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L’invocazione di Ion – Recensione

L'invocazione di Ion


Un nuovo titolo si unisce al catalogo della Levithan Labs. Stiamo Parlando di L’invocazione di Ion di Manuel Gutierrez e Alex Nieto. Un dark-fantasy basato sul folklore.

Terra, fuoco, acqua e vento sono stati l’inizio di tutto. Dalla natura e dai suoi elementi, il paganesimo articola il suo pantheon di creature, entità e geni irrazionali, dando loro un nome. Sarà un giovane impetuoso, Ion, a ridestare queste forze antiche e primordiali, in un viaggio avventuroso che potrebbe fargli scoprire una parte di sé stesso rimasta a lungo sopita.

Lo sappiamo tutti, un tempo il Paganesimo era uno dei culti del mondo classico per eccellenza. Magia, destino e natura si intrecciano attraverso alcuni dogmi che i pagani vedevano come loro comandamenti. Dove gli stessi adoravano cose create piuttosto che il Creatore. Adoravano gli alberi, gli animali e le rocce, fino al punto di abusare dei propri corpi in pratiche sessuali per crogiolarsi nelle loro passioni.

Uno dei punti centrali che collega la maggior parte delle religioni pagane è quello dell’assenza di un guru o di un messia. Ma in questo caso e in questa storia, che parla di dolore, rabbia e crescita personale, c’è Ion. Il ragazzo, apprendista di uno stregone abbastanza poco centrato, in un momento di rabbia evocherà la nonna morta da 15 anni. Quest’atto scatenerà letteralmente il caos e una miriadi di avvenimenti mistici colpiranno proprio lui. Per ovvie ragioni non vi sveleremo di più lasciando a voi lettori l’opportunità di scoprire questa affascinante e piacevole opera fatta di folklore, rune e magia arcaica.

Tutto quel che ha un nome, non esiste.

Ma prima di immergerci totalmente nella nostra recensione, è giusto sottolineare che Il titolo è stato originariamente pubblicato dalla SallyBooks per la linea Young Adults. L’invocazione di Ion ha ricevuto tre nomination ai premi Carlos Jimenez in Spagna. Insomma cosa non cosa da poco.

Le 60 e passa pagine, compreso un’approfondimento finale sui personaggi molto interessante e graficamente bello, sono di grande formato. Infatti la Leviathan Labs esce fuori dal solito formato portandoci un 20×28,5 cm, più grande e che avvalora l’impatto artistico. Immancabile la presenza delle ormai indispensabili alette. Le tavole ampie e la scelta della carta utilizzata – come detto – danno vita ad un impatto visivo non indifferente.

Infatti, lo stile artistico di Alex Nieto è riconoscibile tra mille. Fresco e moderno, dalle linee decise e dai contorni morbidi, le tavole sono cariche di influenze non solo americane ma anche – e soprattutto – europee e strizzano palesemente l’occhio al cartoon più irriverente con ombre piene e scelte stilistiche in linea con una modernità quasi da sitcom americana. I colori sono decisi, mai eccessivi e risultano coerenti. Interessante la scelta della palette. Questa è priva di colori accesi o troppo vividi. Ma per gradazione, anche i rossi, verdi e gialli tendenzialmente sono saturi e importanti.

Se il giorno è per i figli di Dio umani… lasciate la notte a quello che non lo sono.

La narrazione messa su da Manuel Gutierrez è fluida e presenta un colpo di scena finale che potrà lasciarvi piacevolmente colpiti. Uno dei tratti molto interessanti del racconto lo troverete nell’avanzamento della storia. Infatti vi verrà raccontato anche le basi di questo mondo in cui le vicende si intrecciano e narrano. Affascinante l’immediatezza della storia nonostante, in un primo momento, l’inserimento dei riferimenti runici possa sembrare articolato, il tutto risulta lineare e funzionale ma soprattutto interessante.

Come detto poco sopra, la parte finale dell’opera è dedicata alla biografia degli autori, agli studi artistici sui personaggi e ad alcuni approfondimenti come il bestiario. Inoltre sono presenti le schede personaggio che strizzano l’occhio ai GDR old-school con statistiche come forza, destrezza, abilità etc. incluse.

In conclusione, L’invocazione di Ion è un’opera che affonda radici attraverso un fantasy tetro e interessante dal punto di vista folkloristico e artistico. Una storia piacevole che viene caratterizzata da background intelligente che gli autori inseriscono nell’opera. Sia dal punto di vista della fabula che dall’impatto grafico. Questo incuriose e appaga il lettore grazie ad una piacevole esperienza di lettura.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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