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Il viaggio di Halla – Recensione

Arriva per la prima volta in Italia Il viaggio di Halla di Naomi Mitchison. Edito da Fazi Editore per la collana Lainya, si tratta di una piccola perla del fantasy, troppo a lungo rimasta nell’ombra.

Halla è una principessa, figlia di un re che decide di abbandonarla nei boschi per compiacere la sua nuova moglie. Salvata dalla sua balia, Matulli, viene inizialmente accudita dagli orsi. E cresciuta poi dai grandi e maestosi draghi delle montagne rocciose. Il tempo dei draghi, però, sta giungendo al termine, minacciato dai re e dagli eroi, assetati di gloria e di tesori.

Quando la realtà di Halla sarà bruscamente turbata, Odino, Padre di tutte le cose, le offrirà una scelta: vivere come un drago con i suoi tesori, o viaggiare leggera attraverso il mondo? 

E così, con la conoscenza delle lingue di uomini e animali, inizierà il suo viaggio. Sotto il mantello di Odino, Halla volerà tra leggende e miti e stupefacenti creature, dalle familiari montagne del nord, fino alla lontana e cristiana Bisanzio.

Naomi Mitchison

Naomi Mitchison

Naomi Mitchison, nata Naomi Margaret Eldane, è stata indubbiamente una donna eccezionale. Nata nel 1897, è morta all’età di 101 anni nel 1999, lasciandosi alle spalle una carriera letteraria assolutamente spettacolare e una vita incredibile, tra attivismo sociale e viaggi.

Autrice di più di novanta opere, ha spaziato nelle tematiche più varie con grande capacità e fantasia, oscillando dalla fantascienza al romanzo storico, dal fantasy alla saggistica e alla poesia.

Particolarmente degno di nota è stato il suo rapporto con J. R. R. Tolkien, di cui fu grande amica e prima lettrice delle sue opere. 

Halla Figlia degli Orsi. Halla Terrore degli Eroi. Halla Dono di Dio.

«Forse lei non è morta», disse Halla, «forse la sua balia si è trasformata in un’orsa e l’ha portata via, nella foresta. Forse è stata allevata da orsi e draghi. Forse, alla fine, per lei è stato meglio che essere la figlia di un re».
«Non è mai stata questa la storia», disse Modolf. 
«Dimentica la storia», rispose Halla.

Logica porterebbe a pensare che essere figlia di un re sia necessariamente qualcosa di positivo. Le principesse sono da sempre figure aggraziate, fanciulle da salvare. L’emblema della delicatezza e della grazia, la perfezione incarnata nella donna.

Ma per Halla non è così. Halla è un orso, è un drago, pensa come loro e ragiona su ciò che la circonda come farebbero queste creature. 
Si sorprende delle azioni e delle scelte degli uomini, così assurde ai suoi occhi, per poi rammentare che loro sono, appunto,  semplicemente uomini. Non saranno mai in grado di comprendere il suo modo di vedere il mondo o la stessa Halla

Ciò che rende particolarmente speciale questo personaggio è che Halla, semplicemente, vive. Non si preoccupa del riflesso che la sua vita provoca negli altri, ma il suo vivere così pienamente provoca inevitabilmente un riverbero in chi la circonda.
La sua capacità di parlare con gli animali, la sua aria che attrae, che la farà chiamare “Dono di Dio” è proprio la manifestazione di questo suo vivere. Attraverso ogni cosa, Halla resta sempre Halla, unicamente sè stessa.

E’ come una falena che insegue la luce. Non vuole fermarsi, desidera unicamente continure il suo cammino, continuare a percorrere il mondo con passi leggeri. Non si cura di coloro che vogliono provare a trattenerla, ma li sorpassa con grazia e determinazione, ferma nel suo desiderio.
Gli stessi eventi sembrano piegarsi davanti al suo cammino, per permetterle di proseguire senza affanno.

Halla insegna che credere fermamente in qualcosa, dia agli stessi ostacoli una luce diversa, li ridimensioni.
Con le parole di Henry Ford: “Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.”

Il viaggio di Halla muta col crescere del lettore. Chi avesse letto quest’opera dieci anni fa, la troverebbe adesso con una luce nuova e scoprirebbe aspetti precedentemente ignorati o diversamente considerati.

Gli Eroi

Aspetto indubbiamente particolare e insolito è quello riguardante le figure degli “Eroi”.
Da sempre questo termine rimanda ad un concetto positivo, a qualcosa di buono e giusto. Eroi sono coloro che salvano, che ristabiliscono l’ordine. Secondo il dizionario, “Persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione s’impone all’ammirazione di tutti.”

Ma gli Eroi che Naomi Mitchison racconta, sono figure estremamente negative. L’autrice mostra l’altro lato della medaglia. Ci obbliga a chiedersi se questi individui, se il loro eroismo, non sia effettivamente qualcosa di relativo. 

Gli eroi di Il viaggio di Halla dimostrano che non esistono verità assolute, che anche ciò che normalmente viene considerato tale potrebbe cambiare a seconda del contesto. 

Travel light

Il viaggio di Halla sembra, più di ogni altra cosa una fiaba, una sorta di opera di formazione. Non c’è un’unica morale al termine della storia. Ma nel corso della narrazione si spargono tanti piccoli aspetti morali che toccano, direttamente o indirettamente, la grande figura di Halla.
Naomi Mitchison esprime con delicatezza il suo pensiero, amalgamandolo con assoluta perfezione alla storia senza mai risultare invadente. Il lettore è invitato a pensare e a porsi delle domande, ma con gentilezza.

Nel corso della narrazione ci si trova davanti a molteplici realtà terribili e dolorose, alle sfumature della natura umana, ma tutto avviene sempre con attenta sensibilità.
La leggerezza che accompagna Halla nel suo viaggio, si manifesta nell’espressione dei valori morali dell’autrice. 

Lo stesso stile di scrittura sembra risonare con questo concetto. Leggere Il viaggio di Halla è come il passaggio di una brezza di primavera. Dolce e lieve, porta con sè il cambiamento.

Un aspetto fuorviante sta nella scelta di Fazi Editore di tradurre il titolo originale (Travel light) con Il viaggio di Halla. Il nuovo titolo, infatti, tende a portare l’attenzione su qualcosa che non è il reale fulcro del romanzo. Non è tanto il viaggio ad essere centrale, quanto il suo essere “leggero”. Si tratta di un concetto formulato in questi termini sin da subito e si ripropone costantemente nel corso dell’opera. 

In conclusione, Il viaggio di Halla è stato a lungo un piccolo capolavoro dimenticato del fantasy. Dai toni agrodolci e quasi familiari, attraverso lo spirito dei draghi e il calore degli orsi, si dipana una storia che più di ogni altra cosa insegna la vita. Una meravigliosa fiaba, sulle cui ali volare leggeri. La storia fantastica di chi trova la propria strada.

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