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Il Cielo di Pietra – Recensione

Il Cielo di Pietra

Arriva alla sua epica conclusione con Il Cielo di Pietra la trilogia della Terra Spezzata di N.K.Jemisin. La storia vincitrice di ben 3 premi Hugo è portata in Italia da Mondadori Oscar Vault. Gli eventi ripartono esattamente da dove erano terminati nello scorso libro, Il Portale degli Obelischi.

Essun ha usato il potere del Portale degli Obelischi per salvare la Com di Castrima dall’attacco di Rennanis distruggendo però la Com stessa. Il grande sacrificio le è costato la pietrificazione del braccio che Hoa, il suo mangiapietra, le ha rimosso. Inizia quindi per Castrima e i suoi abitanti un viaggio attraverso l’Immoto, sferzato dalla brutalità della Stagione, per trovare un nuovo posto dove abitare e per Essun continua la ricerca di sua figlia perduta. Nello stesso momento Nassun, dopo aver abbandonato Luna Ritrovata a seguito dell’omicidio del padre e degli altri Custodi, sempre accompagnata da Schaffa, si incammina verso Corepoint il luogo dove tutto è iniziato con un solo obiettivo in mente. La distruzione.

“Sarebbe stato bello avere tutti la normalità naturalmente, ma pochi volevano condividere. Così, ora dobbiamo bruciare tutti”.

La Terra è spezzata. Così come sembrano esserle le strade di Essun e Nassun. La prima, una volta sperimentato il Portale degli Obelischi, riesce in parte a comprenderne il suo inestimabile potere e con questa nuova consapevolezza prosegue il suo impervio cammino. Adesso capisce il suo obiettivo e ha tutta l’esperienza e la forza per portarlo a termine. Riporterà la Luna a Padre Terra e porrà una volta per tutte fine all’era delle Stagioni. Per il bene degli abitanti di Castrima, del mondo ma soprattutto per dare un futuro migliore a sua figlia. Nassun è invece sopraffatta da tutto l’odio e il disprezzo che lei e tutti gli orogeni del pianeta sono costretti a subire e decide che il modo migliore per porre fine a secoli di discriminazione, violenze e soprusi sia quello di distruggere tutto.

Accompagnata dal fedele Schaffa, l’unica figura genitoriale che nella sua innocenza di bambina è convinta di avere, intraprende un viaggio che porterà entrambi ai confini del mondo, fino a Corepoint. Quello è il luogo dove tutto è iniziato e quello è il luogo in cui tutto deve finire. Nassun infatti è convinta che non ci sia nessuna strada di redenzione e che l’unica soluzione sia quella di trasformare tutti gli umani in mangiapietra così da poter sopravvivere in un mondo senza odio e divisioni.

La scrittura di N.K.Jemisin è cruda e brutale. Nonostante il mondo in cui si svolgono le vicende sia fittizio è facilissimo scorgervi aspetti della società attuale. La scrittrice infatti usa questa storia e i suoi personaggi per fare una denuncia sociale lampante. Il modo spregevole in cui vengono trattati gli orogeni, che sono quasi sempre persone dalla pelle scura, ci ricorda quanto il tema del razzismo sia una questione di un’importanza vitale per i nostri giorni. L’odio e la violenza sono perpetrati per  secoli e secoli dagli abitanti dell’Immoto verso queste persone solo perché diverse. Il loro potere spaventa chi non lo comprende o non riesce ad accettarlo come normale. Questo innesca quindi dei meccanismi di risentimento e rancore perenne.

Un’altra delle tematiche forti e sempre presenti in questa trilogia è quella dei cambiamenti climatici. Il continente in cui si svolgono le vicende dei personaggi è infatti devastato dalle Stagioni, ovvero eventi climatici avversi e estremamente violenti che spesso uccidono la maggior parte delle forme di vita presenti sul Pianeta. Durante le pagine de Il Cielo di Pietra finalmente veniamo a conoscenza del perché l’Immoto si trova nelle condizioni in cui versa e delle cause che hanno portato Padre Terra a rendersi un nemico dell’umanità. Infatti ancora una volta il genere umano e la sua bramosia di potere si rivelerà il peggior nemico di sé stesso.

“Ma nessuno è più spaventato, o più strano nella sua paura dei conquistatori… I conquistatori vivono nel terrore del giorno in cui si dimostrerà che non sono superiori, hanno solo avuto fortuna”.

Grazie a numerosi flashback scopriamo tassello dopo tassello anche il passato di Hoa, l’origine dei mangiapietra e cosa ha portato il Pianeta a ribellarsi. Inizialmente questi salti indietro lasciano il lettore un po’ spiazzato in quanto il quadro della situazione non è chiaro e ben delineato. Il mondo creato dalla Jemisin è infatti estremamente complesso e articolato ricco di descrizioni dettagliate ma spesso espresse con un linguaggio quasi scientifico. Con il proseguire delle pagine scopriamo che i tempi antichi non sono stati troppo diversi da quelli attuali e che le forme di sopruso e sottomissione si tramandano da generazioni. La superbia degli uomini e il loro credere di essere superiori hanno portato al punto di rottura. Quello da cui non si torna indietro. E “Terra Infame” se se ne pentiranno.

“Tu che cosa vuoi? Voglio un mondo migliore”.

In questa storia forte e potente però riecheggiano anche altri sentimenti. In particolare ne il Cielo di Pietra si percepisce l’immenso amore che Essun prova per sua figlia Nassun. Amore che la spinge a continuare a cercarla per poterla salvare e per regalarle un mondo migliore in cui vivere il suo futuro. Le parti finali tra le due sono estremamente profonde e toccanti, fondamentali per comprendere le mille sfaccettature di entrambe. Sarà proprio la forza dirompente del sentimento di Essun che cambierà le sorti del Pianeta. La sua lealtà e il suo estremo coraggio sono tratti distintivi di lei che brillano ancora di più in questo volume. Due figure femminili forti e coraggiose avranno l’occasione di confrontarsi e forse, alla fine del mondo, di capirsi.

In conclusione Il Cielo di Pietra è la degna conclusione di una trilogia potente e innovativa, ricca di richiami al mondo dei giorni nostri e profonda. Terribilmente attuale e con una forza comunicativa che non tutti gli autori hanno, la Jemisin ci lancia direttamente nel cuore ardente degli eventi senza risparmiarsi e sconvolgendo il lettore in più punti. Una storia unica arricchita da uno stile di scrittura complesso e molto spesso ostico ma coinvolgente e immersivo. Lasciatevi trascinare all’interno del mondo creato dall’autrice e non ne uscirete illesi. Vi lascio qui di seguito una parte dei ringraziamenti dell’autrice. “Il Dolore che trovate nel libro è dolore vero; la rabbia è rabbia vera; l’amore, vero amore”.

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By Alice Danti

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