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IL BAMBINO DI DIO – Recensione

Il bambino di dio, dynit, Nishioka, Kyōdai

Un viaggio distopico all’interno della psiche, anime tormentate e nichilismo estremo, Il Bambino di Dio vi sconvolgerà nel profondo. Edito da una coraggiosissima Dynit, questo manga si discosta da pressoché ogni altra opera. Scritto e disegnato dai fratelli Nishioka, che in breve tempo, hanno imposto i loro nomi nel panorama underground moderno.

Niente sarà più come prima

La storia inizia con un dialogo introspettivo, un neonatol consapevole della propria nascita sin dalle primissime fasi. Da spermatozoo consapevole e munito di pensiero, percepisce la morte dei suoi migliaia di fratelli, commentando con terrore, descrive con parole crude lo sviluppo della sua crescita come embrione. “E infine nacqui, venni defecato” la percezione della propria nascita, elaborata in modo tetro, lasciano trasparire un odio irrefrenabile verso l’esistenza.

Libro mastro di crudeltà

Uno dei tabù della società riguarda l’innocenza infantile, Il Bambino di Dio, prende questo castello di carte e metaforicamente, lo distrugge. Colpendolo di monologhi nichilistici e pensieri talmente bui, da fare rabbrividire ogni genere di lettore. I primi segnali di squilibrio sono evidenti, il piccolo è precoce, cammina dopo solo qualche mese e si erge con impassibile sguardo verso i genitori, esseri a lui talmente inutili da non elaborarne il volto.

Gusci vuoti. Questo intelletto superiore, si scontra con delle gesta surreali. Il bimbo gioca con le feci, le spalma sul muro, si cosparge delle stesse e addirittura, le ingurgita. Lo psicologo infantile non si allarma poi troppo e consiglia ai genitori, di incuriosire il neonato con dell’argilla. La cosa funziona, iniziano i giochi con il minerale, con fantasia, le sue manine plasmano e creano piccoli umani, un gruppo di persone ai suoi piedi. Pochi minuti dopo, con grumi di argilla, divenuta sangue sulle mani, la sua testa gli trasmette una immagine chiara, gli umani da lui creati sono stati tutti brutalmente mutilati, senza emozione, a sua detta “compii il mio primo massacro”

Il primo amore

Dopo qualche episodio di squilibrio, il bambino di Dio, ormai cresciuto, frequenta le elementari con una classe di ragazzi con problemi mentali. Questa parte della sua esistenza risulta cruciale come un vento che soffia forte sul nichilismo, vedendo i suoi coetanei come animali. Studia i loro comportamenti, cercando un modo per abbonirsi i dottori, doveva integrarsi per uscirne al più presto da quella classe. Fortuna vuole che la tutrice del gruppo, sia una bella ragazza dai modi dolci, che cerca con intensità un contatto fisico con il ragazzo. Il suo primo approccio con l’amore lo avvicina ad una normalità approssimativa, il destino crudele però, gli riserverà una sorpresa orribile.

Non trovando la sua amata decide di cercarla nel parco nei dintorni, sentendone le urla si precipita in un caseggiato vicino. Spiando dalla finestra che fornisce la visuale all’interno dell’edificio, scorge la ragazza senza veli, sottomessa ad un figuro incappucciato che sta abusando di lei. Decide di non fare nulla. Guarda la vita lasciare il corpo della donna, l’aguzzino fugge soddisfatto. Il bambino entra, ha capito perfettamente cosa sia successo… ma compie un gesto che sconvolge il lettore, e cambia la trama per sempre. Dando vita ad un susseguirsi di eventi terrorizzanti.

Kandinsky, sei tu?

L’orrore riportato su china non deve ingannare il vostro giudizio. Questo manga oltre ad avere una trama talmente introspettiva, da sconvolgere anche i più fautori della libertà espressiva, possiede un disegno geniale. I riferimenti al pittore Kandinsky sono enormi. Linee geometriche vogliono darvi la sensazione di essere parte di uno schema mentale, imprigionati nella fredda visione del mondo di un folle. Il gioco con le vite altrui del protagonista, diventa il diletto della prospettiva. Pavimenti diagonali senza profondità, occhi asimmetrici e fondali sottosopra, sono solo alcuni esempi del cubismo della mangaka.

Sconvolgere e distruggere

Esatto. Lo scopo unico di questo manga è puramente distruttivo. Chi legge deve provare un orrore profondo, figlio della depravazione di ogni etica. Nemmeno i bambini sono innocenti agli occhi di un diavolo, ma strumenti da plasmare facendo leva sul fascino del proibito. Ed è proprio l’odio che riescono a provare anche i più piccoli, che terrorizza. Senza ombra di dubbio, una delle letture più sconvolgenti di tutto il panorama fumettistico.

In conclusione, questo è un manga non adatto a tutti, ma che molti dovrebbero conoscere. Le sue tematiche fuori scala, il suo disegno atipico e un protagonista folle, trasportano questa storia nei cult assoluti che gli amanti del genere horror/psicologico, non possono lasciarsi sfuggire. Consci del fatto, che certe immagini, saranno indimenticabili.

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By Gioele Carraro

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