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La Repubblica del Drago – Recensione

repubblica del drago

Torna con questo secondo capitolo, intitolato La Repubblica del Drago, l’Epic Fantasy dalle tinte orientali firmato dalla superba penna di Rebecca F. Kuang. Uscito il 24 Maggio 2021 grazie a Mondadori Oscar Vault la storia riprende le vicende di Rin che è costretta ad affrontare direttamente, subendone le conseguenze, quello che ha fatto alla fine del volume precedente.

E’ giusto fare una dovuta premessa. In questo libro, come nel precedente, si parla in maniera diretta di guerra, violenza sia fisica che sessuale, abuso di sostanze, tortura, razzismo e discriminazione. Per questi motivi la lettura non è consigliata ad un pubblico particolarmente sensibile a queste tematiche.

Rin è costretta a fare i conti con quello che ha dovuto fare per porre fine alla guerra. La morte di Altan e il genocidio di una nazione pesano sulle sue giovani spalle come un macigno. Il conflitto sembra finito ma un nuovo nemico compare improvviso all’orizzonte. Rin infatti è cosciente del tradimento dell’Imperatrice, la Vipera, e giura solennemente di vendicarsi di lei per tutto quello che questo voltafaccia ha comportato. Le barbarie che è stata costretta a vedere durante i mesi passati sul campo di battaglia sono ancora infatti vivide in lei. A giungere in suo soccorso sembra essere improvvisamente Nezha, suo vecchio compagno/rivale all’Accedemia. Suo padre Vaisra ha un piano per spodestare l’Imperatrice trasformando il Nikan in una repubblica. Rin si butta quindi a capofitto in questa nuova impresa con un solo pensiero in testa. La vendetta.

La rabbia era uno scudo. La rabbia l’ha aiutata a non ricordare quello che aveva fatto.”

La Repubblica del Drago prosegue le vicende di Rin e dei suoi compagni. In questo secondo libro l’autrice si concentra in particolar modo sul viaggio interiore che Rin si trova a compiere.  La giovane è ancora sconvolta e distrutta dalla morte del suo comandante, Altan e di quello che ha fatto sull’isola di Speer per porre fine alla guerra. La rabbia e il desiderio di vendetta sono i sentimenti prevalenti in lei e la voce acuta e potente della Fenice riecheggia costantemente nella sua mente. L’unica soluzione per avere un po’ di pace e silenzio è quella dell’uso dell’oppio.

Questa sostanza diventa l’unica ragione che spinge Rin a non impazzire. Solo quando è fatta riesce a ritrovare quella calma e quella solitudine che ormai, da quando ha invocato il potere della Fenice la prima volta, non le appartengono più. La Dea brama sangue e morte e Rin non riesce a uscire da questo turbine nefasto di emozioni. Si sente persa e vuota, con solo la sua voglia di vendetta a tenerla in vita. Decide quindi di colpire definitivamente l’Imperatrice, colei che ha venduto il suo paese e tradito tutti gli ideali di lealtà e onore in cui credeva Rin.

Una nuova speranza per lei sembra giungere improvvisamente dal suo ex compagno di Accademia Nezha. Il padre è infatti uno dei più importanti signori della Guerra e ha intenzione di attuare un colpo di stato per deporre la sovrana despota e creare la prima Repubblica Democratica del Nikan. Rin, senza più una bussola da seguire, decide di unirsi alla campagna di Vaisra per poter finalmente avere l’occasione di trovarsi faccia a faccia con la pericolosa Vipera e finalmente distruggerla.

“Le persone cercheranno di usarti o distruggerti. Se vuoi vivere devi scegliere da che parte stare.”

