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LIVING-ROOM MATSUNAGA-SAN – Recensione

Ogni tanto è giusto mettere da parte le letture drammatiche per dare spazio a qualcosa di più soft. Sono sicuro che ogni amante del romanticismo apprezzerà questa storia capace di evolversi intorno a un senso plurilaterale dell’amore reciproco. LIVING-ROOM MATSUNAGA-SAN è uno shojo/romance della sensei Keiko Iwashita edito ovviamente da Star Comics. Una lettura frizzante e irresistibile, una storia d’amore che, per personaggi, ambientazioni e risvolti si allontana totalmente dai classici canoni delle commedie scolastiche. Almeno queste sono le premesse fatte dall’editore. Dunque, scopriamo se le stesse sono state mantenute.

A causa di particolari circostanze familiari, la liceale Miko si trasferisce presso la pensione dello zio. Il primo giorno non inizia nel migliore dei modi: lungo la via verso la nuova casa s’imbatte in un tizio dall’apparenza poco raccomandabile che comincia a seguirla! Ma era tutto un malinteso: il “tizio” in questione non era un malintenzionato, e non la stava seguendo; semplicemente stava tornando a casa – la stessa di Miko, in quanto Matsunaga – questo il suo nome – è un giovane designer che vive proprio nella pensione dello zio, assieme a una schiera di altri inquilini piuttosto… insoliti. Come si evolverà la nuova vita di Miko lontano dai genitori, a contatto con adulti stravaganti e bizzarri? Riuscirà ad adattarsi a nuovi ritmi e nuovi impegni? E soprattutto… che rapporto finirà con l’instaurare col brusco ma premuroso Matsunaga-san?

Una miscela eccellente di romanticismo.

Come ben saprete, l’elemento dominante degli shojo è quello psicologico-amoroso che spessissimo lo troviamo in contesti scolastici o fantastici. Ma con LIVING-ROOM MATSUNAGA-SAN, la storia cambia decisamente. Partendo dal presupposto che vi troverete davanti ad un racconto dove l’innamoramento sarà così naturale che vi farà sciogliere, per forza di cose, il cuore. Ma la vera particolarità dell’opera – firmata da Keiko Iwashita – sta proprio nella questione anagrafica. Ebbene sì, questo è uno shojo molto diverso dai soliti. Potrebbe essere effettivamente il vostro primo shojo con personaggi più che maggiorenni e adatto ad un pubblico leggermente più adulto rispetto ad altri titoli, anche i più famosi, del genere stesso.

In effetti, l’opera, è serializzata su Dessert in Giappone, una rivista con più lettori (che sta virando fortemente anche verso i Josei) destinata anche a quelli leggermente più cresciuti. Attenzione, non travisate le mie parole. Questo non significa che LIVING-ROOM MATSUNAGA-SAN sia privo degli ornamenti shojo caratteristici, ma significa che la storia è un po’ meno “shojosa” (lasciatemi passare il termine) di molti altri shojo, perché la maldestra e smarrita Miko, alla fine, cerca solo di trovare la sua strada in un mondo che è molto più adulto di quello a cui è abituata.

Ad incentivare il senso di “opera diversa, più matura”, c’è il tema della pensione. Del resto si sa: “i coinquilini, se non ci fossero bisognerebbe inventarli”. E come nel caso degli universitari fuori sede, anche i giovani lavoratori si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto e nello stesso modo di chi studia fuori il proprio territorio di appartenenza, questa, è un’opportunità per gli stessi di mettersi in gioco con la vita e di essere costretti, per forze maggiori, ad avvicinarsi a persone nuove, a cavarsela da soli e senza l’aiuto dei genitori.

Miko dovrà navigare nella sua nuova vita.

