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Judge Dredd: Origini – Recensione

Oggi, noi di Playhero.it vi parleremo di Judge Dredd: Origini, storia scritta da J. Wagner e disegnata da Carlos Ezquerra, edita in italia da Editoriale Cosmo per  collana “Cosmo Comics”.

Judge Dredd, personaggio nato dalla penna di John Wagner nel lontano 1977 e apparso sulle pagine di “2000 AD”, è ormai entrato nell’immaginario collettivo. Ciò grazie sia alla copiosa produzione fumettistica sul personaggio, talvolta portante la firma di autori del calibro di Grant Morrison e Garth Ennis, sia anche per la produzione cinematografica.

Attori come Sylvester Stallone e Karl Urban (quest’ultimo recentemente visto nella nota serie tv “The Boys”) hanno prestato il loro volto al personaggio.
Non di meno, il gruppo Heavy Metal Anthrax volle dedicare allo stesso personaggio un’intera canzone : I Am the Law. Canzone che vi invitiamo ad ascoltare immediatamente!

Con la quarta di copertina, Editoriale Cosmo ci anticipa che: «Tutti conosciamo Joe Dredd e i Giudici, che, in un futuro non troppo lontano, non indossano più la toga e non battono il martelletto, ma pattugliano le strade in sella a gigantesche moto, fermano chi infrange la legge e applicano la pena che ritengono più adeguata sul momento. Anche la più brutale. Ma come è nata la legge istantanea? Dal passato emerge un elemento che sarebbe dovuto rimanere insabbiato per sempre, perché, se divenisse di dominio pubblico, il concetto stesso di legge verrebbe irrimediabilmente sovvertito. E Dredd e i suoi non possono lasciare che questo accada».

La storia è ambientata in un futuro distopico dove una guerra nucleare su scala mondiale ha devastato il mondo come oggi noi lo conosciamo. Da un lato abbiamo le Mega-city, enormi conglomerati urbani governate dai Giudici. Questi ultimi sono un corpo militare a metà tra poliziotti e magistrati che amministrano la Giustizia Immediata, talvolta eseguendo sul posto la pena. Anche quella di morte!

Tra tutti i Giudici spicca Dredd. Clone del Giudice Eustace Fargo, il primo e il più autorevole tra i Giudici che il Palazzo di Giustizia abbia mai visto, l’inflessibile e incorruttibile Joseph Dredd è il più temuto Giudice di tutta Mega-city Uno.

Un ammasso di muscoli, accompagnato da un inconfondibile mento pronunciato, il cui nome incute terrore in tutti i criminali della città. Per Dredd ogni crimine è un peccato che va punito immediatamente. La legge per la quale egli combatte è l’unica cosa in cui avere Fede; è l’unico anestetico che riesce a fargli ignorare tutte le ferite infertegli durante le sue interminabili pattuglie.

L’opera esordisce con una particolare richiesta di riscatto che perviene direttamente al Palazzo di Giustizia, il quartier Generale di tutti i Giudici.
La richiesta è così singolare che lo stesso Judge Dredd non potrà ignorarla.
L’ostaggio infatti è una personalità d’onore!

A capo di un convoglio di Giudici armati di tutto punto, lo stesso Dredd organizzerà una missione volta al recupero dell’ostaggio. Per compiere la missione sarà necessario attraversare la Terra Maledetta, dimora dei mutanti e dei “senza legge”.

Su queste premesse Wagner articola una storia piena di colpi di scena, azione, ricostruzioni storiche vere e fasulle, e tanta – ma veramente tanta – violenza.

Essendo una creatura nata dalla sua stessa penna, l’autore tralascia la caratterizzazione dei personaggi, dei quali quella di Dredd è ormai nota al pubblico. Ciò significa che “Judge Dredd: Origini” più di essere incentrata sui personaggi, è una storia incentrata sugli eventi storici.

Se infatti i dialoghi non sono particolarmente impattanti (salvo qualche debita eccezione), lo stesso non si può affermare per gli eventi storici in sé.

