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Le sorelle Grémillet – Il sogno di Sara – Recensione

Le sorelle Grémillet cover

L’essere sorelle non è mai stato facile, soprattutto quando c’è di mezzo una sorella maggiore che assume il ruolo della madre ed in sua assenza impartisce ordini, per mantenere la cosiddetta “quiete” in casa. Ecco che nascono le vere scintille! Dopo aver fatto appassionare il pubblico francese, sbarca qui da noi grazie alla Tunué, Le sorelle Grémillet – Il sogno di Sara, primo di una serie a fumetti realizzata da due grandi fenomeni del panorama fumettistico internazionale: Alessandro Barbucci, nonché autore delle W.I.T.C.H. e Giovanni di Gregorio, uno dei più grandi sceneggiatori di Dylan Dog.

Sara, Cassiopea e Lucille sono sorelle di carattere totalmente diverso fra loro. Sara, la primogenita ha un sogno ricorrente che ogni notte la perseguita. Cassiopea, la secondogenita, ha sempre la testa fra le nuvole e l’ultima, non per importanza, è Lucille, il cui unico confidente è il suo adorato gatto. Un giorno le tre sorelle si imbattono in una foto misteriosa della propria madre. Ciò che vedono le sconvolgerà e per scoprire la verità rappresentata in quella foto dovranno inoltrarsi nel fitto della foresta aggrovigliata dei segreti di famiglia.

La famiglia Grémillet

Diamo uno sguardo più approfondito alle vere protagoniste della storia: le tre sorelle. Fin dalle prime tavole il lettore si accorgerà del loro carattere. Sara, attraverso la sua morbosità nell’organizzare tutto e la sua autorità prorompente, fa intuire di essere la primogenita. Cassiopea, la mediana se così vogliamo dire, è la più creativa, vive immersa nel suo mondo immaginario insieme al suo fantomatico principe azzurro che non vuole mai arrivare, nonostante un certo Ulysse sia fra i suoi pensieri. Ultima, ma non per importanza, c’è la piccola nonché solitaria Lucille, schiva e amante dei gatti, infatti il suo migliore amico è proprio Yurei, il micio della casa.

Una famiglia chiassosa, non c’è che dire, ma al tempo stesso in grado di farvi vivere grandi avventure! La prima in assoluto sarà scoprire il grande segreto che cela la madre Magda, donna amorevole e protettiva verso le sue figlie, andando a rivangare il “clan delle tre sorelle”, ovvero il gruppo da loro creato quando erano bambine per andare a caccia di misteri. Grazie all’intuito di Sara, ai suoi sogni rivelatori e ad altri indizi che troveranno lungo il loro percorso riusciranno a risolvere l’arcano a lungo nascosto.

Una volta entrati nel vivo del fumetto si capisce che la vita familiare è il fulcro della narrazione e possiamo intutire che sia ciò che gli autori vogliono trasmettere al lettore. Di Gregorio e Barbucci hanno deciso di rappresentare un tema molto comune, fatto di storie intime, capaci di toccare l’animo di chi legge con argomenti reali e molto seri, come ad esempio la perdita di un figlio o la curiosità di scoprire le proprie radici. E’ evidente che i due autori, in questo primo volume, abbiano voluto rivolgersi anche ad un pubblico giovane, in modo che possano immedesimarsi nei personaggi vivendo con loro avventure ricche di mistero e magia.

Fra il sogno e la realtà

Un fumetto fuori dalle righe, nessuna nota negativa da segnalare, soprattutto per quanto riguarda l’arte. Lo stile di Alessadro Barbucci è inconfondibile, in special modo quando marca il suo tratto Disneiano. Si nota quanto amore mette in ogni singola tavola. Non un capello fuori posto, inoltre la sua linea delicata rende tutto chiaro e al contempo magico. I colori la fanno da padrone, in questo progetto Barbucci ha deciso di utilizzare una palette tenue e rarefatta attraverso una tecnica acquarellosa, lasciando il lettore in uno stato sospeso tra sogno e realtà.

Gli autori, con Le sorelle Grémillet, hanno creato un primo volume interessante. Un racconto che non passa sicuramente inosservato. Un gran formato che dà valore all’opera: dalla copertina di grande impatto evocativo alle pagine che danno vita ai disegni rendendole espressive e facendo sì che il lettore possa godersi sempre di più le vicende di questa misteriosa famiglia.

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By Giulia Anichini

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