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Leo Ortolani – Intervista

Leo Ortolani – Intervista

Leo Ortolani Intervista

Ciao Leo, grazie per il tempo dedicatoci. Inutile iniziare con delle presentazioni in quanto ormai, e puoi esserne fiero, ti conoscono – bonariamente – anche le pietre a cui (ci teniamo a dirtelo) abbiamo provato a chiedere cosa ne pensano di te, ma ahimè non abbiamo ricevuta nessuna risposta! Chissà perché…

Andiamo al dunque ed iniziamo subito con qualcosina di soft, ciabattine e pigiamino pronti? Go!

Nel 1990 hai vinto il premio “Spot” come “Miglior sceneggiatore esordiente”. Da lì ad oggi, quanto è cambiato Leo Ortolani come autore e artista?

Trent’anni dopo. Non due o tre. Trenta. Come 30 anni possano cambiarti, lo potete immaginare. Significa vivere trent’anni di esperienze, crescere, affrontare situazioni che magari molti dei tuoi lettori non hanno ancora affrontato e puoi utilizzare tutto questo ben di Dio per generare storie. E se sei bravo, puoi anche crescere e migliorare. Ecco, spero di essere stato abbastanza bravo. Sicuramente migliore del Leo Ortolani del 1990, credo di esserlo.

Panini Comics, allora Marvel Italia, nel 1997 inizia la pubblicazione regolare delle tue storie tramite la serie Rat-Man Collection, com’è stato vedersi regolarizzare le proprie opere?

E’ stata una bella avventura. Iniziata alla grande, con dati di vendita confortanti fin dal primo numero. E siccome avevamo scommesso che se RAT-MAN avesse venduto più di 10.000 copie, Caterina e io ci saremmo sposati, con le 14.000 del primo numero, lo abbiamo fatto.

Indubbiamente, partendo da Edizioni Foxtrot, hai rivoluzionato e dato vita a un nuovo tipo di produzione che poi si caratterizzerà come punto forte del tuo percorso artistico. Come è nato il tutto? È stato qualcosa che hai “studiato” profondamente, oppure è nato per caso, di volta in volta?

Perdonatemi, sono un geologo, non ho capito bene la domanda. Nel senso che io non ho rivoluzionato niente, ho solo colto l’occasione delle autoproduzioni e mi sono lasciato portare dal vento dell’editoria, guidando la mia barca verso nuove rotte, quelle sì, studiando con attenzione le correnti e il mare grosso, perché la barca non si rompesse. Partire è successo quasi per caso, quasi per scommessa. Ma navigare per tutti questi anni non può più essere frutto del caso. Si impara con fatica e con costanza. O almeno, a me è costato fatica e costanza. E me ne costa ancora adesso.

Ma quanto è figo Venerdì 12? Geniale la metafora con cui hai creato Aldo! E senza fare nessun tipo di spoiler, si sa che “l’amore è cieco, la sfiga ci vede benissimo”, per tanto, quanto è stato difficile creare Venerdì 12? E quanto hai lavorato su questo freak sui generis – un po’ Jason Voorhees, un po’ Fantasma dell’Opera?

Nessun difficoltà, nel creare la figura di Aldo, ero io. Mi era appena successa, questa cosa di essere lasciato da una ragazza bellissima e non riuscivo a darmi pace. L’ho fatto, raccontando la mia storia. Romanzandola, certo, ma contiene tutti i passaggi che di solito portano un innamorato respinto a uscire dalla maledizione.

A proposito di Venerdì 12, nelle situazioni sentimentali sei stato più Aldo o Bedelia? 

Sono sempre stato Aldo. Non posso essere Bedelia perché non ne ho il carattere, mi lego troppo alle persone, detesto fare loro del male.

Doverosa domanda, da dove (e come) nasce RAT-MAN? Ci aspettiamo che ci narri leggende e premonizioni di sogni ahah! 

RAT-MAN era una delle mie tante, piccole storie in cui mettevo il mio personaggio principale, l’uomo scimmia, nei panni di qualcuno. In questo caso, era toccato a quelli del supereroe, visto che nel 1989 era uscito BATMAN di Tim Burton. A differenza di tante altre interpretazioni dell’uomo scimmia, questa è uscita dalle mura di casa mia e ha vinto un premio. Così, quando si è trattato di iniziare da qualcosa, ho iniziato da lui.

Come trovi oggi il mondo del fumetto rispetto a quello di “ieri”? 

Pieno di autori e di belle cose da leggere, esattamente come ieri.

Secondo te esiste un tuo “erede”, fumettisticamente parlando? 

Ci sono autori che hanno ammesso di essere stati influenzati da RAT-MAN, quando erano bambini. Ma pure io sono stato a mia volta influenzato da altri, venuti prima di me. Tuttavia, né loro, né io possiamo essere definiti come eredi di qualcuno in particolare, perché tutti influenziamo tutti. Io sono influenzato anche dagli autori più giovani e recenti. E’ un calderone che ribolle , ma in cui alla fine ognuno di noi è unico.

Hai qualche preferenza ad oggi in quanto letture? Oppure leggi tutto ciò che ti incuriosisce, attira? 

Leggo tutto ciò che mi incuriosisce e non leggo comunque mai abbastanza. Più la storia è particolare o raccontata bene, meglio è, perché mi stanco abbastanza alla svelta, se capisco già dove va a parare la storia o se è raccontata in maniera noiosa.

Spesso molti aspiranti autori e artisti provano ad immedesimarsi nella speranza di carpire i segreti dietro i loro miti. Come si fa ad essere Leo Ortolani? 

Non puoi, semplicemente. E non te lo consiglio. Ma puoi essere il te stesso migliore di sempre, se lavori con pazienza e con passione. Mai seguire qualcuno. Se vuoi arrivare da qualche parte, precedilo.

Qual è il segreto dietro al successo del personaggio di Cinzia che, dopo poco essere entrata a far parte della serie di Rat-Man, è riuscita a consolidarsi uno spazio tutto suo guadagnando il consenso di tutti i lettori e della comunità LGBT?

Non credo ci sia un segreto. In parte è dovuto alla scrittura della storia, in parte all’empatia che ho sviluppato con questo mio personaggio, a cui ho dedicato una storia con lo stesso amore che avrei per mia figlia. E questo, forse, ha convinto i lettori. L’amore.

Durante questo 2020, con l’emergenza sanitaria, si è sentito più volte ripetere che certe attività come edicole, librerie e fumetterie, non siano fondamentali. Cosa ne pensi?

Credo che abbiamo già capito che sia una sciocchezza. L’uomo non vive di solo pane. Non si può far morire di fame l’anima.

Vogliamo provare a strapparti qualche informazione spoilerosa… ci dobbiamo aspettare qualcosa di nuovo firmato Leo Ortolani per il 2021?

Certamente. Una cosa l’abbiamo appena annunciata e si tratta di una mini serie western  in sei parti, intitolata MATANA. Oltre a questa e ad altri progetti, a fine anno dovrebbe uscire un terzo volume dedicato all’esplorazione spaziale, dedicato a Marte.

Ringraziandoti per il tempo dedicatoci e salutandoti, ti lasciamo con un’ultima domanda, o meglio, è più una richiesta per la serie “l’ultimo rimasto al Pub alle 04:00 del mattino”: c’è una frase, un motto, una citazione che ti ha colpito particolarmente? Se sì, quale?

Fare o non fare. Non c’è provare.

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