Del resto una tappa obbligatoria per tutti prima o poi, è proprio quella di crescere e ad un certo punto cavarsela da soli, spiegare le ali e volare via dal nido. Far esperienza di vita anche da single, provare a vivere “la solitudine” senza la presenza fisica dei nostri affetti, è un’ ottima opportunità di crescita. Nella società attuale i giovani raramente si trovano a vivere da soli, ma passano dalla casa dei genitori alla vita di coppia. In particolare in Giappone le donne raramente sperimentano quell’esperienza di vivere lontano dai propri cari e di doversela cavare da sole in ogni circostanza, il prendersi cura di sé, e diventare realmente autonome ed indipendenti. Ma Miko è molto diversa, e determinata!

Miko è carina, educata e gentile. Matsunaga, invece, è sfacciato, rumoroso, ma nella stessa maniera, gentile. Infatti, quello che funziona davvero in quest’opera sono le dinamiche tra i due. Dall’inizio alla fine, i due creeranno sviluppi con un mix esaltante, un “comodo/scomodo”, dolce e salato molto divertente. Per esempio, Miko non è del tutto sicura dell’idea che si è fatta di Matsunaga in generale o del resto dei coinquilini nonostante si impegni nel “studiare” un po’ tutti.

“Se cresco diventerò grande. Se diventerò grande sarò autonomo. Se sarò autonomo me la saprò cavare. Se me la saprò cavare sarò felice.”

Miko ha un’idea un po’ più infantile di cosa sia un “adulto” che per lei si traduce in “essere umano più vecchio già realizzato”, senza pensare che alla fine le persone sono semplicemente persone e che gli adulti hanno altrettante preoccupazioni tanto quanto lei, o i giovani in generale. Agli occhi di Miko la prospettiva errata di cosa vuol dire essere adulti, paradossalmente, la farà sentire più a suo agio nei rapporti interpersonali, non solo con Matsunaga, in quanto prenderà le “misure” regolandosi (o provandoci) nei suoi comportamenti. Questo “clima” che creano i nostri due personaggi, porterà gli stessi a fare cose sconsiderate, divertenti e irriverenti.

Non faccio che pensare alle nostre spalle che si toccano…

L’arte di Keiko Iwashita è meravigliosa. I suoi disegni, a primo acchito, possono sembrare semplici ma in realtà, se vi soffermerete con attenzione, troverete un bel po’ di delizia per gli occhi. La sensei è mostruosamente brava nel linguaggio del corpo e nelle espressioni facciali. Matsunaga viene rappresentato sempre un po’ in conflitto con sé stesso con un pizzico di diversità. In base a questo, la mangaka, fa intuire al lettore cosa sta pensando il personaggio, il suo stato d’animo. C’è anche una chiara differenza nei corpi dei personaggi in base alla loro età (età che potrete intuire facilmente). Questo rende l’impatto artistico bellissimo e variegato. Ryo è più giovane di Matsunaga, Miko è più giovane di Asako e queste differenze non le noterete solo per quello che diranno o le scelte nella storia che prenderanno, ma anche nei comportamenti fisici e nelle loto azioni motorie.

L’edizione fisica proposta da Star Comics, in questo primo volume, presenterà una sovraccoperta che nasconderà – rullo di tamburi – un bel gattino in tutte le sue evoluzioni, e come prima tiratura due magnifiche cartoline; la prima dedicata solo a Miko e Matsunaga, l’altra a tutto il resto della combriccola.

LIVING-ROOM MATSUNAGA-SAN colpisce tutte le note giuste, dando ai suoi personaggi il tempo di pensare e reagire senza trascinare forzatamente la trama. Questo è anche un modo elegante per regalare al lettore un’esperienza molto piacevole e interessante. Pagina dopo pagina, avrete modo di crescere con la storia e creare empatia con i vari personaggi. Vi sarà possibile distinguerli chiaramente in base a ciò che diranno e faranno, grazie anche all’arte (bellissima), che vi permetterà di concepirli ancora meglio nella loro caratterizzazione. Come nella vita vera, ci vorrà tempo per costruire la relazione tra Miko e Matsunaga, ma ne sarete ripagati totalmente. Una storie d’amore e simpatia, moderna e vista dal lato più intelligente.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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