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Il mistero di Pianodoro – Recensione

Mariagrazia Giuliani, nota giallista per adulti e autrice di libri per bambini, con Il mistero di Pianodoro si cimenta in un poliziesco/giallo per bambini. Edito da Milena Edizioni nella collana per l’infanzia Milena Kids, il libro è accompagnato da illustrazioni gotiche ad opera di Diana D. Gallese.

Per iniziare una nuova vita dopo essere stati abbandonati dal padre, Davide e Melissa cercano una nuova casa. Su un giornale la ragazzina scova un castello in fitto a un prezzo irrisorio nel paese di Pianodoro.

I due sono eccitati all’idea di poterci vivere. La mamma, la poliziotta Maddy, è perplessa per il costo del castello: scopre che nessuno vuole vivere in quel posto perché cela un antico mistero. Nonostante ciò, la famigliola, gatto compreso, decide di trasferirsi nella cittadina. Intanto, un omicidio e numerosi furti turbano Pianodoro e Maddy ha il compito di catturare i colpevoli. Ha inizio così l’avventura di Davide e Melissa, coinvolti loro malgrado nelle vicende della mamma poliziotto e nei misteriosi fenomeni che si verificano all’interno del castello.

La storia ha come protagonisti i due gemelli Davide e Melissa che vivono soli con la madre Maddy ed il loro gatto Lord, dopo che il padre li ha abbandonati senza motivo. Sin da subito si nota come Maddy cerchi di rendere la vita dei figli il più serena possibile nonostante le numerose difficoltà.

Ritrovatasi sola dopo che il marito l’ha lasciata, ha dovuto con il suo unico stipendio da ispettore di polizia, badare alla casa e alle bollette. La situazione però è decisamente difficoltosa e questo la porterà inevitabilmente a cercare un’altra abitazione più economica. I due ragazzi, spiando nei giornali che la madre accumulava durante la ricerca della nuova casa, scoprono un castello in affitto a pochissimo e decidono così di convincere la madre a trasferirsi. Nonostante i sospetti, le ricerche e le indagini questo castello dal fitto molto basso e quindi decisamente inusuale, risultava pulito.

Per la prima volta dopo anni una luce brillava in quei magnifici occhi nocciola e blu. L’euoria dei ragazzi la convinse molto più dell’annuncio.

Pressata dal volere entusiastico dei figli, dopo la fine l’anno scolastico si trasferiscono in quel di Pianodoro. Una volta entrati nel castello si troveranno di fronte a molti avvenimenti paranormali ed insoliti. Sedie che cadono, valige che si aprono, porte che sbattono, rumori di passi e via dicendo. Ad ogni accadimento Maddy trova una risposta dalla soluzione razionale. Così la loro avventura nel castello di Pianodoro ha inizio.

Ma non sarà solo la loro convivenza con un possibile fantasma a rendere il loro soggiorno interessante, ma altrettanto misterioso sarà il primo caso di indagini affidato a Maddy. L’ispettrice dovrà, con l’aiuto dei suoi colleghi e anche involontariamente di Davide, risolvere un caso di rapine seriali.

Le avventure di Maddy, Davide e Melissa si tingono così di giallo e di mistero. Sarà proprio la ricerca del fantasma da parte dei due gemelli, e dei rapinatori da parte di Maddy ad accompagnare il lettore in questo racconto.

L’autrice, con grande maestria, riesce a creare una storia adatta ai più giovani arricchendola di importanti tematiche. Una su tutte proprio la conseguenza dell’abbandono da parte del loro papà. I ragazzi hanno reagito all’evento in modi completamente diversi.

Se Melissa si è rinchiusa in un mutismo selettivo, Davide ha reagito con violenza verso i suoi compagni, aggressione e distacco. Grazie al cambiamento dovuto al loro trasferimento in una nuova città, ma soprattutto la conoscenza di un simpatico fantasma, i due riusciranno a reagire al loro sconforto e a “rinascere” ritrovando il sorriso.

Inoltre, Mariagrazia Giuliani riesce a tratteggiare con molta cura anche le difficoltà della donna ritrovatasi sola con i due ragazzini. I debiti, gli insegnanti, i due figli con questi problemi e molte altre difficoltà quotidiane vengono ben affrontate dall’autrice che con grande abilità riesce a comunicare con un pubblico giovane. Cancella tutti quelli che sono i dettagli di contorno andando dritta a ciò che vuol raccontare, senza fronzoli. Il lessico è semplice ma accurato, molto accademico, soprattutto d’impatto per le menti più fresche.

“Ah! Ecco chi muoveva la sedia mentre leggevamo! Sei un vero fifone, sai!”

Ma la storia non è solo scritta, bensì viene accompagnata da bellissimi disegni gotici che non risultano affatto inquietanti. Ecco un grande merito che va sia a Diana D. Gallese per la sua arte, che all’autrice Mariagrazia Giuliani è quello di aver donato una grande storia di mistero e suspense con il giusto equilibrio tra tensione e paura. Niente di eccessivamente terrorizzante ma comunque decisamente interessante dal punto di vista del mistero. Questo connubio porta il lettore a non stancarsi mai delle parole che scorrono come un fiume sotto i propri occhi.

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