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La Corte di Nebbia e Furia – Recensione

Torna con nuove emozionanti avventure e sfide l’autrice best seller Sarah J. Maas con il secondo libro della saga A Court of Thorns and Roses. La Corte di Nebbia e Furia, edito in Italia da Mondadori nella collana Chrysalide nel giugno 2019, prosegue la storia di Feyre e dei suoi compagni facendogli prendere una nuova direzione.

Dopo essersi sottratta al giogo di Amarantha e averla sconfitta, Feyre può finalmente ritornare alla Corte di Primavera. Per riuscirci, però, ha dovuto pagare un prezzo altissimo. Il dolore, il senso di colpa e la rabbia per le azioni terribili che è stata costretta a commettere per liberare se stessa e Tamlin, e salvare il suo popolo, infatti, la stanno mangiando viva, pezzetto dopo pezzetto.

E forse nemmeno l’eternità appena conquistata sarà lunga a sufficienza per ricomporla. Qualcosa in lei si è incrinato in modo irreversibile, tanto che ormai non si riconosce più. Non si sente più la stessa Feyre che, un anno prima, aveva fatto il suo ingresso nella Corte di Primavera. E forse non è nemmeno più la stessa Feyre di cui si è innamorato Tamlin. Tanto che l’arrivo improvviso e molto teatrale di Rhysand alla corte per reclamare la soddisfazione del loro patto – secondo il quale Feyre dovrà passare con lui una settimana al mese nella misteriosa Corte della Notte, luogo di montagne e oscurità, stelle e morte – è per lei quasi un sollievo.

Ma mentre Feyre cerca di barcamenarsi nel fitto intrico di strategie politiche, potere e passioni contrastanti, un male ancora più pericoloso di quello appena sconfitto incombe su Prythian. E forse la chiave per fermarlo potrebbe essere proprio lei, a patto che riesca a sfruttare a pieno i poteri che ha ricevuto in dono quando è stata trasformata in una creatura immortale, a guarire la sua anima ferita e a decidere così che direzione dare al proprio futuro e a quello di un mondo spaccato in due.

Forse dentro ero sempre stata frantumata e oscura.

La narrazione inizia tre mesi dopo le sfide affrontate contro Amarantha nel suo “Regno Sotto la Montagna”, e Feyre, divenuta una Fae Maggiore, deve fare i conti con gli incubi che l’assillano, le paure e il suo nuovo corpo immortale. Si sente rotta, spezzata a causa delle orribili azioni compiute per poter salvare tutti, arrivando quasi al punto di annientarsi. Si fatica quasi a pensare che sia lei inizialmente, tanto è fragile e distrutta. Una conseguenza molto umana che le provoca non solo sensi di colpa ma paure profonde e depressione. Lo strascico dei tormenti vissuti durante gli anni del terrore sotto il giogo di Amarantha, però, accompagnano tutti, compresi i popoli delle varie Corti che stanno ricostruendo le loro terre. Una ripresa post guerra molto lunga e difficile.

La vita prosegue senza che Feyre ne sia protagonista, segue quello che le viene chiesto e, quasi come fosse una bambolina di cristallo, è rinchiusa e protetta nella villa della Corte. L’uomo che ama tanto, Tamlin, nonché Signore Supremo della Corte di Primavera, anch’egli provato dai postumi del regno di Amarantha, la tiene come imprigionata. Per proteggerla, per proteggere tutti. Quasi senza accorgersi di come stia veramente dentro Feyre. Lucien dal canto suo, cerca di fare tutto quello che può per aiutarla, cercando di riuscire ad ottenere per lei un po’ più di libertà ed indipendenza.

Ma un ombra è sempre in agguato, perché il patto stipulato da Feyre con Rhysand, il temutissimo Signore della Corte della Notte, durante la prigionia nel Regno Sotto la Montagna, è attivo ed esige di essere mantenuto. E così Rhys in un momento importantissimo della Corte di Primavera arriva e porta con sé Feyre, tenendola per una settimana al mese come pattuito. E così inizia una lunga conoscenza di questa Corte e delle loro usanze. Feyre seppur inizialmente molto restia e insofferente nei confronti del Signore supremo della Corte della Notte, riesce proprio grazie alle sue attenzioni e azioni a tornare ad essere la combattente che è. Diventando sempre più forte e consapevole delle sue nuove capacità.

In seguito ad un forte trauma subito da Feyre nella Corte di Primavera causato da Tamlin, Rhysand interviene portandola con sè nella sua corte. Da qui in poi la loro conoscenza diverrà sempre più profonda fino a quando Rhys non si mostrerà per quello che è davvero. Non il temutissimo e più potente Signore Supremo ma bensì un sognatore. Rivela a Feyre il suo più grande segreto: Velaris. La bellissima città della Corte dei Sognatori protetta da Lui e dai suoi più fedeli combattenti.

In questo luogo la pace regna sovrana, ed è nascosta da secoli. Ed è proprio a Velaris che Feyre comincia a rinascere, a guarire e rimettersi in sesto. A Velaris, Feyre, vede per la prima volta come dovrebbe essere un regno. Un popolo amato dal suo Signore che sacrifica ogni cosa pur di proteggerlo. Come fosse un luogo magico, dove poter essere se stessi senza paura ne pregiudizi. Proprio qui avverrà il primo plot twist di questo libro.

Feyre troverà un nuovo scopo, un popolo da difendere e Rhys, a differenza del protettivo Tamlin, non le vieta di fare ciò che vuole ed ascolta la sua voce come fosse una sua pari. Tuttavia un nuovo nemico, peggiore addirittura di Amarantha, si affaccia non solo contro il regno di Prythian, ma anche contro il regno dei mortali.

