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Il lupo dei mari – Recensione

Una storia marinaresca con un adattamento del romanzo di Jack London, questo è Il lupo dei mari di Riff Reb’s edito ovviamente dalla Kleiner Flug.

Siamo a San Francisco nel 1883 e alcuni uomini vengono sequestrati e imbarcati con la violenza sul vascello fantasma del capitano Larsen. Fra i sequestrati vi è anche un giovane gentleman (Humphrey) scrittore di ricca famiglia che viene costretto a fare lo sguattero, ma gradualmente entra nelle simpatie del rude capitano Larsen, un tipo brutale, edonista, violento e implacabile nell’esercitare il suo potere di vita e di morte sull’equipaggio e tuttavia sensibile alla cultura.

Facilmente ironizza sulla concezione religiosa, spirituale e umana, che il giovane Humphrey in varie situazioni difende coraggiosamente. Il capitano Larsen stima il giovane Humphrey e lo nomina comandante in seconda del Vascello. Vengono intanto salvati dei naufraghi, fra i quali una giovane donna americana (Miss Brustel) che ha letto i libri di Humphrey e simpatizza per lo scrittore. Avvengono tentativi di rivolta, di fuga, punizioni brutali, finché viene avvistata la nave del fratello di Larsen, il capitano Morte Larsen

Per chi avesse letto e conosce il romanzo di Jack London, il fulcro del racconto di Il lupo dei mari è il rapporto conflittuale tra Humphrey Van Weyden e Lupo Larsen.
Un duello continuo tra due uomini, uno “scontro tra titani” con visioni del mondo completamente diverse. Ogni concezione filosofica che identifica nelle idee il principio e l’oggetto della conoscenza di Van Weyden, entra in conflitto con il lato più umano e meno profondo del capitano e il suo “materialismo”. Tra i due non vedrete sfumature, non vedrete un venirsi incontro ma solo bianco o nero.

Questo conflitto dona alla storia un ritmo esasperate e una tensione palpabile che sfocia in una prospettiva drammaturgica di cui diventa peculiare dall’inizio alla fine. Non è facile scrivere un romanzo basato su un continuo dramma che “naviga” (stando a tema) su una corrente delle cosiddette sociologie comprendenti. Pensate quanto possa essere estremamente difficile portare quel dramma attraverso una trasposizione fumettistica dove non solo bisogna dare quel patos narrativo, ma anche l’impatto visivo.

Era una forza che richiamava alla mente le cose primitive, gli animali selvaggi, le creature che abitavano sugli alberi e che noi consideriamo prototipi della nostra razza; una forza selvaggia, feroce, autonoma; l’essenza della vita in quello che è potenza di movimento, la sostanza elementare con la quale sono state modellate le svariate forme della vita; quella che contorce il corpo d’un serpente quando la sua testa è tagliata, e il serpente, come serpente, è morto; o che si attarda in un brandello di carne di tartaruga, che si contorce e freme al contatto di un dito.

E qui, Riff Reb’s, non solo scrive (anche se varia e “ristruttura” quasi tutti i personaggi) una storia affascinante, ma riesce ad imprimere una carica espressiva con dinamiche senza eguali. Reb’s prende questi ingredienti e li usa come epicentro per tutto il contorno. Un giovane e infantile Van Weyden che viene brutalmente formato alla vita. Può diventerà un uomo solo solo e attraverso queste vessazioni e stimoli posti da Lupo Larsen. Superare i propri limiti e rispecchiarsi nell’animo di un uomo (Lupo) che sarà un nemico e un mentore nello stesso momento.

Come detto qualche rigo fa, i disegni sono espressivi e dinamici. Ogni capitolo viene contraddistinto da un filtro di colore che ciclicamente si ripete. I tratti, le sfumature e i colori, vi regaleranno una clima tipico ad un esperienza unica dove ogni avventuriero è costretto a mettere la propria vita nelle “mani” di quella forza blu che tutti conosciamo come mare.

In conclusione, Il lupo dei mari è un’opera che viene riportata in auge grazie alla mano esperta di Riff Reb’s. Un ricostruire i personaggi dandogli nuova linfa (e nuovi spunti) con rispetto e amore verso l’opera originale. I disegni e le colorazione dello stesso Riff, si legano bene a tutto il contesto narrativo. Riescono ad evidenziare tutte le sfaccettature e le caratteristiche dei vari personaggi. Una trasposizione che prende vita, pagina dopo pagina, capace di immergervi con impeto proprio lì, dove l’acqua diventa profonda. Dove quell’azzurro cristallino diventa sordido e pauroso.

VOTO

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