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L’ Amore non ha pietà – Recensione

L’ Amore non ha pietà è un’opera disarmante. Raccontare gli strascichi che la fine di una storia d’amore porta con sé, non è mai semplice. Marco Fontanili, autore del fumetto edito dalla Shockdom, arriva dritto al punto in modo diretto. Egli tocca corde molto profonde, affrontando emozioni scomode e indesiderate. È un’opera immersiva, da cui traspare una grandissima onestà. In questa graphic novel si entra in modo totalizzante, rimanendo avvolti tra le spire di un’interiorità che riscopriamo fragile nelle incertezze, universale nella sofferenza. Che rumore fa un cuore che si spezza? Se lo chiede l’autore al principio della narrazione, se lo chiede durante e se lo continua a domandare alla fine.

Il cuore in frantumi è il leitmotiv della storia, dichiaratamente autobiografica. In realtà, essa è un pò la biografia di tutte le nostre vite fatte di amori negati, finiti e perduti. Per tale motivo Fontanili ha sviluppato una narrazione dal respiro universale, in cui ognuno si può identificare. Il protagonista è volutamente senza una precisa identità, in modo da abbracciare in toto questo carattere di universalità. Il viaggio che vi aspetta si dipana in sei capitoli molto intensi, dove niente è lasciato al caso. Più che un viaggio nei sentimenti, è un percorso negli abissi più profondi della mente. La trama è, per un verso, semplice ma, contemporaneamente, spiazzante. Essa fa mostra di tutto ciò che destabilizza le certezze e le attese che si ripongono nell’altro.

Venire feriti in amore. Un qualcosa che, prima o poi, può capitare a tutti. Così succede al protagonista senza nome della storia, che sprofonda in una lenta agonia da cui pare impossibile uscire, fin quando non arriva lei e il viaggio inizia. Che sia un viaggio verso la felicità o verso l’insensibilità sarà chiaro solamente a pochi passi dal traguardo. Smettere di avere paura, il senso di colpa, smettere di sentirsi perennemente in bilico. A questo ti porta l’amore. Ti fa sentire sulla vetta di una montagna, finché, all’improvviso, qualcuno ti spinge facendoti cadere nel vuoto. Qualcuno riesce a trovare la forza di rialzarsi, qualcun altro rimane in ginocchio.

Il legame tra storia e disegni è indissolubile. L’arte di Fontanili segue il flusso delle emozioni raccontate dal protagonista, sposandosi col senso di vuota rassegnazione che lo colma. L’aspetto grafico evolve man mano che si procede con la lettura. Si parte da una rappresentazione quasi asettica nella quale dominano il grigio e il nero, poi, accompagnato da un viola senza personalità. Il protagonista interagisce con la propria interiorità frammentata, resa persino dalla disomogeneità delle vignette. Al di fuori di sé, egli vive una condizione umana di apatia che gli rende impossibile essere toccato da null’altro, se non dalla propria sofferenza. Tale concetto prende vita nelle pagine illustrate da Fontanili.

QUI LA NOSTRA VIDEO RECENSIONE

Le persone con le quali il protagonista entra in contatto, sono prive di volto che le identifichi. Così, nel primo capitolo, per esempio, il barista è una semplice voce che gli consiglia moderazione in fatto di alcolici, con orbite bianche al posto degli occhi. Stessa cosa per chi si muove attorno a lui. Colpisce il tratto dell’autore. Egli esprime una volontà di solitudine che si ribella e si chiude a riccio a ogni esterna intromissione. È efficace come sin dalle prime pagine, sia posto l’accento sulla vuota desolazione di cui l’uomo senza nome si nutre. Il suo esprimere a parole questo essere anestetizzato dal dolore è reso, visivamente e con potenza, da un foro bianco che campeggia sul lato sinistro del petto.

La storia è un’evoluzione della sofferenza ma, anche, ricerca continua di sé. Essa è voglia di farcela, desiderio di ricominciare, alimentare speranza per il futuro. È un toccare le vite altrui, per quanto chiusi a riccio si possa essere, consapevoli o inconsapevoli di quale impatto emotivo la propria sofferenza possa avere sugli altri. Di fatto la narrazione raccoglie un messaggio che invita all’attenzione e alla cura profusa nei rapporti umani. È un invito a trovare il giusto modo per interagire col prossimo.

L’ Amore non ha pietà induce alla riflessione e lo fa attraverso un espediente narrativo quasi “dantesco”, dove il cuore accompagna il nostro protagonista alla ricerca di un modo per valutare la propria sofferenza e riflettere sul da farsi. È un viaggio tra il sogno e la realtà, tra i pensieri e le azioni. Le emozioni di cui vi nutrirete, saranno molteplici. Ovvio che non saranno tutte belle sensazioni. In alcuni momenti vi ritroverete divisi, in contrasto, messi in discussione, a volte, probabilmente, disarmati di fronte agli eventi.

Senza dubbio, però, vi ritroverete a vivere un percorso fondamentale verso la catarsi dell’animo. Fontanili ha usato quest’opera come un balsamo, per lasciare andare tutto il dolore. Allo stesso modo, ognuno di voi, potrà, in forma altrettanto liberatoria, scrollarsi dalle negatività e ricominciare. Perché, in fondo, sembra, abbastanza ovvio come nessuno potrà mai sottrarsi alla sofferenza. L’uomo è un animale sociale, vive di relazioni, di amore. Si oserebbe quasi affermare, addirittura, che egli viva più intensamente nel dolore. Le chiusure dell’animo sono in realtà, un pro-forma per giustificare la sindrome da cuore spezzato che non ha cura, né età.

La Shockdom vi propone un viaggio interessante, completamente senza filtri, nel luogo più fantastico che possa esistere: la vostra mente. Alla fine della novel vi ritroverete a ricominciare e, senza rendervene conto, consumerete questa lettura tutte le volte che il vostro cuore esigerà un confronto onesto con voi stessi. Consigliato!

VOTO

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