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Jun – Recensione

Cosa significa avere un figlio disabile in un paese come la Corea del sud, che considera la disabilità come una vergogna, come qualcosa da nascondere?
Ce lo racconta Keum Suk Gendry-Kim nella sua nuova opera intitolata Jun pubblicata dalla casa editrice BAO Publishing lo scorso 10 Giugno.

Jun racconta la vera storia del suo omonimo protagonista, nato autistico in un paese che considera la disabilità come un intralcio. I genitori dopo aver cercato per anni di “curare” il figlio, scoprono la sua grande passione per la musica tradizionale, grazie alla quale riuscirà finalmente a esprimersi, imparando a parlare e a raccontarsi attraverso la sua musica.

La storia viene raccontata dal punto di vista della sorella minore che ripercorre la loro vita a partire dall’infanzia. A 30 mesi, Jun, a differenza degli altri bambini, non aveva emesso ancora una singola parola. Allora i genitori preoccupati si decisero a chiedere il parere di un medico scoprendo una scioccante verità per loro. Jun era affetto da autismo. Questa diagnosi viene inizialmente rifiutata dai genitori che non ammettevano il disturbo del figlio cercando di risolvere il “problema” in qualsiasi modo, ricorrendo sia alla medicina che alla preghiera.

“A parte cose impossibili come dargli da bere l’acqua di fogna, le provarono davvero tutte. Non c’è angolo della Corea dove non siano andati.”

La disperazione dei genitori era accentuata dalla realtà in cui vivevano, costretti a subire gli sguardi sgomenti ma anche le angherie della gente. Un atteggiamento non giustificabile ma di certo comprensibile, soprattutto quando la discriminazione viene proprio da coloro che dovrebbero prendere per mano il ragazzo e accompagnarlo nel suo percorso di crescita.

Jun viene allontanato, picchiato, umiliato dalla società perché diverso, ma Jun non ha scelto la diversità. Jun ha avuto solo la sfortuna di nascere diverso in una società che lo accusa e non lo integra, ma il ragazzo é più forte di tutto questo perché protetto dall’amore dei suoi cari che, superato lo smarrimento iniziale, cercano di assicurare al figlio tutte le cure e gli insegnamenti che possano fargli vivere una vita normale e dignitosa.

Il mondo di Jun

Il protagonista, nonostante tutto, é destinato a sbocciare perché dalla sua parte ha la musica e, grazie al suo straordinario talento, impara a parlare e a comunicare. Attraverso di essa si fa conoscere donando una parte di sé nei suoi concerti, durante i quali non esiste disabilità ma solo la sua grande passione per la musica tradizionale.

L’autrice ci regala una storia familiare autentica e toccante non priva di problemi e incomprensioni. Tutta la famiglia rinuncia a qualcosa per il bene di Jun ma lo fa in maniera quasi inconsapevole tanto é forte l’amore per lui. Quella a soffrire di piú durante l’adolescenza é proprio la sorella, sempre messa in secondo piano perché i problemi del fratello erano sempre piu importanti dei suoi ma Yunseon si rivelerà la sua roccia.

Racconti di vita

Keum Suk Gendry-Kim già conosciuta in Italia grazie a Le Malerbe ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il Best Creative Manga Award nel 2018 e i suoi lavori gli sono valsi numerose mostre in tutta Europa. L’autrice, grazie alla sua straordinaria sensibilità, propone una storia toccante, raccontata con semplicità. I temi così difficili da trattare vengono esposti in una maniera delicata ma reale. Le angosce e le paure della famiglia di Jun sono trattate in modo autentico. Vengono fuori tutti i sentimenti negativi e positivi che possono fuoriuscire vivendo un ‘esperienza di questo tipo.

Il suo merito é quello di raccontare con schiettezza. Di fare aprire gli occhi a quelle persone che trattano ancora la disabilità come qualcosa da cui allontanarsi e da guardare con timore. Il risultato é una storia in cui viene facile immedesimarsi, che fa riflettere ma che riempie il cuore di amore. L’amore di un genitore, l’amore di una sorella, l’amore di un figlio, l’amore che non sceglie di esistere ma che ama e basta. Le tavole in bianco e nero hanno un tratto semplice, quasi lineare ma sono comunicative e piene di sentimento. Soprattutto quelle che descrivono come una trasposizione onirica gli stati d’animo dei protagonisti.

Infine, se volete dedicarvi a una lettura matura e piena di spunti su cui riflettere, capace di farvi emozionare e di aprirvi gli occhi sulla mentalità non inclusiva dei paesi orientali, fatevi trascinare nel mondo di Jun.

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By Filomena Addivinola

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