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L’otaku nel 10.000 a.C. – Recensione

Un viaggio nel tempo, un’infinità di oppai, latte in quantità e un otaku disposto a fare assolutamente di tutto! Questa è la trilogia de L’otaku nel 10.000 a.C. di Nagashima Chusuke edito da Magic Press Edizioni per la sua collana Black Magic.

Ota è un otaku appassionato di anime, sfortunatissimo in amore e con un grande sogno nel cassetto: riuscire ad avere un rapporto sessuale il prima possibile. Ma qualcosa di estremamente inaspettato colpisce il nostro personaggio. Lo stesso si ritroverà in maniera inizialmente inspiegabile, per colpa di uno strano viaggio nel tempo, nel passato… e sarà totalmente circondato da splendide donne delle caverne formosissime e che hanno una grande voglia di “scoprire” sensazioni nuove. Ma cosa potrà fare il povero Ota? Beh, gli toccherà insegnare loro tutto, ma proprio tutto, riguardo al sesso!

Citando il famoso docente universitario Angelo Giuseppe de Micheli, il Medioevo nasce sulla spinta di una libera sessualità che trova sfogo, in un certo senso, in modo segreto un po’ per colpa anche della chiesa. Ma del resto come dice un proverbio: “In principio era il verbo. No, in principio era il sesso”. l’intramontabile e l’inesorabile sesso.  

Tant’è vero che la sessualità affonda le proprie radici perfino nel racconto di Adamo ed Eva, entrambi cacciati dal giardino dell’Eden dopo il fatidico morso al frutto proibito da parte di Eva. D’allora, agli occhi della chiesa, uomini e donne verranno paragonati alla stregua di bestie incapaci di dominare i propri appetiti sessuali. Non è effettivamente tanto difficile immaginare che gli istinti sessuali fossero già presenti nell’era preistorica. Esistiti, ma non sviluppati. Ed Ota è la rappresentazione di un appetito sessuale senza freni pronto ad ingranare il grande meccanismo della consapevolezza e della scoperta della sessualità nel senso lato più profondamente fisico, regalando stimoli e tanta “felicità”.

Non è solo un semplice Hentai, ma un Harem Hentai.

Ma andando al sodo, L’otaku nel 10.000 a.C è letteralmente un Harem Hentai con al suo interno l’evoluzione del sesso in ogni suo svolgimento e sviluppo graduale. Infatti Ota, catapultato nel passato si ritroverà, convinto che stia per morire vergine, ad avere il suo primo “zum zum” con una bellissima e formosissima cavernicola di nome Marida, che poi scoprire essere figlia di una Capo Tribù dai poteri molto mistici.

Quasi romantico no? Beh c’è solo un problema! Le nostre amabile cavernicole conoscono solo una posizione del kamasutra. Da qui, senza svelarvi troppo per non rovinarvi la sorpresa, potete benissimo intuire la felicità di Ota nel compiere questa missione, ovviamente d’istruzione e ritrovarsi conteso dalle formose cavernicole.

Nagashima Chusuke in L’otaku nel 10.000 a.C aggiunge l’elemento da evoluzione sessuale che rispecchia momenti storici dove effettivamente, in alcune parti del mondo, non c’era cosi tanta “fantasia” nel modus operandi dell’atto in sé per sé.

Basti pensare che per un secolo almeno la selezione naturale – dunque il criterio della sopravvivenza – ha svolto un ruolo pressoché esclusivo nella teoria dell’evoluzione e solo verso la fine degli anni ‘70 del Novecento riprende l’interesse per la selezione sessuale. In breve; se prima si faceva sesso solo per procreare, adesso si fa anche e solo ed esclusivamente per il proprio piacere e nel più svariato dei modi. Infatti la stessa Marida, rimasta felicemente colpita dal modo rivoluzionario del nostro otaku, deciderà di portare Ota nel suo villaggio così da poter condividere con il suo popolo la possibilità di ricevere un certo tipo di trattamento.

Latte, tanto latte.

E senza girarci tanto attorno, la biologia ha fatto la parte del leone in quest’opera perché effettivamente Ota stesso sarà il pilota di svolte molto importanti rispetto ai paradigmi consolidati in quell’epoca ancora molto grezzi e ancora da scoprire. A questo, il mangaka, aggiunge il tocco di fantascientifico che si intreccerà alla storia in maniera coerente per il genere.

L’arte in L’otaku nel 10.000 a.C, è meravigliosa. Sotto ammissione dello stesso mangaka, le cavernicole sono rappresentate prendendo spunto da b-movie erotici. Insomma il meglio di quello che in genere potrebbe essere la prospettiva di una donna vichinga, alta, dai fianchi stretti e dal seno mastodontico. I disegni puliti e la dinamicità, anche per quanto concerne i momenti più hot, sono chiari e mai confusi. Vi sarà palese che c’è un certo tipo di studio artistico veramente di ottimo livello.

In conclusione, L’otaku nel 10.000 a.C è un Hentai che rispecchia i canoni del genere nel suo miglior periodo. La trama seppure affine alla categoria rimane costante e non viene mai oscurata dalle scene vietate ai minori. Il ritmo scandito si esalta anche dai momenti irriverenti offerti dal personaggio principale. Una lettura piacevole, insolente e divertente. Giusto sottolineare che, Magic Press porterà in Italia per febbraio 2021 il primo volume di una nuova trilogia firmata sempre da Chousuke Nagashima e intitolata L’otaku nel 2200, qui la notizia.

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