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Labyrinth – Recensione

Se cercate un gioco di ruolo idilliaco, a cui possono giocare sia i grandi che i più piccoli, Labyrinth è ciò che fa al caso vostro. A cura di NeedGames, questo gdr permette un’interazione semplice. Infatti, grazie alla poca quantità di regole e permettendo di dar sfogo alla propria fantasia, tutti vi si possono approcciare per divertirsi o iniziare la propria avventura nel mondo del gioco di ruolo.

Il Film ed il Labirinto
Il mondo di Labyrinth è un mondo pieno di magia e ancora di più di creature fantastiche. Tratto dall’omonimo film del 1986 con attori di un certo calibro quali David Bowie e Jennifer Connelly, quest’ultimo è diventato un cult della cultura pop anni ’80. La protagonista, Sarah, vive con il padre e la matrigna, insieme al neonato fratellino. Ha una passione per il libro “Labyrinth“, che legge di continuo per scappare da quella realtà che non le aggrada.

Una sera si trova costretta a fare da baby-sitter al fratellino, che cerca di calmare leggendogli proprio il suo libro preferito. Il bambino però non smette di piangere e Sarah, stufa di tutto, inizia ad irritarsi. Decide così di utilizzare una delle formule contenute nella sua opera prediletta e, magicamente, questa ha successo. Il bambino viene rapito dai goblin ed il loro Re, Jareth, compare davanti Sarah confidandole d’aver esaudito il suo desiderio. Il bambino adesso è proprietà del Re. Sarah si pente subito ma ormai il gioco è fatto. Da lì comincia la sua avventura. Dovrà andare nelle terre di Jareth, attraversare il labirinto per arrivare al castello e riprendersi il pargolo.

Voi come Sarah

Giocando a Labyrinth vi ritroverete nella stessa situazione di Sarah. Per un motivo o per un altro il Re dei Goblin vi ha rubato qualcosa. Un vostro caro, un oggetto a voi prezioso, un ricordo. Da lì inizierà la vostra avventura. Arriverete nel labirinto e cercherete di fare il possibile per raggiungere il castello del Re. Avrete a disposizione soltanto 13 ore, dopodiché non potrete più far nulla ed il re l’avrà vinta.
Lo scopo del gioco è quello di divertirsi in compagnia, esplorando il labirinto creato dal Re dei goblin ed interpretando il vostro personaggio nel modo più divertente e semplice possibile, lasciando completa libertà alla fantasia.

La Creazione dei Personaggi

Innanzitutto va chiarito un punto chiave di questo gioco di ruolo. Come già detto, la fantasia la fa da padrone e la poca quantità di regole aiuta molto questa nota positiva. Per creare un personaggio dovrete scegliere una stirpe: umano, nano, goblin, verme oppure ogni altra razza proveniente dal film o dalla vostra mente. Ogni stirpe ha sia dei pregi, identificati nei tratti, sia dei difetti. Potreste essere dei Bestioni Cornuti, forti tanto da spostare grandi massi ma troppo grossi per passare da piccole porte. Decisi questi il gioco è fatto, munitevi di un paio di dadi a 6 facce (d6, unici dadi che vi servono) e potete iniziare a creare l’avventura con i vostri compagni di squadra.

L’unione fa la Forza

Ogni personaggio presente in gioco, ad eccezione del Re dei Goblin, si trova nel labirinto perchè gli è stato sottratto qualcosa. Dovrete quindi unire le forze con i vostri amici e con gli alleati che incontrerete durante il percorso. Il tempo è il vostro vero nemico ed agendo uniti avrete più possibilità di arrivare alla fine del viaggio. Il lavoro di squadra, così come il vostro equipaggiamento, saranno la chiave per superare tutte le prove che a cui il Re vi sottoporrà. Non essendoci delle statistiche e basando tutto sulla fantasia e la voglia di divertirsi, per superarle dovrete semplicemente spiegare come agirete. A seconda di quello, dei vostri tratti o difetti e dell’aiuto dei vostri compagni, riuscirete o meno nell’impresa.
Sarà possibile anche allearsi con alcuni abitanti del labirinto che vi seguiranno per un breve tratto.

Il Ruolo del Re dei Goblin

A differenza della maggioranza dei gdr, in Labyrinth anche il master, chiamato Re dei Goblin, avrà una propria scheda del personaggio. Qui scriverà la sua stirpe e tutti i png sotto il suo controllo.
Il suo compito è quello di creare il labirinto, descrivere i luoghi che incontrano i personaggi e risolvere dispute e prove che metterà per bloccargli il passaggio. Per ogni prova farà tirare un d6 ai giocatori, decidendo prima un numero da raggiungere o superare, da cui dipenderà la riuscita o il fallimento della stessa. Ad alterare le cose, come già detto, ci sono i tratti, i difetti, il lavoro di squadra ed anche il modo in cui il giocatore vuole superare la prova in questione. Ricordate sempre due cose fondamentali: divertirsi è la cosa che davvero conta e fallire in una prova spesso è più divertente che riuscirvi.

Il manuale di Labyrinth viene in aiuto del Re dei Goblin, mettendo a disposizione non una, non due ma ben cinque avventure da far affrontare ai vostri giocatori. Ogni avventura è suddivisa in capitoli, suddivisi a loro volta in scene in cui è possibile saltare da una all’altra senza troppa fatica.. Questo rende le avventure molto simili ai librigame interattivi.

Le Illustrazioni

Come sempre ci ritagliamo un piccolo angolo per parlare delle illustrazioni. Lo stile di disegno delle immagini è fiabesco, proprio come ci si aspetta da un’opera del genere. I disegni aiutano l’immaginazione mostrando tutte le stirpe presenti nel manuale. Le avventure inoltre sono provviste di tavole per gli oggetti, i png ed i nemici, presentando anche molte mappe per aiutare il Re dei Goblin. Ultima chicca di cui saltare è la Galleria a fine manuale, in cui sono presenti diverse fotografie tratte dal film.

In Conclusione

Il gdr di Labyrinth, distribuito dalla NeedGames, è una piccolo gioiellino per gli appassionati della cultura pop ed un ottimo inizio per chi vuole approcciarsi a questo fantastico mondo. Con punti di forza quali semplicità e libertà d’espressione, il gioco risulta piacevole ed elettrizzante. Invoglia lo spirito di squadra, cercando di creare legami sinceri votati all’altruismo. Anche quando qualcosa va storto è comunque consigliato trarne i lati positivi e divertenti. In tutto e per tutto, Labyrinth permette ai più piccoli di divertirsi ed ai più grandi di riscoprire alcune gioie dovute alla leggerezza di non prendere tutto sul serio, perchè in fondo ciò che conta veramente non è la meta ma il viaggio, ed il labirinto è il posto migliore per ricordarcelo.

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By Riccardo Avvenimenti

Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa in tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire.

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