Rin ha quindi nuovamente uno scopo e un comandante da seguire. Qualcuno che la guidi e le indichi il cammino da seguire. Inizialmente si sente spenta, affaticata mentalmente da tutto quello che ha dovuto affrontare nella sua breve vita. Schiacciata dalla responsabilità di dover comandare i Cike e trovare uno scopo da perseguire, seguire Vaisra sembra la sua ultima speranza. Rin cerca infatti di ritrovare un suo equilibrio e una sua stabilità. I suoi compagni non possono fare molto per lei in quanto anche loro hanno le proprie battaglie da fronteggiare ma sono sempre al suo fianco pronti a sostenerla.

Un nuovo conflitto torna quindi protagonista incontrastato nella vita di Rin e dei suoi compagni, che si trovano inevitabilmente coinvolti in un guerra civile. Non devono più scontrarsi con soldati rivali, i mostri venuti da terre lontane, ma combattono contro i proprio connazionali. Scontri, battaglie, distruzione e morte sono i principali protagonisti di questo secondo volume che, come nel primo, non si risparmia e in maniera diretta e brutale descrive gli orrori che porta la guerra. Non c’è niente di romantico o glorioso in un conflitto che lascia solo sangue e vittime.

Dopo un primo scontro con l’Imperatrice Rin perde la sua capacità di invocare il fuoco e di sentire la Fenice. Questo è l’ennesimo duro colpo che la giovane è costretta ad affrontare. Per la prima volta da tanto tempo si sente inutile e inerme e deve nuovamente ricostruirsi per poter combattere e sentirsi nuovamente la grande guerriera che è. Tra morte, nuovi alleati, sangue e tradimenti si dipana così il destino di Rin e dei suoi compagni che dovranno scegliere definitivamente da che parte stare e per cosa, per loro, è giusto combattere. Se Fang Runin ha imparato qualcosa è che in un conflitto non ci sono mai buoni o cattivi.

“Tu e io abbiamo dalla nostra il fuoco e l’acqua. Sono certa che insieme possiamo sfidare il vento.”

La Repubblica del Drago è un libro pieno di spunti di riflessione. Assistiamo al percorso di crescita di Rin, una protagonista grigia, che commette errori, sbaglia e agisce secondo il suo credo. Una ragazza dalle mille sfaccettature che sceglie un cammino costellato di sofferenza e distruzione. Oltre a lei conosciamo più approfonditamente anche i suoi compagni, Kitay e Nezha che sono una parte fondamentale del suo percorso. Anche loro sono costretti a fronteggiare le loro ferite. Agiscono spinti dalla convinzione di essere nel giusto. Soprattutto Nezha è spinto da una lealtà quasi assoluta verso la sua famiglia e i suoi ideali. I modi per affrontare il dolore sono numerosi e ognuno sceglie di seguire la strada che ritiene più opportuna.

Tra i vari aspetti terrificanti della guerra, in questo libro viene portata alla luce anche la divisione che c’è tra Nord e Sud e il razzismo intrinseco che riecheggia nella società. Il diverso è sempre visto come un pericolo e mai come una risorsa e questo aspetto viene ulteriormente rimarcato quando gli alleati chiudono le porte ai rifugiati di guerra che si ammassano al suo confine. Viene inoltre approfondita la questione degli Dei e dello sciamanesimo. Rin scopre alcuni segreti che si celano dietro a vecchie leggende che la aiuteranno a scegliere da che parte combattere.

R.F.Kuang incanta con uno stile di scrittura preciso e diretto. Si prende il suo tempo per descrivere dettagli anche macabri ma che immergono completamente il lettore nella storia. Riesce a non scadere mai nel banale ma ad essere sempre incisiva e a tratti evocativa. In conclusione La Repubblica del Drago è un volume ricco di avvenimenti e di contenuti. Tra scontri feroci, amicizia, dipendenze, sofferenza e vendetta. Il cammino di Rin è ricco di ostacoli ed eventi da superare. Tutta questa sofferenza la porterà ad essere quello che è sempre stata destinata a diventare . Colei che deciderà il destino di tutti.

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By Alice Danti

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