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Innamorarsi a Natale – Recensione

Innamorarsi a Natale

Giunge il Natale e, come fosse ormai un appuntamento annuale, anche quest’anno grazie a Newton Compton Editori possiamo immergerci in un nuovo romanzo di Karen Swan. Innamorarsi a Natale è forse tra i più profondi libri a tema festività scritti dall’autrice, già famosa in Italia per i suoi Un diamante da Tiffany, Un regalo perfetto, Natale a Notting Hill, Natale sotto le stelle, Una questione di cuore e molti altri. Quella di Innamorarsi a Natale è una storia avvincente, commovente, che tocca le corde del cuore con un pizzico di romanticismo.

Quando Lee è arrivata ad Amsterdam per la prima volta aveva con sé un bambino appena nato e un segreto. Sono trascorsi cinque anni da allora e le cose sembrano essersi messe per il verso giusto: la sua carriera di fotografa di celebrità è decollata, suo figlio Jasper sta crescendo ed entrambi non vedono l’ora di trascorrere le vacanze di Natale con gli amici.

Ma tutto questo è destinato a cambiare quando, una mattina, Lee trova nel cestino della sua bicicletta un libro con un messaggio all’interno. Chi è stato a scriverlo? Spinta dalla curiosità, rintraccia l’autore del libro, Sam, e tra loro scatta istantaneamente una connessione improvvisa quanto innegabile.

Ma mentre la neve cade e il ghiaccio si addensa sui canali della città, il segreto che Lee ha tenuto nascosto tanto a lungo riaffiora. In un istante tutto ciò che le è caro sembra sul punto di crollare e infrangersi. Riuscirà a sistemare le cose in tempo per Natale?

“Le pulsazioni ebbero un picco. «Certo. Chiudiamo questa storia e andiamocene da questo buco d’inferno», ribatté brusca, molto più di quanto volesse.”

Lee vive ad Amsterdam con suo figlio di cinque anni, decisamente lontana dalla sua vita precedente come fotografa di guerra e vincitrice del Premio Pulitzer. Per riuscire a “pagare le bollette” il suo set fotografico, ora, è quello delle celebrità, cercando così di condurre una vita il più normale possibile. Madre single, come scelta di vita si chiude all’amore. Ma come tutte le più belle storie insegnano, può davvero restare chiuso fuori l’amore quando bussa alla tua porta?

Il bello di Innamorarsi a Natale sta anche nel veder destreggiare Lee nel respingere quel sentimento che ogni grande autore ha decantato nel corso della storia. Sarà l’incredibile coincidenza di un libro trovato per caso nel cesto della sua bicicletta che la porterà, tra un dramma e l’altro, a conoscere più approfonditamente Sam, autore del volume. Tra Lee e Sam, dal loro primo incontro ben poco romantico nella toilette dell’ospedale presso cui entrambi per il periodo di Natale fanno volontariato, c’è feeling. Ma Sam non è facile da sedurre. A differenza degli altri amanti di Lee non cade nella sua rete di seduzione. Sam desidera avere di più. Qualcosa che Lee non è pronta a dare.

«Mamma!», gridò eccitato Jasper spumeggiante di gioia. «È Sinterklaas! Sinterklaas è venuto qui!».

Nel romanzo, seppure ci sia ironia e si possa tranquillamente catalogare come una classica commedia di Natale, Karen Swan affronta un tema sì molto usato ma in vesti poco note. Lee soffre di un disturbo post traumatico a causa del suo passato come fotografa di guerra. Traumi che vengono snocciolati poco alla volta e a cui anche il lettore si avvicina lentamente. Mentre le parole passano sotto i vostri occhi sicuramente formulerete svariate ipotesi sul suo passato, ma l’autrice è geniale e continua a depistare il suo pubblico ad ogni accenno. Chissà, forse la prima idea sarà quella corretta? Lo scoprirete soltanto verso il plot twist finale.

Il disturbo da stress post-traumatico, detto anche PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), in passato definito anche nevrosi da guerra perché spesso osservato nei soldati impegnati in battaglia, è una patologia che può svilupparsi in persone che hanno subìto o hanno assistito a un evento traumatico, catastrofico o violento, oppure che sono venute a conoscenza di un’esperienza scioccante accaduta a una persona cara. Questo causa alla persona che ne soffre ansia, depressione, ricordi emotivamente molto intensi e immagini disturbanti sia a livello conscio che inconscio. Siamo soliti leggere di questi disturbi riguardanti militari, soldati, ufficiali, in generale da chi ha vissuto in prima persona il campo di battaglia. Lee ne soffre e affronta il suo vissuto cercando di non far avvicinare troppo, a lei e al suo piccolo Jasper, i potenziali partner.