… quei personaggi, che non esistevano e non sarebbero mai esistiti, ma che riuscivano a farmi sentire meno sola …

La Corte di Nebbia e Furia, sebbene sia il secondo libro, a differenza di molte altre saghe, non soffre del fatto di “essere un capitolo di passaggio”. Al contrario, contro ogni aspettativa rende innovativa e ancora più emozionante la storia. Un’avventura quella di Feyre decisamente inaspettata, che vivrà con nuovi compagni di viaggio, e che ribalterà completamente le sorti dei regni. Nonostante un inizio molto distruttivo soprattutto verso sé stessa, diverrà ancora più vigorosa e impetuosa di sempre. Non si farà sconfiggere, non abbasserà più la testa, ed ad ogni caduta si rialzerà fiera e forte.

Sarah J. Maas non delude nemmeno con La Corte di Nebbia e Furia, il suo stile ormai affermato e sicuro nel descrivere ogni particolarità di un mondo inventato non barcolla, piuttosto lo arricchisce ancora di più facendo sognare il lettore e cullandolo attraverso cieli stellati e arcobaleni d’acqua. Creature fatate sempre più curiose e particolari, nonché pericolose e spaventose. Insomma non perde il suo smalto nemmeno in una riga. E così, nuovamente, il lettore si troverà a navigare sulle dolci onde di una narrazione che procede fluida e rapida fino al gran finale. Un finale che genera grande curiosità e la voglia di prendere in mano il libro successivo.

Vengono introdotti nuovi personaggi molto importanti e decisamente al centro della narrazione. L’autrice riesce a dare connotati e particolarità ad ognuno di essi rendendoli unici, immergendovi nelle loro ombre e passioni, lasciando solo un velo di mistero e qualche segreto ancora nascosto. La cerchia ristretta di Rhys è piena di ideali, sono coraggiosi, ribelli e si proteggono l’un l’altro. Una vera famiglia alla quale Feyre si aggiunge venendo accolta come fosse stata con loro da sempre. Ognuno di essi ha un passato oscuro che li accompagna giorno dopo giorno ma che li rende esattamente quelli che sono. Hanno subito grandissime ingiustizie, ma nonostante tutto ora sono i protettori più potenti della Corte e i più temuti dalle altre Corti.

Grazie al suo stile evocativo l’autrice descrive ogni cosa attraverso gli occhi di Feyre, in prima persona, e attraverso di lei anche il lettore vedrà, sentirà e proverà ogni emozione. Cura nei dettagli gli aggettivi cercando di trasmettere ciò che desidera nel modo in cui lo vede lei, riuscendoci alla perfezione.

E forse fu perché ero esausta e frantumata…

Il percorso di Feyre e dei suoi compagni è ricco di ombre, sofferenza, odio, rancori ed asti, ma loro saranno la luce, la gioia, l’amore e il perdono che servirà per poter vincere la guerra, che è ancora lungi dall’essere combattuta. Nuovamente l’autrice vi rende partecipi di un mondo fatto di divisioni non solo sociali ma anche di genere e razza, un mondo a cui serve un drastico cambiamento. Porta a riflettere sulle debolezze e sugli orrori che si compiono semplicemente in nome del proprio orgoglio e del proprio retaggio. Un’importante riflessione incentrata sulla figura della donna, considerata debole e semplice portatrice di “buoni geni”. Una lotta contro una forte tradizione che però comincia ad avere un epilogo verso un futuro cambiamento. La guerra sarà combattuta innanzitutto all’interno delle alleanze esistenti, per trovare quel punto in comune che cambierà le sorti di tutti.

L’iniziale debolezza di Feyre è sicuramente un atteggiamento e sentimento umano conseguente alle azioni che ha dovuto commettere per vincere la guerra contro Amarantha. Questo suo comportamento, la depressione e il quasi annullamento di sé stessa, sono decisamente molto vicini ai veri sentimenti umani. L’autrice non innalza a salvatrice la protagonista, ma piuttosto fa comprendere che, nonostante tutto, ciò che ha commesso non se lo perdonerà mai. Così anche Rhys, Tamlin e molti altri che convivono con le loro colpe, con le conseguenze delle azioni compiute e per i sacrifici fatti per proteggere o salvare le loro Corti o semplicmente chi amavano. Per la pace.

Stelle e vento e ombre; pace e sogni e l’orlo tagliente degli incubi…

Il cambiamento sociale iniziato con il primo capitolo della saga prosegue anche qui, ancora più marcato di prima grazie al background di ogni personaggio presente, sottolineando l’illusione dell’esteriore. Non sempre quello che si vede rispecchia la realtà. Ciò che è un ombra oscura può semplicemente nascondere un grande sole, oppure miliardi di stelle che risplendono al suo interno. Nulla è ciò che sembra e l’autrice è una maestra nel capovolgere e ribaltare la realtà apparente.

La Corte di Nebbia e Furia, secondo capitolo della saga fantasy di Sarah J. Maas, edito in Italia da Mondadori, si rivela una lettura emozionante che ricopre una vasta gamma di sentimenti. Dalla vendetta, al perdono, dall’amore alla speranza, dall’oscurità alla luce. Una protagonista inizialmente spezzata, molto umana, che ritrova forza, fiducia e coraggio di combattere non solo in qualcuno ma per qualcuno.  Nulla è come sembra nel regno di Prythian.

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