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ATMOSPHERE OF TERROR! – Recensione

Nella miriade di opere indipendenti, una piacevole scoperta è sicuramente Atmosphere of Terror! di Marco Fontanili, un fumetto totalmente basato sull’immagine, senza testi e senza “rumori”. Qui, la mano dell’autore è capace di lasciar intravedere temi profondi e importanti, che a prima vista non si scoverebbero. 

E’ difficile incastrare in un ruolo preciso i (pochissimi) personaggi di Atmosphere of Terror!. Si tratta, infatti, di un’opera costituita interamente sull’ambiguità e declinata in maniera tale da suscitare nel lettore una sottile e persistente sensazione di inquietudine. I protagonisti e gli antagonisti vengono fatti coincidere, in un tutti contro tutti che rivela temi forti e sempre attuali.

L’alterità che fa paura

Ci si trova davanti all’analisi grafica della concezione dell’altro e della paura dello stesso. Al lettore non verrà difficile il paragone con le attuali rivolte sociali per la rivendicazione dei diritti fondamentali, quali il Black Lives Matter o la stessa comunità LGBTQI+. Connaturata a quest’ansia del diverso, si trova facilmente la degenerazione della stessa, trasformata in odio e in furia cieca. Fontanili riesce ad esprimere agilmente, in quattro o cinque tavole, il ribaltamento di ruoli tra vittima e carnefice, spaccando il paradigma classico dell’alieno invasore e rendendolo così umano da provocare un brivido sottopelle. 

Colori: pochi e azzeccati

Altro grande merito di Atmosphere of Terror! sono i colori: si tratta di un intero albo costituito da contrasti forti tra nero e bianco. Non esiste una via di mezzo, non c’è scala di grigi. Esiste solo un momento in cui il nero è forte o debole. Le lineart delle figure sono nette, adatte a limitare il confine tra il personaggio e il resto, e l’altro. 

Rovesciamento dei ruoli

Le ambientazioni dell’opera sono distorte ma comprensibili, nonché classiche, se si tratta di horror fantascientifico: navicelle spaziali e campagne (con annesse mucche “rapite”) creano quel contesto “stabile” e tanto caro agli appassionati. Anche le armi che vengono rappresentate, si rifanno all’immaginario classico dell’invasione aliena. Delle chicche, però, umanizzano i personaggi alieni, e rendono alieni i personaggi umani.

È questa capacità di rimescolare le carte in tavola di Fontanili che rende questo volume una piccola perla. Per concludere, si consideri un velato elenco di must la carrellata di citazioni espresse a fine volume, sicuramente apprezzate dal pubblico di accaniti sostenitori del genere, e un ottimo punto di partenza per coloro che si trovano a doverlo conoscere.

Un’ opera come Atmosphere of Terror! può essere un buon punto di svolta per i canoni triti e ritriti di un genere estremamente vasto. La trattazione dei temi è puntuale ma velata. I disegni sono innovativi nello stile, monocromatici e riprendono canoni generali cari agli appassionati. Insomma, Marco Fontanili sorprende con una brillante analisi sociale, senza testi, che mette i brividi.

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