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La Corte di Ali e Rovina – Recensione

La corte di ali e rovina

Si conclude con “La Corte di Ali e Rovina” il primo ciclo narrativo della serie A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas, arrivato in Italia grazie a Mondadori. Durante questo cammino Feyre, la protagonista della serie, ha dovuto lottare per i suoi cari, per l’amore, e soprattutto per superare i suoi limiti. Ha conosciuto non solo l’amore ma anche il tradimento, la rabbia, il dolore, l’ingiustizia, e la guerra. Come finirà questa lotta contro il Re di Hybern?

Sinossi: Feyre è determinata a raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sui piani di Tamlin e del Re di Hybern che minacciano di mettere Prythian in ginocchio. Per questo si è separata dall’uomo che ama e ha fatto ritorno alla Corte di Primavera. Ma per poter portare a termine il suo piano, dovrà tessere una fitta trama di inganni e tenere a bada il suo desiderio di vendetta. Sa bene, infatti, che un solo passo falso potrebbe condurre non soltanto alla sua rovina ma a quella di tutto il suo mondo. La ragazza sa anche che il Re di Hybern non si fermerà davanti a nulla, perciò, a mano a mano che la guerra si avvicina, dovrà decidere di chi fidarsi e cercare alleati nei posti più inaspettati.

“Un vento fantasma aprì la porta”

Nel finale de La Corte di Nebbia e Furia Feyre è tornata alla Corte di Primavera insieme al Signore supremo Tamlin, ingannando tutti alla presenza del re di Hybern. Il suo doppio gioco è chiaro fin da subito. Vendicarsi del torto subito, vendicare le proprie sorelle gettate nel Calderone e fatte rinascere come immortali Fae Maggiori, e mettere l’intero regno della Corte di Primavera contro il suo Signore Supremo. Ma soprattutto vendicarsi di Ianthe la Somma Sacerdotessa della Corte, colei che ha tramato con Hybern fin dall’inizio.

Qui Feyre per quanto devastata e turbata dagli avvenimenti precedenti è cambiata, non è più la ragazza nervosa e insicura di tanto tempo prima, bensì una guerriera, la Signora Suprema della Corte della Notte che si sacrifica e lotta per il suo popolo, i suoi ideali e il suo amore. Ora Feyre è sicuramente più matura, meno impulsiva.

La domanda è: riuscirà a resistere alla sua impulsività che tanto la caratterizza cercando di aver successo nell’intento di realizzare i suoi piani contro il re di Hybern? O si lascerà nuovamente sopraffare dal suo istinto commettendo qualche azione che le si ritorcerà contro? La guerra è alle porte e non solo dovrà interpretare i panni dell’innocente vittima dell’influsso del potere di Rhys ricoprendo così il ruolo di lupa travestita da agnello, ma anche sventare gli attacchi dei suoi nemici, trovare nuovi alleati e mostrarsi degna agli occhi degli altri Signori Supremi.

Ogni suo passo è calcolato, i suoi movimenti all’interno della Corte di Primavera prima e nelle altre Corti poi, sono estremamente sofisticati, tecnici e meditati. La sua evoluzione, nel corso degli eventi, è sempre più marcata e geniale. Tutto per prepararsi all’atto finale che sarà la guerra contro Hybern.

Feyre supererà ogni suo limite umano e immortale, lotterà soprattutto con i fantasmi che la tormentano per poter portare pace nel suo nuovo regno e nelle vite di chi più ama. Rischiando di perdere se stessa, lotterà fino al suo ultimo respiro e con tutte le armi in suo possesso per riuscire a raggiungere l’intento ultimo della vittoria, contro Hybern e contro una cultura troppo arcaica per i tempi che vivono.

«Una Signora Suprema così assetata di sangue»

Sarah J. Maas con La corte di Ali e Rovina riesce ad amalgamare gli eventi che precedono la guerra con l’amore e l’umorismo come fossero musica, culminando infine con la guerra stessa. Una sinfonia di note diverse che accomunano ogni personaggio che si muove all’interno di questo mondo. Nonostante la mole del libro la storia scorre fluida e alterna stati di tragedia, perdita, sofferenza ad altri più leggeri ed umoristici mantenendo sempre ben saldo quel filo conduttore di tutto: l’amore.