Era famosa per non ritoccare mai le sue fotografie e il contratto prevedeva il divieto per i suoi clienti di alterare il suo lavoro in qualsiasi modo.

Il racconto segue più linee, la vita della protagonista è ricca di incontri/scontri che in qualche modo la aiuteranno a riaprire il suo cuore, ma non solo. Il suo altruismo innato e la sua voglia di aiutare chi è in difficoltà le faranno vivere delle piccole avventure. Il senso della famiglia e di protezione verso il suo bambino sono molto sviluppati, ed è anche una buona amica su cui contare. In egual modo i suoi amici più stretti le stanno vicino, la coccolano e l’aiutano creando una sorta di nucleo familiare, un po’ strano e variegato, sì, ma sicuramente amorevole ed unito.

Nel suo passato di fotografa di guerra Lee ha visto e vissuto esperienze molto brutte, e grazie a queste ha vinto anche il premio Pulitzer, ma proprio quelle foto sono per lei simbolo di ricordi destabilizzanti che fatica ad accettare o a superare. Ovviamente tutte le persone che incontra le chiedono del suo passato da inviata, aumentando in lei quel senso di paura e ravvivando il trauma subito. Non sempre un premio è motivo di vanto.

Era proprio il genere di complicazione che aveva cercato in tutti i modi di evitare.

Al suo fianco, però, non avrà solo gli amici, ma anche il piccolo Jasper che le sta vicino e a modo suo cerca di darle forza. Jasper è un bambino che non si può che adorare, altruista come la mamma ma anche molto fanciullesco. Ha sì una grande forza ma è ben definito e l’autrice non ha snaturato la sua indole di bimbo di cinque anni, cosa che spesso nei romanzi accade.

La trama comincia ad incresparsi quando Lee, nel libro che viene lasciato nel cestino della sua bicicletta, trova scritto un messaggio con la parola “Aiutami“. Si fa forza e va ad incontrare l’autore dei libri, Sam. Colui che l’aveva respinta. Iniziano a collaborare insieme per trovare chi abbia scritto quelle parole, allo stesso tempo la loro conoscenza si approfondisce e vengono a galla molte paure e insicurezze di Lee.

Personaggi meravigliosi e una trama potente, questi sono i giusti ingredienti per una lettura perfetta per queste festività. Un’ambientazione non facile da trasmettere al lettore, si sa, in Olanda la festa più sentita è quella di Sinterklaas (San Nicola), giorno in cui nascono tutti gli intrecci di questa storia, ma allo stesso tempo la narrazione continua la sua corsa verso il Natale. Le insicurezze si fanno strada tra una festa e l’altra e diventa sempre più difficile mantenere i propri segreti.

“Il Natale passava in secondo piano lì, anche se, con una mamma inglese, Jasper riceveva sia la visita di Sinterklaas sia di Babbo Natale.”

La scrittura è ricca ed emotiva. Non è una storia di eroi, al contrario le persone descritte sono turbate, spezzate, ma anche solidali, empatiche ed affettuose. Persino l’amico più “frivolo” nasconde dentro di sé meraviglie e dolori. La trama racconta una storia agrodolce. Nonostante la leggerezza del libro, gli spaccati di vita a volte sono strazianti. Karen Swan parla di famiglia, di perdita, di essere un genitore single, ma anche di amicizia, coraggio e altruismo. Su uno sfondo fatto di lotte e guerre un velo di neve scende a scaldare il cuore di una donna attraverso le grandi tradizioni e i bellissimi innevati paesaggi dei Paesi Bassi.

Innamorarsi a Natale è senza dubbio una storia avvincente, romantica ed emozionante, forse la più profonda mai scritta da Karen Swan. Una narrazione grintosa che affronta temi profondi da nuovi punti di vista. Tutti abbiamo letto storie di mamme single, ma di una fotografa che soffre del disturbo post traumatico da stress in seguito a ciò che ha visto durante i suoi viaggi come inviata, non credo. Il tutto contornato da personaggi non troppo stereotipati che insieme al piccolo Jasper compongono un quadretto quasi familiare. Sarà difficile non sorridere ed emozionarsi durante la lettura di questa piccola commediola natalizia.

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By Maria V.

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