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Komi Can’t Communicate, Vol. 1 – Recensione

La comunicazione ci permette di entrare in relazione con l’altro. Creare relazioni significative è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano. Komi Can’t Communicate di Tomohito Oda, edito da J-POP Manga, insegna come le relazioni interpersonali siano essenziali per lo sviluppo dell’individuo e come il legame di attaccamento sia un bisogno innato.

“Komi, qual è il tuo sogno? Avere 100 amici. Ti prego non ridere. Allora io sarò il tuo primo amico e poi ti aiuterò a trovare gli altri 99.”

Shouko Komi è davvero bellissima, tanto che l’intera scuola superiore Itan si volta al suo passaggio: il suo atteggiamento scostante la rende ancora più affascinante agli occhi dei suoi compagni, che considerandola inaccessibile si tengono a distanza.

La verità che si nasconde dietro i suoi modi solo apparentemente altezzosi però è un serio disturbo della comunicazione: ogni volta che Komi prova a fare amicizia con qualcuno, viene travolta dall’ansia e finisce per ossessionarsi su come rompere il ghiaccio, su come reagirà l’altro, cosa può andare storto… e si blocca.

In classe, però, Komi riesce a stringere amicizia con Tadano, un tipo davvero ordinario, il cui obiettivo principale è trascorrere gli anni del liceo senza sconvolgimenti o turbolenze, seguendo la corrente. Ma sarà l’unico che proverà con successo a comunicare con lei.

A poco a poco i due si avvicinano e arrivano a scambiarsi una promessa, che porterà la ragazza dai catastrofici problemi relazionali a scoprire molti dei bizzarri personaggi che popolano la sua scuola e a vivere cento nuove esperienze!

Saper parlare significa saper comunicare?

Quello che accade in Komi Can’t Communicate è l’equivalente di un viaggio di crescita personale della propria consapevolezza. Questo accade attraverso l’aiuto di una amicizia. Komi, non è effettivamente affetta (almeno in questo primo volume sembrerebbe così) da un disturbo della comunicazione. Lei sa parlare, ma fatica estremamente nel farlo e si trova a vivere – nonostante la sua estrema bellezza – una vita piena di solitudine fatta di silenzi. Ma in questo primo volume scoprirete che per comunicare non si necessita necessariamente dell’uso delle parole verbali.

Del resto, capita anche nella vita reale che a volte ci concentriamo su quello che stiamo dicendo e ci dimentichiamo di come ci sentiamo in quella relazione e di come stiamo comunicando. Anche quando siamo preparati sull’argomento e sappiamo parlare perfettamente, il messaggio – del resto – potrebbe non arrivare o non far comprendere quello che stiamo dicendo. Ma una cosa è essere disattenti, un’altra è non spiccicare una parola pur avendo competenze comunicative interpersonali e non.

Il maestro Oda, si sofferma sugli intenti approfondendone la questione tramite la storia, i fattori e le dinamiche del problema di Komi. Lo fa in maniera molto intelligente e mai pesante caricando l’opera di emozionante humor.

Il mangaka fa capire sin da subito che i disturbi della comunicazione non sono solo problemi di neurosviluppo clinico, ma che – in questo caso – possono riguardare un’ampia gamma di problematiche relative non solo al linguaggio e alla comunicazione verbalmente nel suo atto meccanico ma anche ad aspetti molto più psicologici come la mancanza di consapevolezza, l’egocentrismo, la difficoltà di gestire emozioni, la mancanza di motivazione o anche la prospettiva che hanno gli altri su di noi. Per esempio, Komi viene vista come una ragazza bella, impostata e distaccata. Questo pur essendo totalmente il contrario: timida e goffa.

Komi, che non riesce a comunicare, si sta impegnando a fare nuove amicizie…

Ma la bravura dell’autore risiede non solo nel sapersi concentrare sul problema in maniera molto leggero ed efficace, ma anche sulle varie risoluzioni del caso. Oda, infatti, da degli obbiettivi indiretti attraverso Tadano: conoscere persone, avere una lista di amici, vivere avventure scolastiche, “socializzare” attraverso giochi di gruppo e quant’altro.

Tomohito Oda in questo primo volume di Komi Can’t Communicate, gestisce la sceneggiatura in maniera davvero appagante inserendo non solo un problema serio, ma anche momenti davvero divertenti con un Tadano e una Komi spassosissimi! Il parallelismo che si crea tra i due personaggi di spicco è veramente divertente. Non è un caso infatti che la caratterizzazione dei personaggi sia affine a quella che è di base la categoria dell’opera, ovvero uno shonen.

Ma anche il resto dei compagni di classe, che conoscerete man mano, vi incuriosiranno mantenendo alta la vostra attenzione. Anche qui la caratterizzazione è ben delineata e da ai ragazzi tanti particolari bizzarri con caratteri estroversi ed eccentrici. Curiosi anche i diversi giochi di parole che rappresentano, poi, i nomi e cognomi di questi e che stanno a significare la loro peculiarità caratteriale o umana. Oda fa davvero qualcosa di molto particolare ed intenso.

I disegni dello stesso Oda, sono meravigliosi. Le linee dolci, le sfumature, il poco utilizzo di reference e – soprattutto – le espressioni di ogni tipo dei personaggi (quelle di Komi nello specifico) sono esilaranti in ogni sua inquadratura. La fisicità, i corpi sinuosi, i capelli, le ombre e le varie prospettive riprodotte e viste dai punti di vista dei personaggi, sono solo alcuni degli aspetti del bellissimo impatto artistico che il mangaka regala ai lettori.

Per quanto concerne l’edizione fisica, come al solito J-POP Manga, ci vizia. La prima tiratura del manga contiene un piccolo gadget molto simpatico: una blocchetto degli appunti con la sagoma di Komi.

In conclusione, grazie a J-POP Manga, possiamo avere la fortuna di leggere Komi Can’t Communicate. L’ansia sociale e la grave timidezza sono argomenti abbastanza seri, ma questo manga è di base comico e leggero. E qui, come già detto ampiamente, Tomohito Oda inserisce tra le righe l’aspetto più serio. In quest’opera, forse l’autore sta “commentando”, in un certo senso, la prevalenza della tecnologia nella società odierna a discapito della comunicazione verbale, dove più persone si sentono a proprio agio a scambiarsi messaggi piuttosto che incontrarsi di persona e parlare. Ad ogni modo, non vediamo l’ora di esplorare ancora una volta l’universo di Komi.

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