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In Principio – Recensione

in principio storie

Kleiner Flug catapulta i lettori nella Bibbia, con un’irriverente e spigliata raccolta di storie prese dall’Antico Testamento. Si parla, oggi, di In Principio – Storie crudeli della Bibbia, fatica comune di Gaiman, Moore, Gibbons, McKean e Talbot. Un’avventura all’insegna di ciò che la Bibbia dice, ma che non viene raccontato a voce.

Da dire? Molto poco, in realtà, se non un avvertimento: non si pensi alla favola. L’opera è un adattamento a fumetti, in chiave schietta e piena di doppi sensi, di storie fondanti dell’Antico Testamento. Dalla Creazione, a Giobbe, a Sansone, con analisi delle frazioni di testo più succulente, al limite di quello che, da lettori “indottrinati”, si potrebbe definire blanda blasfemia.

È, sicuramente, una raccolta peculiare, che rende grottesco quello che, canonicamente, si è soliti raccontare come epica o, addirittura, fonte di ispirazione. Il fumetto, però, non è una rivisitazione spicciola dei testi, ma una diversa visione degli stessi. Se si crede ancora che il Peccato Originale risieda in una mela e che non sia una metafora, però, sarà “doloroso” scoprire come le descrizioni velate del testo sacro vengano esposte alla luce del sole in termini schietti, diretti, al limite dello sproloquio colloquiale.

In In Principio, si nota una chiara copresenza di stili differenti. Si passa, infatti, dal fumetto realistico, a quello umoristico. Lo stesso vale per i dialoghi nei balloon e per la disposizione delle griglie. Queste, infatti, si trovano spesso in disposizioni lontane dal canone quadrato regolare, ma non sono mai difficili da riordinare o da leggere. A volte i personaggi all’interno delle vignette non sono perfettamente riconoscibili ma, quando accade, è un effetto voluto, con l’intento di straniare il lettore e renderlo cosciente della differenza tra il racconto e la descrizione del racconto stesso fatta nel volume. È sicuramente divertente godere delle “annotazioni” sparse per il volume, che lanciano frecciatine velate al lettore “sensibile” a certi discorsi, se inseriti nel discorso “sacro”. Particolarmente apprezzabili, è da dire, sono le tavole a carboncino.

L’intento

Ci si trova davanti a un’opera dissacrante, che fa aprire gli occhi in maniera oggettiva e mai eccessiva su quello che è, in verità, il testo più tradotto al mondo. Che nella Bibbia ci siano molte metafore, che queste siano, a volte molto velate e ricche di verticalismi poetici, ne In Principio non è importante. L’obiettivo dell’opera è anzitutto quello di divertire e di educare allo spirito critico. Si tratta, infatti, di un volume che pone davanti agli occhi del lettore una condizione nuova, un’ottica diversa sotto la quale guardare diverse storie.

Un po’, se si vuole, come l’aneddoto ricorrente tra i banchi di scuola che, per spiegare l’opera dantesca, racchiude il senso nel discorso a una friendzone per il Sommo Poeta. Insomma, non è importante la storia, ma il modo di raccontarla. Rendere divertente un aneddoto, per quanto sacro, spesso rende facile ricordarlo. Strappare un sorriso con una versione alternativa di un certo racconto, non invalida il senso religioso dello stesso.

In Principio – Storie crudeli della Bibbia è un’opera al contempo semplice e complessa, che risulta a tratti caotica alla vista, ma mai difficile da interpretare. Comprende una serie di racconti tratti dal Vecchio Testamento, e li rende storie avvincenti che tutti sarebbero divertiti nel leggere. Una delle premesse è, difatti, quella di rendere avvincenti dei racconti biblici che, da come vengono raccontati canonicamente, resterebbero sepolti tra le pagine del testo sacro. Un atto di rivendicazione del racconto, insomma, in voce del fatto che tutto sia bello quando viene ben descritto. Non mancano, poi, i riferimenti per quei lettori che, leggendo, si sentano “toccati” dai modi e dai disegni. Questo rende il tutto ancora più divertente. Insomma, è sicuramente una lettura particolare, ma sicuramente particolare e non scontata.

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By Alessia Ferri

Nero profondo, angoscia esistenziale, letteratura e autoironia, fusi insieme per creare l'essere imperfetto più impeccabile. Ascoltatrice di musica, divoratrice di libri, fumetti e, al bisogno, anime innocenti. Intellettuale per scherzo, cresciuta a pane, pc distrutti e cartoni degli anni '70/'80; sollevatrice di polemiche, ricercatrice di senso nel no-sense, accanita sostenitrice dello splatter, studentessa di Lettere Moderne a tempo perso.

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