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Kemono Jihen – Recensione

Kemono Jihen

Da bambini ci hanno convinto che i mostri esistono solo nelle favole. Nessuno ci ha mai detto che hanno le sembianze di persone normali, che vanno in giro in pieno giorno e che possiamo ritrovarceli proprio di fronte a noi mentre scambiamo con loro due chiacchiere. Kemono Jihen di Sho Aimoto, edito in Italia da J-POP Manga, racconta una storia affascinante, toccante e magica.

In un tranquillo villaggio di campagna gli animali muoiono uno dopo l’altro in circostanze inquietanti. Per risolvere il caso viene assunto da Tokyo un elegante detective di nome Inugami. Durante le indagini, l’uomo si imbatte in un misterioso ragazzino del posto, soprannominato “Dorotabo”, come lo spettro che vive nel fango. E’ dal loro incontro che inizia questa strana storia di mostri…

E su queste premesse che, Kemono Jihen arriva ai lettori italiani. Una nota introduttiva che il sensei Aimoto, ci racconta attraverso Dorotabo (soprannome del nostro personaggio di cui vero nome è Kabane). Un ragazzo di tredici anni che ha perso il senso e lo spirito della fanciullezza perché abbandonato dai genitori. Lo stesso sarà “cresciuto” da una zia – presso Il villaggio dei cervi – che lo tratterà pressoché come un animale da pastorizia. Il trauma dell’abbandono più quello del non essere in nessun modo accettato sia dalla zia che dal cugino e l’essere ghettizzato da tutti perché strano e perché puzza, porteranno Dorotabo ad estraniarsi totalmente e a distaccarsi dalla vita.

Un giorno, però, tutto cambia. Al villaggio arriva Inugami, un buffo uomo di 36 anni, detective molto particolare, inviato da un misterioso cliente ad investigare su alcuni decessi (strani) avvenuti al villaggio. Lo stesso sarà ospite della pensione dove la zia di Dorotabo è proprietaria. Da lì, inizieranno una serie di dinamiche che porteranno Dorotabo a conoscere e fare amicizia con Inugami. Non possiamo e non vogliamo dirvi di più semplicemente perché, il primo volume di Kemono Jihen è un colpo di scena continuo.

Sho Aimoto dosa perfettamente una serie di elementi di vita e di folklore senza mai eccedere. Per esempio, l’opera in questione, si focalizza sui Kemono (scritto con gli ideogrammi di Kaibutsu – mostro – e letto come Kemono – bestia – che indica esseri sovrannaturali).

E’ forte… ma allo stesso tempo mette tristezza…

A questo affascinante e magico aspetto, il maestro Sho Aimoto, affianca l’aspetto umano. Infatti lo stesso Kabane, nonostante la sua giovane età, ha vissuto svariati traumi come l’essere stato abbandonato, la presunta “perdita” dei genitori, la negazione della famiglia che se lo è preso a carico di cui amore gli viene negato, l’essere maltratto, avere annienta l’autostima e tanto altro.

Ovviamente non ci sono solo gli aspetti negativi, ma sono presenti anche quelli positivi come la voglia di riscatto, la crescita personale, la speranza o semplicemente la felicità di ritrovarsi per la prima volta al cospetto di una pizza. Questi si incastrano perfettamente come elemento unico a quelli negativi e rendono questo primo volume interessante e toccante.

Come abbiamo già detto poco sopra, “l’attrattiva” principale di Kemono Jihen sono sicuramente i Kemono. Nell’opera, principalmente in questo primo volume, abbiamo un assaggio dei vari tipi di mostri. Una così ampia varietà di mostri che fanno riferimento al folklore giapponese, dove la maggior parte sono tutte figure umane che si fondono nella società e dunque fra gli esseri umani. A rendere maggiormente interessante questo aspetto c’è un ufficio investigativo specializzato in Kemono dove, guarda caso, l’unico detective (e proprietario) sarà proprio Inugami.

Altro aspetto interessante in Kemono Jihen, è la scelta da parte del mangaka, nel scegliere e caratterizzare i mostri. Infatti, e in un certo senso, nonostante si parli anche di volpi (Inari), questi (e non solo loro) saranno unici sia per caratterizzazione che per come vengono rappresentate artisticamente.

E proprio sull’arte, chiudiamo il cerchio dirigendoci verso la conclusione. Lo stile di Sho Aimoto è pulito e immediato. Quasi volutamente, l’autore sembra non volere utilizzare story-telling complesso, anzi tutt’altro. Infatti non ritroverete pagine cariche dove si ci focalizza sui dettagli dell’azione, ma sull’aspetto dei corpi, le loro distanze, espressioni e inquadrature varie.

L’edizione fisica J-POP Manga ci viene presentata in un “classico” formato di qualità pregevole e di cui, l’editore ormai ci ha abituato. Il volume presenta la sovracoperta e 3 pagine a colori. Con la prima tiratura, sarà allegato un Kemono portrait 3D in omaggio.

In conclusione, Kemono Jihen, è un’opera piacevole e fresca. La costruzione, in tutto il suo complesso, dell’opera possiamo definirla narrativamente “classica”: un dramma, delle origini, situazioni d’affrontare e le risoluzioni dei casi. A primo acchito potrà non sembrarvi originale, ma sappiate che state commettendo un errore madornale. Soprattutto per chi ha un debole per il folklore giapponese.

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