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Levius – Recensione

Levius manga

Levius è un seinen che rappresenta il giusto connubio tra fantascienza e azione, con un’intensità drammatica che trasporta il lettore all’interno della storia. Opera della mangaka giapponese, Haruhisa Nakata, pubblicata nel magazine Ikki (Gekkan Ikki), rivista mensile del genere seinen edita da Shogakukan. In Italia, è stato rilasciato da Star comics da dicembre 2016 a febbraio 2017, conclusosi in tre volumi. Ad oggi, continua a portare avanti la pubblicazione di Levius/est, sequel scritto e disegnato dalla stessa autrice, ancora in corso. 

Ci troviamo nella prima metà del XIX secolo, quando lo scoppio di un violento conflitto a Green Bridge, paese natio di Levius, segna in maniera indelebile la vita del ragazzo. La morte del padre, la madre costretta in un letto d’ospedale in stato comatoso. Un braccio protesico come promemoria di ciò che ha perso. Levius, al termine della guerra, si trasferisce nella capitale imperiale. Ospitato dallo zio Zackus, entra in contatto con la realtà della boxe meccanica, dove gli atleti si scontrano al fine di raggiungere fama e gloria. Grazie alla guida e agli insegnamenti dello zio, debutta come atleta scalando ogni grado, combattimento dopo combattimento. Levius però non è come gli altri combattenti, non è interessato alla fortuna o al raggiungimento della fama. Levius sale su quel ring, lottando per la propria sopravvivenza, per liberarsi dalla rabbia che ormai alberga nel suo cuore da quel fatidico giorno…

Un futuro ambientato nel passato 

Levius è un manga scritto all’occidentale con la lettura che prosegue da sinistra verso destra, e con una struttura delle tavole più simile al fumetto americano che alla tipologia del manga giapponese. É impossibile definire quest’opera statica, anzi riesce a trasmettere un continuo dinamismo tra spazi e tempi differenti. L’ambientazione è in grado di far oscillare il lettore tra l’America e l’Europa, grazie agli scenari statunitensi e alle grandi citazioni architettoniche italiane come Piazza San Pietro e il Colosseo, riportato alla sua funzione primordiale, come vera e propria arena per combattimenti.

La storia si svolge tra il XIX e il XX secolo. Il tratto del disegno si adatta perfettamente al tempo della storia e le tavole risultano quasi pittoriche, ricordando i dipinti parigini del ‘800. Anche la mappa raffigurante “il mondo di Levius”, posta nelle prime pagine del volume, avvalora la collocazione spaziale. Se ruotata, si può facilmente distinguere che la zona oceanica rappresentata, non è altro che l’Europa continentale. Una visione particolare del continente che vuole opporsi alla realtà. 

La storia è ambientata nel post guerra, in cui macchina e uomo convivono, dove il progresso tecnologico ha aiutato gli uomini a superare le proprie disabilità, ma allo stesso tempo ha creato una nuova ossessione verso il potere che questo può donare. Una tecnologia che può essere raggiunta solo tramite il denaro, affermando notevolmente la suddivisione in ceti sociali.

Questo rapporto uomo-macchina viene esasperato dalla boxe meccanica. Gli atleti, pur di raggiungere la gloria, sono disposti a qualunque cosa. Ma il prezzo per un corpo indistruttibile è la perdita della propria umanità. Il concetto della macchina che prevale sull’uomo compare nel corso dell’intera opera, fino a raggiungere il suo picco massimo con l’ultimo combattimento. Combattimento che va oltre l’incontro sportivo, diventando così il precursore di una nuova guerra. Uno scontro decisivo in cui si darà il tutto per tutto, anche rischiare la possibilità di salire nuovamente sul ring o, nel peggiore dei casi, la propria vita. Di questo, Levius è consapevole, ma ciò non lo ferma nel cercare di restituire la libertà al proprio avversario. 

“Nelle macchine non alberga alcuna anima, e nemmeno il talento”

Per quanto riguarda il nostro protagonista, Levius, ci viene presentato come un ragazzo che è stato costretto a crescere troppo in fretta. È un ragazzo introverso che difficilmente lascia trapelare i suoi sentimenti e diffida da ogni coinvolgimento sociale. All’inizio dell’opera sembra quasi apatico verso la vita stessa, nulla riesce a coinvolgerlo o a suscitare il suo interesse. Fa affidamento esclusivamente su sé stesso e stenta ad accettare qualsiasi conforto. Fino a quando non mette piede all’interno di un’arena. A mano a mano, ad ogni combattimento, Levius riesce a liberare ciò che prova dentro di sé.

Che sia rabbia, tristezza o senso di colpa, Levius sfrutta questi sentimenti, per concludere positivamente ogni suo incontro. La boxe per lui è questo, un mezzo per alleggerire il proprio animo e il percorso per raggiungere il suo sogno. Ogni avversario che Levius incontrerà sul ring, lo cambierà radicalmente, lasciandogli un insegnamento di vita e le proprie aspirazioni e sogni. È questo che porta il protagonista a mutare, a crescere nel corso dei tre volumi. Da un ragazzino, vittima della guerra, Levius diventa un uomo in grado di combattere per i suoi ideali. Un uomo in grado di opporsi al potere armato solo di valori e insegnamenti.

Levius è in grado di tirare il lettore dentro e fuori l’opera in maniera altalenante. Un attimo prima rapisce con gli scontri e con i sentimenti del protagonista e un attimo dopo riporta a vivere la storia come pura narrazione. Qui sta la capacità dell’autrice: far sì che il lettore sia convolto a pieno nelle parti più toccanti e drammatiche della storia e allo stesso tempo razionalizzare sugli avvenimenti con rilevanza più storica. Ogni combattimento risulta essere sempre più avvincente del precedente andando oltre lo scambio di colpi sul ring o il numero di round.

Ogni scontro sarà un viaggio emotivo anche per il lettore, tra dolori e sogni degli atleti. Combattenti come Malcom Eden che, se pur giunto alla fine della sua carriera da professionista, cerca in tutti i modi di rimanere nel mondo della boxe meccanica, modificandosi a tal punto da diventare un pericolo per sé stesso. O Hugo Stratos, atleta fuori dagli schemi al limite del consentito, che nasconde dietro il suo essere violento, una grande rispetto verso lo sport stesso. Ciascuna storia coinvolge a modo suo e il lettore si troveraà a crescere e a combattere insieme a Levius, se non nei suoi panni. Nulla può fermare chi legge dal salire su quel ring. Niente potrà fermare Levius dal salire sul ring, neanche l’avversario più ostico. Levius non si fermerà fino a quando il suo sogno ricorrente non sarà reale. Fino a quando non vedrà sua madre seduta sugli spalti dell’arena, ad assistere alla vittoria del suo ultimo combattimento. Levius, un ragazzino segnato dalla guerra. Un uomo che punta all’apice della vetta. Un uomo che è pronto a stravolgere le leggi impartite dal destino pur di raggiungere la libertà tanto auspicata. 

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By Alessia Mariotti

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