Crea sito

Il Giardino delle parole- Recensione

Il Giardino delle parole è poesia in immagini. La storia è del grande Makoto Shinkai, i disegni della sensei Midori Motohashi. Edizioni Star Comics v’incanterà con una narrazione delicata che non mancherà di stupire, espressa attraverso un senso di profonda e malcelata malinconia.

Takao è uno studente delle superiori che aspira a diventare uno stilista di calzature; Yukari è una giovane donna, più grande di lui. Senza sapere niente l’uno dell’altro, iniziano a scambiare qualche parola. Gli incontri si faranno più assidui, contestualizzati in una cornice unica, resi ancora più evocativi dalla stagione delle piogge. Il mondo di Takao e Yukari sembra lontano dal tempo e dallo spazio e, nel momento dedicato a raccontarsi, i due si legheranno sempre di più. Il tutto, però, sembra essere destinato a esaurirsi rapidamente (il tempo della stagione delle piogge), per lasciare posto a una realtà dalla quale entrambi non possono più sottrarsi.

Il Giardino delle parole ha un grande pregio: parla al cuore di chi gli si avvicina. Il dono che la sensibilità di Makoto Shinkai condivide con il suo pubblico, è quello di saper toccare le corde più profonde dell’animo. È questo, però, un aspetto del genio di Shinkai, che va ben compreso e, a causa di ciò, le sue opere, non sono indirizzate a tutti. È una questione di libera scelta e libera sensibilità, che ci fa preferire qualcosa piuttosto che un’altra. Certamente, è un’opera matura che sa parlare anche ai giovani: altro grandissimo pregio di un linguaggio delle emozioni, a caratura universale.

Una volta conclusa la lettura, infine, avrete la netta sensazione che qualcosa di unico vi è stato donato. Il riferimento corre alla capacità di percepire se stessi con leggerezza nostalgica, sempre proiettati al futuro ma, con i piedi ben saldi nel presente. Garantita, inoltre, la successiva voglia di recuperare tutte le opere di Shinkai. Il suo linguaggio elogia la bellezza dei piccoli gesti, dei momenti carichi di attese (a volte infinite e non realizzate). In realtà, se ci concediamo una riflessione più attenta, sono quelli i momenti che ci cambiano, che, a dispetto di tutto, ci spingono a procedere.

Tutti abbiamo una personale “stagione delle piogge”, che si fa metafora degli attimi cristallizzati nel tempo. Essi sono la somma di quei momenti riservati a noi stessi, dove ricaricare le energie. Il Giardino delle parole è la metafora, più grande, dell’elaborazione del tempo di mezzo che prelude a un vero cambiamento. Takao e Yukari si toccano con una profondità tale che arrivano a innamorarsi: s’innamorano delle fragilità reciproche e della forza che intravedono dietro la malinconia dei lori occhi. Un tipo d’amore destinato a non durare, probabilmente, a causa di fattori contingenti, ma che capita poche volte nella vita di un uomo. Tuttavia, il loro, è un tipo di legame che permarrà in eterno e che, nemmeno il tempo sarà in grado di scalfire.

Il Giardino delle parole è un’opera intimistica, tutta giocata su assonanze e potenza immaginifica della descrizione dei sentimenti dei protagonisti. È un’opera che mira al cuore. Si parla delle aspirazioni della giovinezza da una parte, mentre, dall’altra, viene mostrato il rovescio della medaglia. È il racconto della vita in generale che, purtroppo, non mette al riparo dalle difficoltà, crescendo. È il racconto dei sogni da realizzare e di quelli, ormai, realizzati, sciupati dalle circostanze, con le quali si deve giungere, irrimediabilmente, a un compromesso.

Lo spessore dei personaggi rende l’opera sfaccettata e pregna di sfumature. Mentre su Yukari le riserve si scioglieranno nella seconda parte della narrazione, su Takao tutto è in netto, continuo divenire sin dal principio. Come si pone il mondo adulto nei confronti dei sogni di un adolescente? Spesso in aperto contrasto, se essi non si uniformano al principio di utilità sociale. Takao sogna di fare scarpe. Ciò è qualcosa di singolare, difficile, “fuori moda”, se si pensa a come tutto deperisca e venga consumato in fretta nella società odierna. Egli vuole essere artefice del proprio destino e impiegare la sua vita in un’attività che lo soddisfi.

Fare l’artigiano per Takao, coincide a lasciare un segno del proprio passaggio, attraverso le sue creazioni. Yukari sarà l’unica che darà supporto ai suoi sogni, l’unica adulta che non gli dirà di lasciar perdere ma, anzi, di inseguire senza sosta la propria aspirazione. La stessa Yukari è un personaggio di rottura. Lei si porta dietro il fardello dei pregiudizi della gente, che la fa percepire come una persona “singolare”. La società è quindi un elemento esclusivo, appunto, perché tende a escludere chi non si omologa, piegandosi, alle esigenze della comunità.

Dal punto di vista artistico, la sensei crea un rapporto di totale aderenza tra parole stampate e rappresentazione. Dà un’immagine perfetta di ciò che Shinkai ha elaborato, in modo emotivamente forte. Lo stile è chiaro, pulito, nulla è lasciato al vago. Sono tavole che prediligono toni chiari. Le ombreggiature danno tridimensionalità e conferiscono maggiore enfasi alle parti “clou” della narrazione. Motohashi ha una cura maniacale per il dettaglio: la pioggia, le lacrime e l’assonanza perfetta tra questi due elementi, che trova libera espressione sul volto dei protagonisti.

La natura e gli agenti atmosferici, partecipano all’evoluzione generale dei contenuti. L’artista ha creato qualcosa di bellissimo, che parla al cuore: le parole sono esaltate dalla rappresentazione. Il Giardino delle parole è la chiave, che permette ai personaggi di esprimersi, in un rapporto che fiorisce e si evolve, grazie al dono della parola stessa. Da qui l’importanza di comunicare. Esso è un concetto che è esaltato nella sua genuinità, assumendo un valore immenso, se si tiene in conto il tipo di cultura da cui proviene.

L’opera, che trae origine dal soggetto di Shinkai, ha avuto una trasposizione anime nel 2013. Sono, poi, seguiti il romanzo e il manga nel 2015. La forza di questa narrazione, che la fa percepire al pubblico sempre attuale, è una storia adattabile a ogni soggetto. La forza di Yukari e Takao è quella di sfidare il mondo con i loro sogni e di continuare a sognare, a dispetto delle difficoltà, nonostante tutto. Procedere è la chiave per non desistere. Il Giardino delle parole è un volume unico, formato brossura, di circa 200 pagine. Parliamo di un manga affascinante che vi rapirà per la delicatezza di una narrazione mai fuori posto, ma sempre al passo con i mutamenti dell’animo.

Riassunto: