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Lilly e il Vagabondo – Recensione

Lilly e il Vagabondo

Natascia Luchetti, giovane autrice marchigiana già conosciuta per i suoi horror gotici “Dracula – Love never dies” e “Van Helsing – Blood never lies”, intraprende una nuova strada esplorando un nuovo genere. Edito da Delrai Edizioni, Lilly e il Vagabondo è un retelling della famosa favola disneyana. Un romance attuale, sì romantico ma con una visione intensa e tormentata della nostra realtà.

Lilian Dawson è nata e cresciuta a Townsend, una cittadina del Tennessee, ai piedi delle Smoky Mountains. Assieme a sua madre Barbara gestisce il Second Hand, un negozio di abiti di seconda mano. È abituata a vedere sempre la solita gente muoversi nella cornice invariata di un paese che non accetta di cambiare. Vivere sullo stesso binario da una parte le dà sicurezza, ma dall’altra la porta a pensare che il mondo ha molto di più da offrire, oltre i confini mai esplorati del luogo in cui si trova. È curiosa, ma non troppo da spingersi al distacco.

È Mitja Zacharčenko a portare il mondo di fuori a Townsend. Ex illusionista ucraino, reduce da una vita intera di viaggi ed esibizioni in lungo e in largo negli Stati Uniti, è tornato in Tennessee per chiudere un capitolo difficile del suo passato e ricominciare una nuova vita. Compito arduo, visto che la gente di Townsend non è pronta ad accettare la presenza di una persona diversa, con uno stile di vita impensabile. Al contrario degli altri, però, Lilian si avvicina a lui, attratta dall’alone di mistero e magia che lo avvolge. Non si lascia spaventare dalle cicatrici che Mitja porta sul cuore né dal giudizio con cui la comunità tenta di schiacciare entrambi e separarli.

“…già prima dei vent’anni avevo imparato a sostenere gli sguardi storti e ricambiarli con un sorriso…”

I pregiudizi sono credenze che si formulano nei confronti delle persone, spesso senza rendersene conto. Si giudica qualcuno sulla base di criteri infondati, inesatti o semplicemente sulla base di impressioni. Questo comporta uno sbarramento e una reclusione nei rapporti e la mancata possibilità di approfondire la conoscenza. Gli atteggiamenti derivanti dai pregiudizi spesso sono a sfavore del soggetto interessato e possono recargli danni non solo psicologici, ma anche con ripercussioni nella vita della “vittima”.

Lilian e Mitja sono persone molto diverse, arrivano da due mondi molto distanti tra loro. Lilian, però, a differenza di molti va oltre le apparenze e i possibili pregiudizi. Vive da sempre a Townsend, piccola cittadina del Tennesee ai piedi delle Smoky Mountains e, come in tutti i piccoli centri, tutti si conoscono e ogni mossa è sotto i riflettori delle persone. Mitja, al contrario, è un vagabondo, dall’aspetto un po’ “randagio” come lo definisce Lilly, il suo stile di vita nomade lo ha portato a viaggiare sempre molto e a non fermarsi mai troppo a lungo in un posto. Nonostante le diversità entrambi celano una parte oscura del loro passato. Sarà anche questa loro parte ombrosa che legherà il loro rapporto ancora più profondamente.

Nonostante gli sforzi da parte di Mitjia per farsi accettare, la piccola comunità di Townsend è piena di pregiudizi, rancori, sciovinismo e maleducazione celata da perbenismo. Le uniche persone ad andare oltre le apparenze, ad ascoltarlo sono Lilly, sua madre Barbara e Sara, loro amica nonché proprietaria della pensione presso cui alloggia insieme al figlio. Tra queste donne, già amiche di lunga data, e i due nuovi arrivati si instaura fin da subito un rapporto di fiducia e pian piano anche di amicizia. Nel caso di Lilian, qualcosa di più. Saranno pochissime le altre persone della comunità a non mal giudicare il forestiero.

“Attingere dai ricordi signfica riaprire una ferita che non ho mai provato a far guarire”

I giudizi, tendenzialmente basati su degli stereotipi, distorcono la percezione che si ha dell’altro e questo romanzo ne è un grande esempio. Le persone “spettegolano” e creano male informazione fin che il loro pensiero venga divulgato confermando le loro aspettative stereotipiche. Influenzano in negativo coloro che circondano la vita di Lilly e di Mitja cercando in tutti i modi di accusarlo anche di azioni non commesse da lui.  Si affannano in una “campagna” fatta di sussurri e voci, affinché ogni abitante veda questo straniero come un pericolo da allontanare, sfociando quindi anche nell’emarginazione sociale.

Attraverso il rapporto che si instaura tra i due protagonisti man mano che scorrono le pagine, il lettore viene a conoscenza di fatti terribili del loro passato. Lilian confessa di aver subito violenza fisica e coercizione, di essere stata vittima di bullismo. Mentre Mitja, dal canto suo, nasconde un grande segreto che gli impedisce di lasciarsi totalmente andare, ma sarà proprio grazie a Lilly che riuscirà a elaborare il suo passato e a guardare avanti, ad un ipotetico futuro.

Oltre a questa visione disdicevole di questa società, molto vera e attuale, Natascia intesse dei rapporti e dei sentimenti intensi. Come ad esempio il legame tra padre e figlio, struggente e forte che a volte necessita di grandi sacrifici. La forza interiore che, nonostante gli ostacoli e le difficoltà, viene fuori e fa affrontare ai protagonisti ogni difficoltà a testa alta.

“Hai alzato le mani contro di lei” … “Lei è la mia ragazza, è mia, problemi?”

Lo stile di Natascia è semplice ma dettagliato. Il suo modo di scrivere è immediato ed evocativo, sarà difficile non identificarsi nei personaggi perché sono persone che possiamo incontrare nella vita di tutti i giorni. Spesso nei romance si leggono storie accattivanti, che fanno sognare, ma molto utopici. Un po’ come le favole disneyane dove l’happy ending è dietro l’angolo. L’autrice, invece, in Lilly e il Vagabondo esce un po’ dai classici canoni e schemi, riproponendo una storia cruda e passionale allo stesso modo, con un finale dolce/amaro. Un romanzo quasi brutale ma passionale.

Le vicende vengono narrate in prima persona presente, dai due punti di vista di Lilian e Mitja. Una scelta convincente, soprattutto perché il lettore in questo caso riesce ad immedesimarsi totalmente nei loro pensieri, riuscendo a vivere ancora di più i loro sentimenti e le loro difficoltà. Sarà difficile staccarsi dalle pagine del libro perché gli eventi che li coinvolgeranno saranno molti ed accresceranno la voglia di conoscere il loro destino.

Lilly e il Vagabondo è l’ultima “fatica” di Natascia Luchetti pubblicata da Delrai Edizioni, un libro che tra le sue righe fa respirare un devastante realismo. Questo è confermato anche dalla stessa Natascia nella parte dedicata ai ringraziamenti, in cui si rivolge ai bulli che l’hanno insultata. Non è una semplice storia d’amore con i classici ostacoli. Ma è anche l’accettazione della perdita, la gioia di essere padre e di come l’amore, nelle sue mille sfaccettature, possa portare il cambiamento dentro di sé. Molti temi forti ed attuali vengono trattati in modo profondo. Il potere di chi ha un ruolo centrale nella società schiaccerà sempre chi è al di sotto di certe possibilità, la verità in questo caso viene surclassata dal potere. Un romanzo che fa gioire e soffrire allo stesso tempo, è ricco di pathos ed ha una forte caratura psicologica. Sarà difficile non immedesimarsi in questa piccola realtà.  

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By Maria V.

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