E si badi bene che, differentemente da opere come “Batman: Anno Uno” o “Wolverine: Origins”, Judge Dredd: Origini non è incentrata sui primi anni di attività del Giudice!

Infatti in questa storia Dredd è ormai un giudice veterano, la cui fama si estende in tutta Mega-city Uno e oltre.

Le “origini” ai quali il titolo fa riferimento sono di spettro più ampio. Esse riguardano la nascita del nuovo sistema giudiziario basato sulla giustizia immediata di cui lo stesso Eustace Fargo è stato il pioniere. La trama evoca il passaggio da un mondo come noi lo conosciamo a un mondo devastato, distopico e inquietante. Wagner illustra quelle che possono essere le origini di una possibile era post-apocalittica, indicandone tutte le conseguenze più terribili.

L’autore pertanto altro non fa che narrare le orribili origini di un mondo pervaso dalla violenza e dalla morte. Un mondo dove soltanto la legge potrebbe, almeno apparentemente, riportare l’ordine.

Non so descrivervi l’orgoglio che provammo. Ma anche la paura. Stavamo sfrecciando dentro un incubo…

Intervallando eventi presenti ed eventi passati narrati dalla bocca dello stesso Dredd, Wagner ci illustra come il passato, terribilmente simile al nostro presente, sia stato interessato da un conflitto politico interno, sfociato poi nello scoppio di una guerra nucleare che ha devastato l’intero globo. Dalle ceneri del mondo è sorto un nuovo status quo.

Fino a nuovo avviso e con il vostro consenso, il governo di Mega-city Uno sarà gestito dal Dipartimento di Giustizia!

Con la complicità di Ezquerra, l’Autore dissemina indizi e piccole tessere che saranno davvero chiari soltanto una volta letta l’ultima pagina del volume. Senza voler fare spoiler, ciò che accade nella storia è cosi significativo e importante che potrebbe far vacillare l’intero ordine costituito.

L’Autore non perde l’occasione di sollevare sottili polemiche a quelle che sono le vere dinamiche sociopolitiche attuali. Wagner illustra tutte le debolezze di un sistema dall’equilibrio precario, corrotto sino al midollo, dove l’amministrazione del bene comune viene messa di lato.

Per quanto riguarda la parte grafica, i disegni di Ezquerra sono dinamici, pieni di tratteggi e dettagli, senza mai risultare pesanti all’occhio del lettore. Essi esprimono pathos, azione e dinamicità, sia nella narrazione degli eventi attuali, che degli eventi in “flashback”.

Discorso differente deve essere fatto per i disegni di Kev Walker, che troviamo nelle prime pagine del volume. Se infatti i disegni di Ezquerra risultano ben dettagliati, contorniati da tratteggi e chiaroscuri che, seppur vagamente, ricordano lo stile di un Quietly in stato di grazia, Walker adotta uno stile minimale, sia nelle forme che nelle colorazioni, rigido, spigoloso ma mai privo di espressività.

La caratterizzazione fisica di Dredd rimane pressoché fedele a quella classica, sia nella fisionomia che nell’iconica uniforme dei Giudici. Le mutazioni vengono rappresentate con tratti interessanti e originali.

Menzione a parte inoltre meritano le tavole raffiguranti lo scontro campale tra le due diverse fazioni politiche negli anni passati. Tavole che trasudano azione, violenza ed adrenalina e che colpiscono visivamente il lettore.

Sicuramente Judge Dredd: Origini costituisce un importante tassello nella produzione fumettistica del personaggio. Ancorché la storia non implichi particolari interazioni sull’Universo di Dredd, la stessa funge da chiave di volta per la comprensione del contesto in cui si svolgono tutte vicende del personaggio.
Inoltre l’Autore dà maggiori spunti per una più dettagliata indagine sulla psicologia di base del Giudice Dredd.

Forse anche un personaggio risoluto come Joe Dredd, nonostante “i benefici dell’Accademia”, non è immune dal peso degli eventi che lo riguardano direttamente. Un volume sicuramente da leggere per tutti gli appassionati del personaggio e per coloro che intendono approfondire questo interessante universo editoriale.

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