sentiranno la necessità di avvicinarsi e di costruire una relazione precedentemente sconosciuta.

Quindici anni già

Takumi Asa è una ragazzina di 15 anni rimasta orfana a causa di un brutto incidente che le ha portato via entrambi i genitori. La zia Makio, sorella della madre, colta da un momento di debolezza in ospedale, invita la ragazza a vivere a casa sua. Makio è una trentacinquenne dal carattere molto particolare; è una donna misantropa, solitaria. Alza subito un muro con la nipote dichiarando che non potrà mai volerle bene. Asa registra l’informazione, ma preferisce comunque andare a vivere con la zia che conosce a malapena. Il suo obiettivo è di evitare di esser rimbalzata di qua e di là da i parenti, che, come si vedrà al funerale, si riveleranno disinteressati.

Asa, dal canto suo, è una ragazzina sobria ma molto sveglia, aperta e nel pieno della crescita, che si trova a dover comprendere come affrontare il pesante lutto, la disperazione, quando piangere e quando ridere. La convivenza tra zia e nipote in un bugigattolo minuscolo si costruirà tassello dopo tassello. Ogni cosa, anche le più semplici come canticchiare, dove dormire, cosa mangiare, richiederà uno sforzo di accettazione l’una dell’altra. In un momento di debolezza in cui Asa non comprende le sue emozioni, Makio le consiglia di tenere un diario personale che sarà centrale nello sviluppo dell’opera.

Makio, “la witch”

Makio è un personaggio estremamente reale, solitario, misantropo, con capacità intellettive particolarmente fini. Vive da sola da molto tempo e fa la scrittrice di romanzi fantasy. Il suo lavoro la porta a escludersi dal mondo per molte ore, scomparire dalla mappa fuggendo su un altro pianeta. Più lei si rifugia in un’altra dimensione, più l’ambiente in cui vive rimane abbandonato e trasandato. La sua stessa dieta è composta da pochi piatti di comodo, vive quasi alla stregua di un hikikomori. Eppure la sua comprensione della vita la porta a dare consigli preziosi alla nipote, dandole anche diversi spunti su come affrontare un momento complicato come il lutto.

L’autrice valorizza profondamente il personaggio, ne mostra la fragilità nel rapportarsi con gli altri, anche con amici o ex fidanzati. Per quanto rifugga la realtà a favore del lavoro, Makio incontra l’ex fidanzato che le farà notare che il ruolo di tutor richiede un impegno serio, anche economico. Una complessità che non può essere affrontata solo come una pazzia dettata dal momento. Makio al momento è il personaggio meglio caratterizzato, in questi primi volumi il suo presente e il passato iniziano ad essere raccontati mostrandone le velleità.

Un rapporto complesso

Ma perché il rapporto zia nipote è così poco coltivato? Makio odiava profondamente la sorella, si sentiva giudicata per le sue scelte di vita. Questo pregiudizio si rifletterà anche sulla nipote, che crede essere una persona particolarmente rigida. Asa, al contrario, si rivela una ragazzina molto precisa, intraprendente ed entusiasta, che riesce a costruirsi una nuova quotidianità portando anche cambiamenti positivi. Un po’ più di fantasia in cucina e un po’ di ordine e pulizia renderanno più calda e vivibile la minuscola casa.

Alla morte dei genitori Asa non versa una lacrima e non capisce perché le riesca così difficile sfogare il suo dolore. Sarà poi nel momento in cui comprenderà che Makio, pur essendo lontana da tutto, pur odiando la sorella, riconosce che lei merita un bel futuro, che la la sindrome dell’abbandono verrà meno. Asa si lascerà andare finalmente in un pianto che la libera dal terrore del futuro. La costruzione del rapporto passa anche dalla semplicità del buon cibo e della cucina. L’episodio che racconta la ricetta dei gyoza da cucinare insieme alla migliore amica di Makio, coinvolge le protagoniste su un unico obiettivo. L’amica, persona molto estroversa e casinista, aiuta ad allentare la tensione e a scoprire qualche falla nella personalità chiusa della zia.

In sottofondo, a momenti alterni, compare il diario. Perchè Makio consiglia ad Asa di tenere un diario? Seppure la casa sia minuscola e senza un effettivo spazio personale, il diario è quel luogo dove raccontare il proprio deserto interiore, dove sfogare la propria solitudine. Dove non per forza si deve scrivere la verità, nemmeno la propria, ma dove buttare giù il proprio pensiero sulla realtà così come si vorrebbe che fosse, dove raccontare quello che le persone le dicono e quello che non le dicono. Quel che è giusto e quel che si percepisce come ingiusto, senza oppressioni. Asa non vorrà nascondere nulla e diversamente da ogni tipo di adolescente raccontata da qualunque serie TV, dirà a Makio che potrà leggere il suo diario ogni volta che vorrà.

Lo stile di disegno e la qualità della stampa

L’autrice padroneggia con classe uno stile di disegno moderno che in certe espressioni trasognanti pesca un po’ dagli anni ’90 dello shojo a fumetti. Il tratto è finissimo e preciso e non vi è abuso di retini. Non ci sono mai fondi complicati e la Yamashita non spinge mai su questo, prediligendo il disegno delle protagoniste, sempre curatissimo in ogni tavola. Dal punto di vista dei dialoghi le pagine non sono per niente fitte di baloon, tranne in alcuni rari casi in cui i personaggi in pagina sono più di due. La lettura rimane scorrevole e i testi non sono particolarmente complicati da seguire. L’edizione Flashbook riporta pagine perfettamente bianche senza trasparenze che permettono una lettura perfetta. Nel complesso, però, la qualità lascia a desiderare, le sfumature non esistono e i grigi non rispecchiano ciò che dovrebbe essere una stampa nel 2021. Molto apprezzata la sovraccoperta, ben strutturata e resistente.

In conclusione, Ikoku nikki – Journal with witch è uno josei maturo, una lettura adulta che mostra una profondità di personaggi a cui ci si affeziona, con cui ci si immedesima. Si imparano ad amare profondamente le loro personalità, le emozioni che esternano comprensibili ai più, ma affrontate dalle protagoniste da un punto di vista molto giapponese, utilitaristico in prima battuta, che evolve insegnando a Makio e ad Asa a coltivare i propri sentimenti.

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By Massimiliano D'ostilio

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