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La casa delle lumache senza guscio – Recensione

La casa delle lumache senza guscio è un romanzo horror a tinte lovecraftiane scritto dalla penna di Giovanni De Feo ed edito da Acheron Books. L’autore confeziona un racconto molto particolare, sia per schema narrativo che per scelta del soggetto. Le premesse, a partire dalla copertina a cura di Alessandro Romita fino ad arrivare alla sinossi, restano mantenenti e si dirigono spedite verso una crescita insospettabilmente sorprendente.

Mara ha bisogno di trascorrere un po’ di tempo lontana dalla routine del lavoro e da una relazione sempre più stancante. Parte così per una vacanza solitaria su un’isola sconosciuta, distante dagli itinerari turistici. Ma la quiete fatta di spiagge meravigliose, letture e musica classica inizia ben presto a incrinarsi. Che cos’è quella processione di lumache che strisciano fin dentro casa? E da dove arriva quel verso notturno, stridente e raccapricciante? I misteri di Villa Lumaca sono forse legati a un’antica creatura che gli isolani sembrano temere?

“Non importa dove vai e quanto tempo impieghi, lascia sempre una traccia dietro di te”.

Mai giudicare un libro dalla copertina. In questo caso non perché il lavoro grafico non sia pregevole, tutt’altro, semplicemente perché potrebbe essere travisata l’essenza dell’opera dai meno attenti, facendola passare come un racconto per ragazzi. Signore e signori, sappiate, fareste un grande errore! De Feo crea abilmente un intersecarsi di vasi sanguini fatti di sensazioni e coscienza che attraversano un cuore pulsante che poi risulta essere la narrazione. Utilizza una libertà di scrittura, come detto poco sopra, non solo per la scelta molto particolare del soggetto in questione – ovvero le lumache – ma soprattutto per la semplicità con cui riesce a creare un pathos singolare diviso da due fattori che, in questo caso, convivono l’uno con l’altro: l’amore e l’orrore.

Ebbene sì, La casa delle lumache senza guscio utilizza componenti non tipicamente del genere. Un tonico che soprattutto porta molta freschezza alla categoria e una base solida dove costruire un’ossatura massiccia e originale. Infatti, mano mano che andrete vanti con la lettura, capirete che l’autore inserisce un sorta di anffabula folkloristica che risulta essere vincente. Cosa ho detto? Riesce ad organizzare i soggetti quasi a mo’ di favola che nel corso della narrazione, da soli, si intrecciano alla storia adattandosi alla rappresentazione scenica, dando così maggior valore all’esperienza di lettura e al racconto. Insomma: niente viene forzato o spinto, ma tutto (e tutti) si “muovono” in libertà verso un finale che vi lascerà senza fiato.

“Affacciata dalla sua terrazza Mara aspetta che la sera colori l’incontro di nubi e mare.”

Gli ambienti e le atmosfere ricreate sono incantevoli. L’elemento folkloristico viene indotto naturalmente capitolo dopo capitolo in un turbinio di introspezione e descrizioni, non creando nel ritmo nessun tipo di discontinuità. Questi orpelli creano e danno stile alla narrazione che, gradevolmente, gira in maniera fluida e mai noiosa. Nonostante il suo essere breve (un po’ meno di 121 pagine), quello che fa Giovanni De Feo con La casa delle lumache senza guscio è un viaggio inquietante, orrorifico e misterioso, che mette – come detto – in contrasto l’umanità e la mostruosità in maniera propria e a sé stante.

Non è da meno la caratterizzazione dei personaggi. Per esempio Mara vive una solitudine estrema implicando così una causa/effetto non da poco nella sua mente. Questo la porta a notare cose che pochi riescono a vedere. Uno “sguardo” oltre la linea del reale che porterà, inevitabilmente, il lettore a legarsi al disturbante flusso di coscienza del personaggio principale. L’edizione Acheron Books è sempre pregevole e maneggevole. Dalla stampa egregia, alla scelta della carta. Altro plauso, già citato, va all’autore della copertina Alessandro Romita che mantiene uno stile che impreziosisce e rafforza la bellezza dell’opera tutta.

Ma dunque, può accadere che la realtà non è quello che sembra? A quanto pare sì! Tra antichi riti e usanze ormai dimenticate, in una nube di mistero creata a doc, La casa delle lumache senza guscio rende plausibile e interessante un racconto che diventa originale e emozionante. Un fil rouge che apre le porte a spunti molto interessanti. Un libro preciso e asciutto, architettato a dovere.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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