Le scene di lotta e di battaglia, come ormai l’autrice ha abituato i suoi lettori, sono sempre ben definite e dettagliate. Come essere al fianco dei guerrieri che combattono. Attraverso la sua penna illustra con grande maestria non solo le azioni ma anche le volontà che muovono i personaggi a compierle. Seguendo sempre il punto di vista di Feyre ma spesso anche di Rhys, grazie al loro dono di Daemati di entrare nella mente degli altri e ovviamente in quella dell’uno e dell’altra ogni volta che vogliono, la storia diviene sempre più coinvolgente, come se ne foste parte integrante.

Ma non solo, conoscerete più nel dettaglio anche tutte le altre Corti e i loro Signori Supremi. Le usanze, i costumi, le mentalità. Le visite nelle altre Corti e le riunioni porteranno alla luce altri dettagli del passato di Mor e di Lucien. Ma il passato di tutti viene di volta in volta svelato attraverso degli escamotage narrativi molto interessanti.  

Un world building sempre più dettagliato e affascinante, magico e, come sempre, pericoloso. Nuove e letali creature che vivono nelle segrete della Prigione tumulata nella pietra all’interno di una Montagna, altre che abitano in altri luoghi oscuri e bui come la biblioteca sotto la Casa del vento, altre ancora nelle foreste, verranno alla luce.

“…Ogni passo verso la cima di quella collina e poi giù verso l’oscurità mi dilaniava e opprimeva…”

Ne La Corte di Ali e Rovina tanti personaggi, soprattutto femminili, saranno protagonisti. La sorella di Feyre, Nesta, diventerà importante al fine della risoluzione della guerra, come anche Elain, ma se quest’ultima resta sempre un po’ in ombra, Nesta brilla come una regina. Una Regina della Morte. Insieme ad Amren cercherà di scoprire e utilizzare il potere assopito in lei, quello che ha “rubato” al calderone e ciò che si muoverà sempre più forte in lei sarà la sete di vendetta ma particolarmente il senso di protezione verso Elain.

Ci saranno molte vicissitudini e risvolti sempre più coinvolgenti che riguarderanno queste due donne, ormai effettive Fae della Corte della Notte. Gli stessi Rhys, Cassian ed Az sono protagonisti indiscussi, ma le donne come Mor e Amren, ovviamente Feyre si riveleranno più importanti e culminanti al fine della storia rispetto ai personaggi maschili.

Una scelta stilista quella di Sarah J. Maas molto semplice sotto il punto di vista della scorrevolezza dei capitoli. Nel complesso le avventure di tutti i protagonisti si susseguono senza far perdere l’attenzione al lettore che però troverà un po’ deludente l’ultimo terzo del libro che sembra un po’ affrettato rispetto a tutti gli eventi che lo precedono, ma nonostante questo il finale è indiscutibilmente appagante.

 “Il campo di battaglia era una distesa disseminata di cadaveri, sia di umani sia di creature fatate, interrotta solamente da ali spezzate che sporgevano verso il cielo grigio o dalla mole di qualche cavallo abbattuto.”

La forza della donna e la sua rivalsa sui soprusi subiti dagli uomini è sempre un perno fondamentale di questa saga che è A Court of Thorns and Roses, affiancati dai loro compagni di viaggio ognuna di loro in qualche modo sfiderà uomini vincendo senza ombra di dubbio tutti gli scontri. Il cercare di cambiare secoli, millenni, di tradizioni è tra i loro obbiettivi e prenderanno a cuore questa missione. Cercheranno di abbattere il muro della tradizione così arcaica per un bene futuro. Ma la guerra incombe e le loro forze saranno schierate su più fronti.

Un finale degno di tutta questo racconto, nato come un retelling de La Bella e la Bestia ma da cui presto si è distaccato virando verso altri lidi, che lascia presagire attraverso il sacrificio di molti un futuro completamente diverso, sicuramente non parco di ostacoli. Ma ora, finalmente, ci sarà speranza per il cambiamento, per l’innovazione, la pace e nuove alleanze. Un futuro che non annoierà.

Vi ricordiamo che il 23 febbraio è uscito, sempre edito da Mondadori, il quarto numero della serie “La Corte di Fiamme e Argento” che vedrà un nuovo arco narrativo e che seguirà cronologicamente gli avvenimenti vissuti fin’ora.

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