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Le Diecimila Porte Di January – Recensione

Le Diecimila Porte di January è l’incredibile libro d’esordio della giovane autrice Alix E. Harrow portato in Italia da Mondadori Oscarvoult per la loro collana Oscar Fantastica.

January è una ragazzina che vive nel Vermont a casa del facoltoso uomo che ha accolto lei e suo padre quando erano disperati. Cresciuta nella ricchezza e nell’agio January si sente spesso fuori posto e sbagliata. Il colore della sua pelle e il suo caratterino non la aiutano a integrarsi nella società come sarebbe costume. Spesso sola a causa dei continui viaggi del padre si rifugia tra le pagine dei libri. Le storie le hanno sempre dato un porto sicuro in cui attraccare durante i giorni bui. Un libro in particolare le aprirà le Porte a un mondo sorprendentemente incredibile, quasi fiabesco. Presto January scoprirà che non è scritta una semplice storia in quel libro ma una verità nascosta. Verità che in molti proveranno a far rimanere tale, a costo di chiuderle la bocca per sempre.

“Sfilai il libro rilegato in pelle da sotto il materasso e respirai il suo odore di inchiostro e avventura. Mi ci immersi ed entrai in un altro mondo.”

Un grandioso inno alle storie e alla loro importanza.
Uno degli aspetti che colpiscono durante la lettura de “Le Diecimila Porte di January” è il grande potere che i libri e le parole hanno sulla vita delle persone. January è una ragazzina sola e isolata, costretta dentro bei vestiti e finti sorrisi che non rappresentano la sua personalità e il suo essere. Vive prigioniera nella gabbia dorata di Villa Locke ma per quanto possa essere splendente una gabbia rimane tale. Unico suo conforto, oltre al fedele cane Bad, sono i libri e la speranza che vive in essi.

Sarà proprio grazie a un libro, trovato in uno scrigno, che il mondo di January inizierà pian piano ad essere pregno di colori e sfumature. Troverà in esso la forza di aprire gli occhi su una realtà che ha sempre percepito ostile nei suoi confronti. La storia narrata tra quelle pagine le darà la spinta necessaria per spiegare le ali e volare.

Non è però tutto oro quello che luccica. Oltre a spronarla alla ribellione, tra le parole tracciate a inchiostro del suo libro, January comincerà a vedere una realtà che inizialmente sembra solo una fantasia. Una realtà così surreale e incredibile, magica addirittura che però lei sentirà terribilmente familiare.
Scoprirà così l’esistenza delle Porte, fratture nello spazio tempo che si aprono su mondi lontani, immaginati solo nei sogni.

Immergendosi sempre più profondamente nella lettura de “Le Diecimila Porte” January troverà indizi che la aiuteranno a riscoprire parti di se stessa. Alcune che sembravano perse e dimenticate nel tempo. La verità ha però un prezzo e una misteriosa Associazione si metterà sulle sue tracce per impedirle di scavare ancora più affondo.

Guarda la video recensione in collaborazione con Giulia Bifrost, ecco un secondo parere!

Come due storie che viaggiano su binari paralleli seguiamo due viaggi. Quello di January nel nostro mondo e quello di altri due personaggi mentre attraversano la vastità di questo e di altri universi per potersi ritrovare. E semplicemente amare come hanno sempre voluto fare. Una storia nella storia.

In una rocambolesca corsa contro il tempo, seguiamo January e i suoi compagni attraverso Porte nascoste che li condurranno in luoghi diversi. Alcuni saranno fantastici e misteriosi, altri oscuri e pericolosi. Ogni luogo visitato sarà comunque fondamentale per la crescita personale di January.
Vedere universi diversi, con persone e abitudini proprie le aprirà un mondo.
Le farà capire che ognuno è unico nella sua diversità e che è proprio quest’ultima ad arricchire la vita delle persone.
Privarsene sarebbe un peccato orribile e imperdonabile.

Inizialmente risulta faticoso star dietro ad entrambe le trame, avendo personaggi e ambienti completamente diversi. Un grande merito va all’autrice che ha saputo gestire le due linee temporali in modo da far combaciare ogni tassello al suo posto. Grazie al suo stile semplice ma mai banale, spesso evocativo ma non eccessivamente descrittivo.

Sarebbe stato un valore in più aggiungere qualche descrizione più approfondita dei luoghi visitati attraverso le Porte, avendo la possibilità di parlare di mondi inventati e esotici. Lo stesso ritmo della narrazione muta improvvisamente e troppo repentinamente. La prima parte del libro è infatti lenta e con poca azione mentre nella seconda gli eventi corrono forse fin troppo.

Un ulteriore argomento che troviamo ne “ Le Diecimila Porte di January “ e che permea la narrazione dall’inizio è sicuramente quello del razzismo. Fin da subito ci viene detto che January non è una ragazza dalla pelle bianca e per questo subisce occhiatacce e commenti di disprezzo. Non è l’unico personaggio con un colore di pelle diverso che subisce un simile trattamento. Ci vengono spesso evidenziati infatti i comportamenti cattivi e discriminatori che vengono fatti a danno di January e dei suoi compagni.

Uno dei motivi della sua iniziale insicurezza è dato anche da questo aspetto. Se da una parte è stata tutelata dal cognome Locke dall’altra è sempre stata vittima di discriminazione. Queste azioni l’hanno fatta sentire sbagliata, non adeguata e sempre fuori posto. La magia dei libri e delle parole sono però riusciti a renderla più sicura. Come un aquilone a cui hanno spezzato il filo e può volare libero.

In conclusione ” Le Diecimila Porta di January “ è un libro che vi immergerà totalmente nella storia che racconta, ricco di riferimenti ad altri romanzi. E’ un’incredibile viaggio attraverso le parole, la loro potenza e la fede che riponiamo in esse e nelle storie. Un vero libro per gli amanti della lettura che si ritroveranno in molti dei suoi passaggi attraverso gli occhi curiosi e sognanti di January.

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