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Luxastra 1,2 – Recensione

Signori e Signore, benvenuti a Luxastra. Ascoltate, guardate, respirate le vicende di sei avventurieri alla ricerca di fama, riscatto, salvezza, vendetta.

Luxastra 1 – Argento e Indaco e Luxastra 2: Legami – Rendar, editi da Tatai Lab è un’opera spin-off basata sulla campagna RPG di Pathfinder e DnD 5e gestita e pubblicata dai membri del canale InnTale su Youtube.

Sin dal principio, il primo volume, Argento e Indaco, ha riscosso un enorme successo a Lucca ed è andato esaurito già il sabato mattina, della settimana della famosa fiera evento.

“Dietro a ogni gruppo di eroi… c’è un intero mondo popolato da persone comuni! E, ogni tanto, capita che le loro strade si intreccino. Tamara e Adain, due giovani in forze presso le guardie della città di Fatumastra, si uniscono ai più famosi avventurieri Dalia, Galgith, Hann, Letho, Rendar e Shiran contro gli spaventosi esseri detti Elfi delle Macerie.”

Nel primo volume, troviamo Francesco Vacca che ha scritto la sceneggiatura assieme e in collaborazione – per il soggetto – con Mattia Ceniti, ovvero Matt. Gli autori ci presentano, aldilà dell’ormai iconico gruppo che tutti conosciamo, 2 nuovi personaggi: Tamara e Adain. Nonché due guardie cittadine e sottoposti dello sceriffo e del vice. Tra i due, sin dalle prime battute, si percepisce chiaramente una simpatia particolare fatta di battute, sguardi e una sorta di routine scanzonata anche questa fatta da ritardi e “te l’avevo detto”. Senza fare nessun tipo di spoiler, scoprirete alcune rivelazioni di eventi paralleli legati ai primi 3 episodi della serie su You Tube (anche se è consigliato arrivare al settimo episodio per avere un quadro molto più completo).

La sceneggiatura tirata su da Vacca in collaborazione con Ceniti è incantevole. Bella la semplicità della scrittura che si lega benissimo al contesto di base fortemente caratterizzato dalla presenza di due filoni stilistici chiamati; Heroic Fantasy e Quest. E qui si nota lo zampino di Matt a cui vanno gli oneri e uno chapeau per aver creato un mondo coerente e capace di modularsi ed adattarsi con grandi personaggi e forti motivazioni che spingono i nostri beniamini ad affrontare la qualsiasi.

Da questo connubio (con Francesco Vacca) nasce Luxastra 1 – Argento e Indaco che offre la possibilità non solo di avere maggiori “tasselli” da poter inserire nel “puzzle” del mistero che avvolge Luxastra, ma riesce – soprattutto – a proiettare il lettore verso il potersi porre alcune domande dove magari, per chi ha seguito o segue la serie tuttora, si siano date per scontate le risposte… beh scoprirete, leggendo questo primo volume, che non è proprio così. Certamente ci troviamo di fronte ad un racconto scritto bene e capace di insinuare il dubbio, far divertire e incantare.

I disegni, affidati a Giulia Zucca, sono un plus positivo che si aggiunge all’opera in questione. Lo stile realista, ma mixato a cartoon con influenze tipiche dell’euro-manga, calzano a pennello. Le line morbide e i tratti sinuosi addolciscono anche i momenti più adrenalinilici. Questo può far pensare a qualcosa che sminuisce i momenti di tensione e invece no. Essi ottengono proprio l’effetto opposto e rendono chiari, limpidi e molto dinamici anche le tavole più “dark” o quelle dove troverete più d’azione. Le colorazioni, a cura di Marta Tedeschini e Martina Mastroieni, sono sublimi!

L’obbiettivo del secondo volume di Luxastra che si intitola Legami, dedicata a uno dei personaggi che personalmente adoro, vi guiderà verso e attraverso il passato di Rendar. Ma non solo. Infatti anche in questo secondo volume troverete il secondo episodio dello spin-off “Argento e Indaco”, iniziato nel primo. Anche qui, la sceneggiatura proposta Francesco Vacca è sempre molto piacevole.

In Legami – Rendar, troviamo non solo la formidabile Giulia Zucca ma anche le matite di Mario del Pennino. Un nome, una garanzia! C’è veramente poco da aggiungere in quanto l’impatto grafico e artistico è strepitoso. Ai colori questa volta, Valeria De Sanctis con un utilizzo di una paletta colori magnifica e adatta per ogni tavola.

L’edizione fisica, inviatoci in redazione dalla Tatai Lab è eccelsa. Infatti possiamo dirvi con assoluta onestà e trasparenza che il prezzo non rispecchia la qualità che è molto superiore. Trattasi di un cartonato enorme, 21×29.7 centimetri. Questo colosso dà alle tavole un immenso modo per esprimersi in tutto il loro splendore. Ottima la qualità della carta.

Giusto sottolineare ovviamente tutto il team InnTale: Simone Rosini, Mattia Ceniti, Gianandrea Muià, Sara Stefanizzi, Giulia Bersani, Tommaso Amitrano e Andrea Guagnini.

In conclusione, Luxastra 1 – Argento e Indaco e Luxastra 2: Legami – Rendar, è un opera meravigliosa dove il piacere di leggere si abbina benissimo a quello di guardare la campagna su Youtube. Un connubio perfetto, tra amore per fantasy e amore per i fumetti.

Pensavate sia finita vero? Ebbene no! Quello che distingue noi di Playhero.it tra il vasto mondo a tema nel web è proprio il modo in cui ci approcciamo a recensire un’opera che scinde dal gusto personale. Ma dopo aver dato un parere oggettivo all’opera di Luxastra tutta, ci tenevo personalmente a ringraziare prima di tutto la Tatai Lab aldilà della nostra collaborazione.

Grazie perché chi come me, appassionato dell’universo fumettistico, occidentale e orientale, è riuscita a portare a noi lettori italiani qualcosa che lega un’altro mio amore personale, nonché il gioco di ruolo. A questo, nello specifico si lega – per forza di cose – il Progetto creato dai ragazzi di InnTale a cui, ovviamente vanno gli altrettanti ringraziamenti per quello che hanno creato e per farci sognare vivendo quasi in prima persona le vicende di Fatumastra.

Questo, non è solo il mio commento personale ma anche un consiglio. Siete appassionati di D&D o del Fantasy in generale? andate sul Canale InnTale sparatevi le playlist di Luxastra. E’ un favore che fate a voi stessi.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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