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Joe Golem, detective dell’Occulto – Recensione

Sono poche le volte in cui un giallo si trasforma in una buona mescolanza di generi, che sia in grado di abbracciare persino il romanzo di formazione, senza andare fuori dal selciato. Questa è una di quelle volte. Magic Press ci porta nella Manhattan sommersa di Joe Golem – detective dell’occulto, splendida fatica realizzata da un quartetto d’eccellenza: Mike Mignola, Christopher Golden, Patric Reynolds e Dave Stewart.

La presentazione del primo volume, recita:

Quarant’anni dopo il disastro che ha lasciato Manhattan sommersa all’acqua, in città accadono eventi molto strani su cui indagherà Joe Golem, detective dell’occulto. Una misteriosa e terrificante creatura sta rapendo dei bambini e…

Un’ opera complessa e stratificata, che si muove su più linee narrative e che crea un estremo senso di inquietudine e confusione. E’ così che appare la storia che vede come protagonista un uomo apparentemente indistruttibile dall’esterno, ma che si regge in piedi a malapena a livello psicologico ed emotivo.

Joe è un uomo che si mostra, in un certo qual modo, monolitico: ha una figura possente, all’apparenza è spavaldo ed estremamente sicuro di sé. Si dimostra, però, ben presto, un personaggio dedito al prossimo, protettore dei deboli e cultore delle relazioni umane. Un essere, paradossalmente, umano, troppo umano (per volgerla un po’ alla Nietzsche), che crede nei valori dell’amicizia e nel conforto dato dalle relazioni. I temi che questo personaggio porta con sé sono diversi e importanti. Si passa dall’analisi dei disturbi mentali al ricordo, dall’importanza dei sentimenti al rapporto conflittuale con il proprio passato. Non mancano, poi, il tema della diversità e della mancata accettazione da parte della società. Joe è un personaggio a tutto tondo, che non incarna lo stereotipo ma, piuttosto, l’uomo in quanto tale, che lotta con i propri difetti tentando di non cedervi.

A contrasto, abbiamo Church. Un anziano di centinaia di anni, che impersona la legge razionale che regola il mondo, una specie di guardiano del tempo. Si è reso guida, socio e, in un certo qual modo, padre di Joe. Figura controversa che simboleggia la Natura come macchina perfetta: è cosciente della natura poco ortodossa di certe scelte, sue e di Joe, ma allo stesso tempo, è volto al meglio. Mosso dall’eterna lotta del Bene contro il Male, questo personaggio è creato per restare un protagonista senza fama.

Infine, tra i personaggi “alleati” e di rilievo, abbiamo Molly, una ragazzina che risveglia l’animo e i ricordi di Joe, e che porta avanti sia il tema dell’affetto familiare che quello della lotta sociale. E’ cresciuta per gran parte della sua vita da sola e ha imparato a sopravvivere nelle rovine semisommerse di Manhattan.

I piani narrativi e temporali in Joe Golem si intersecano e sovrappongono in continuazione, provocando un senso di confusione nel lettore. Questo crea un effetto specchio tra i personaggi e chi legge, volto ad instaurare empatia tra le due parti. C’è sempre dell’altro tra quello che i personaggi vivono e quello che in realtà accade. La costante, nei quattro volumi di cui (ancora) è composta l’opera è sempre la stessa: una condizione di profonda inquietudine e irrequietezza, che attraversa ogni cosa, ogni azione interna o esterna ai personaggi.

Per quanto riguarda il lato dei disegni, si concentra nei volumi la capacità espressiva data al colore. E’ grazie a questo che, infatti, si è portati a comprendere cosa accade e quando. Legati profondamente alle sfumature del color terra sono, non casualmente, i ricordi e le sensazioni viscerali del protagonista. Sono segnate da una forte presenza di neri, invece, le scene concitate o volutamente poco chiare. Le griglie sono quasi sempre classiche o definite, e permettono al lettore di concentrarsi nella lettura. I balloon sono caratterizzanti, e non è mai difficile riconoscere chi parla e quando, anche se le vicende si incrociano in due vignette adiacenti.

Al progredire della storia, progredisce anche l’autocoscienza dei personaggi, e i disegni si fanno più definiti. Si tratta di un cambiamento quasi impercettibile. E’ una sottigliezza che, però, il lettore attento potrà cogliere con una certa facilità. In ogni caso, il tratto è sempre movimentato ma preciso, il che crea una giusta alternanza di quiete e concitazione, adatta al tipo di racconto.

In sintesi, Magic Press porta in traduzione un’opera complessa, che trascina il lettore al limite dei concetti canonici di spazio e tempo. Joe Golem – Detective dell’Occulto riesce a coniugare generi e stili in maniera più che puntuale, soddisfacendo sia gli appassionati che i novizi di ogni genere. Consigliatissimo per chi cerca l’avventura, la magia, il giallo e un pizzico di horror, con una profonda vena mistica e uno spiccato gusto per la leggenda. Un’ opera dal grande impatto emotivo, che lascia affezionare il lettore sia a livello psicologico che grafico ai personaggi.

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