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La Corte di Fiamme e Argento – Recensione

La Corte di Fiamme e Argento

La Corte di Fiamme e Argento segna l’inizio di un nuovo ciclo narrativo della serie bestseller A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas. Quarto romanzo della saga oltre ad una novella, si distacca dai precedenti come una sorta di spin-off diventando più adulto sotto un punto di vista narrativo e spostando l’attenzione principali da Feyre a sua sorella Nesta.

Sinossi: Nesta Archeron non è quel che si dice un tipo facile: fiera del suo carattere spigoloso, è particolarmente facile alla rabbia e poco incline al perdono. E da quando è stata costretta a entrare nel Calderone ed è diventata una Fae contro la sua volontà, ha cercato in ogni modo di allontanarsi dalla sorella e dalla corte della Notte per trovare un posto per sé all’interno dello strano mondo in cui è costretta a vivere. Quel che è peggio è che non sembra essere ancora riuscita a superare l’orrore della guerra con Hybern. Di certo non ha dimenticato tutto ciò che ha perso per colpa sua. A rendere ancora più irritante la sua situazione, poi, ci pensa Cassian, apparentemente dotato di una naturale predisposizione a farle perdere il controllo.

Ogni occasione è buona per stuzzicarla e provocarla, rendendo però allo stesso tempo evidente la natura del focoso legame che, loro malgrado, li unisce. Nel frattempo, le quattro infide regine, che durante l’ultima guerra si erano rifugiate sul Continente, hanno siglato una nuova e pericolosa alleanza, una grave minaccia alla pace stabilita tra i regni. E la chiave per arrestare le loro mire potrebbe risiedere nella capacità di Cassian e Nesta di affrontare una volta per tutte il loro passato. Sullo sfondo di un mondo marchiato dalla guerra e afflitto dall’incertezza, i due Fae tenteranno di venire a patti con i loro personali mostri, con la certezza di trovare, l’uno nell’altra, quel qualcuno che li accetta così come sono e che li può aiutare a lenire tutte le ferite.

Non c’era paura nei loro occhi. Come se anche loro avessero capito quello che Cassian era riuscito a fare. Come se anche loro avessero sentito le parole nella testa di Nesta. Mai più.

La storia di questo romanzo si incentra su Nesta Archeron, sorella maggiore di Feyre con la quale da sempre ci sono dei conflitti. Nesta si presenta subito come una donna, ormai Fae immortale in seguito alla sua trasformazione forzata dal re di Hybern, con enormi traumi alle spalle. In un mondo macchiato dalla guerra recente, le grandi perdite subite sono un fardello da portare nell’anima e con cui convivere. Ma non solo, per Nesta subentra anche una forte lotta interiore contro quell’oscurità che vive in lei.

Quando è stata gettata nel calderone lei gli ha rubato qualcosa, non voleva essere una vittima inerme, ma al contrario ha lottato anche contro il potere più forte di tutti. Ma come è noto dagli avvenimenti de La Corte di Ali e Rovina (qui la recensione), quando ha provato ad usare questo potere oscuro per aiutare a vincere la guerra, il calderone le si è rivoltato contro, rapendo la sorella Elain.

Con questa paura nel cuore cerca in ogni modo umanamente possibile, di assopire questo dono oscuro di cui nemmeno lei stessa ne conosce la natura. La via che cerca di intraprendere per silenziare questa oscurità che cresce dentro di lei è autolesionista. Allontana chiunque le sia vicina, beve fino a perdere i sensi, si porta a casa chiunque possa soddisfarla in qualche modo, usando gli uomini Fae come unica fonte di distrazione. Quando i suoi comportamenti diventano eccessivi subentra la sorella Feyre, Signora Suprema della Corte della Notte, costringendola ad allenarsi e isolandola nella casa del Vento. Oltre agli allenamenti quotidiani con Cassian dovrà poi lavorare nella Biblioteca sotto la Casa insieme alle sacerdotesse.

Inizia così la sua “riabilitazione” e man mano che passeranno i giorni verrete catapultati nella psiche di Nesta, scoprirete come in realtà tutto quello che è stato presentato fin’ora di lei fosse una mera facciata e che dietro quella maschera di ghiaccio si nasconde un’anima ferita, traumatizzata, ma anche provata dal suo passato e dai rapporti famigliari.

Durante questa “punizione” cui è obbligata a sottostare farà la conoscenza di Emerie una Illyrian il cui padre ha tarpato le ali e di Gwyn, sacerdotessa apprendista che lavora alla biblioteca sotto la casa. Grazie alla loro amicizia e al rapporto che si instaura pian piano, Nesta comincia a elaborare il suo cambiamento. Altro personaggio che l’affiancherà sarà, ovviamente, Cassian. Con quest’ultimo ci saranno inizialmente degli scambi di battute ironiche e sarcastiche dalle quali si intende fin da subito l’attrazione che provano l’uno nei confronti dell’altra. E proprio con Cassian ci saranno delle scene di sesso talvolta molto, troppo, dettagliate. Per questo e non solo, il libro è consigliato ad una fascia d’età più adulta.

L’esperta penna dell’autrice, però, non si limiterà ad un’unica storia ma intesse una trama più ampia che ribolle contro i protagonisti. La più perfida delle regine umane, successivamente agli eventi de La Corte di Ali e Rovina, sta cercando Il forziere della Paura che è composto da tre armi oscure: La corona, La maschera, L’arpa. Un pericoloso tesoro che se fosse interamente in suo possesso le permetterebbe di rintracciare il mistico Calderone che l’ha resa una megera immortale. La trama si ampierà nel cercare di sventare i piani della regina, alleatasi con Koschei il signore dei morti, creatura di un altro mondo come lo era Armen o l’intaglia ossa.

«Siamo tutti Fae. Dimenticati la storia dei Fae Maggiori e dei Fae Minori. Siamo tutti immortali o quasi. Ci vuole tempo per i cambiamenti. Quello che gli umani ottengono in decadi, a noi richiede secoli. O anche di più, se vivi nell’Illyria.»

La Corte di Fiamme e Argento è una storia di dolore, rabbia, vendetta, vulnerabilità, depressione che, rispetto ai libri precedenti, vengono approfonditi più minuziosamente. Per Nesta saranno i traumi subiti durante la guerra contro il re di Hybern, il passato difficile con la madre e una tentata violenza subita durante la sua vita mortale. Per Gwyn ed Emerie, non solo violenze subite da altri maschi ma anche atti di sottomissione da parte delle loro famiglie, in quanto le donne devono sottostare a certe leggi e non poter vivere come meglio credono. Tutte si sentono ferite e spesso persino indegne di vivere, o di avere l’amicizia di qualcuno.

Maas approfondisce temi come la depressione guardando e analizzando passo dopo passo la psiche di Nesta. Se nei libri precedenti era tra i personaggi più odiati, qui ha la sua rivalsa. La facciata che mostra al mondo intero è completamente opposta a quello che ha davvero dentro. Spesso i suoi atteggiamenti sono volti a proteggere gli altri, anche se in realtà usa metodi molto dubbi nel farlo. E così qui, grazie ai suoi allenamenti e l’incontro di molte altre donne che hanno subito violenze e per le quali si prodigherà in loro soccorso, cambierà e cercherà di essere migliore innanzitutto per se stessa.

Gli avvenimenti sono incentrati sulla rivalsa delle donne, sulla loro rinascita e forza. La parte fantasy del racconto è stata un po’ messa in disparte per dare spazio all’instaurazione di rapporti di fiducia in seguito a dei traumi. Il gruppo di donne guerriere che Nesta mette insieme è vittima in modi diversi della violenza e degli abusi degli uomini. Ma finalmente trovano il coraggio di rialzarsi, di affrontare le loro paure e di non essere mai più vittime indifese come in passato. Il quieto coraggio e la resilienza di queste donne è realmente qualcosa di meraviglioso da leggere.

In loro aiuto ci saranno i guerrieri più vicini a Rhys e Feyre, ossia Cassian e Az che le addestreranno con rispetto e garbo. Poter rendere le donne al pari degli uomini è un lavoro iniziato già da tempo, ma come detto anche per i libri precedenti, le tradizioni lunghe secoli sono sempre molto difficili al cambiamento. Qui si iniziano a vedere grandi in passi avanti e lotte su ogni fronte. Compariranno anche tutti i personaggi già conosciuti ma saranno da mero contorno. Le luci della ribalta sono tutti puntati su Nesta e le sue nuove amiche. Sebbene anche Cassian abbia un grande margine di storia.

C’era solo quel momento, quella cosa condivisa fra loro, e durò un’eternità. Il tempo non aveva importanza. Il tempo era sempre stato immobile attorno a lui, attorno a loro.

Questo romanzo segna anche un cambiamento stilistico significativo. Come anticipato poco prima, oltre ad una più spiccata parte erotica, lo stesso registro comunicativo diventa più piccante a volte persino volgare, talvolta potrebbe addirittura infastidire. C’è violenza anche nei rapporti, non solo negli scambi di battute. Persino la protagonista, Nesta, è più oscura e quindi anche le tematiche che ne derivano. La narrazione cambia anch’essa passando da una prima persona della trilogia precedente ad un narratore onnisciente che racconta in terza persona. Si sposta l’attenzione prima su l’uno e poi su l’altro di capitolo in capitolo. Ne va che Nesta essendo “la protagonista indiscussa” ha più spazio rispetto a Cassian.

La Corte di Fiamme e Argento pubblicato da Mondadori lo scorso 23 febbraio, apre un nuovo ciclo narrativo con Nesta, sorella di Feyre, come protagonista. È un viaggio verso l’accettazione di se stessi, contro la superiorità degli uomini. È la rivalsa delle donne che nonostante i torti subiti non si piegano, ma al contrario, combattono e si danno forza l’un l’altra. Un racconto di amicizia e di amore con un tratto più adulto, oscuro e piccante. Il finale sebbene non si concluda per quanto riguarda la trama più ampia, trova la sua conclusione per i protagonisti, lasciando presagire un futuro incentrato su altri personaggi importanti della saga.

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By Maria V.

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