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Mars New Edition vol. 1 – Recensione

Mars volume 1

Mars, il nome di un pianeta, il nome del dio della guerra, il nome di una delle opere manga che ha segnato una generazione. Edizioni Star Comics pubblica MARS NEW EDITION, nuova edizione dell’opera più nota di Fuyumi Sōryo, arrivata per la prima volta in Italia nel 1999.

Il primo volume è già disponibile dal 21 aprile. Le successive uscite avranno cadenza mensile e la serie si completerà con 8 volumetti. L’edizione è completamente rinnovata: volumi eleganti con sovraccoperta e testi riveduti e corretti, con lettura alla giapponese.

Mars, fin dalla sua prima uscita, segnò significativamente il mercato manga italiano. Il suo ritorno è una gioia non solo per chi ha già conosciuto questa serie, e ormai consumato i vecchi volumi, ma anche per i nuovi lettori, che potranno conoscere il capolavoro di Fuyumi Sōryo, in un’edizione che ne celebra il contenuto.

Un quadro, Mars. Quest’opera prende il via da un incontro casuale tra una ragazza e un ragazzo. Kira Aso, chiusa e riservata, attenta solo alla sua grande passione: l’arte. Rei Kashino, appariscente e affascinante con un carattere imperscrutabile e il sogno di diventare un campione di moto. I due si ritrovano ad essere compagni di classe e vicini di banco. Iniziano a relazionarsi tra loro, studiandosi un po’ alla volta con soggezione. Finirà per nascere un sentimento, sconosciuto a entrambi, che cercheranno di scoprire insieme, incontrando non pochi ostacoli al loro avvicinamento. Anche le vite delle persone che li circondano, infatti, verranno travolte da questa relazione inaspettata e faranno fatica ad accettarla. Kira dovrà affrontare continui abusi, Rei vedrà in ogni accadimento l’ombra cupa della morte. Nello sfondo l’ambiente scolastico, luogo di crescita e passioni, ma anche luogo oscuro di pressioni e angosce.

MARS NEW EDITION una nuova veste per un’opera che non ha bisogno di presentazioni. La serie più nota di una delle più grandi mangaka della storia.

Uscì per la prima volta in Italia grazie a Edizioni Star Comics nella collana Amici, storicamente dedicata a titoli shōjo. In Giappone fu pubblicato tra il 1996 e il 2000 nella rivista Bessatsu Friend, rivista della Kodansha con target shōjo. Come altre opere pubblicate dalla medesima rivista, però, Mars non è lo shōjo che tutti ci aspettiamo. Non a caso quest’opera fu significativa per numerosi lettori, non solo per l’abilità e l’intensità con cui i temi e i personaggi venivano presentati, ma in particolare per la sorpresa di trovare un’opera cosi intensa e di successo, in quel target che si era sempre pensato essere solo per “ragazzine”. Per la prima volta in Italia, grazie alla sensei Sōryo, capimmo che non tutti gli shōjo sono solo amore e fiorellini.

“Che strano. L’ho sempre trovato terribilmente irritante… eppure le sue parole così dirette mi hanno toccato il cuore”

La vicenda prende il via da un incontro casuale tra due ragazzi, il classico incipit di una commedia romantica adolescenziale. Kira, timida e indifesa, Rei, appariscente e scapestrato.

Due ragazzi apparentemente opposti, che invece si riveleranno essere più simili di quanto loro stessi potevano pensare. È il loro rapporto il vero grande protagonista di Mars, Kira e Rei, come due giovani Romeo e Giulietta moderni. Mentre il mondo intorno a loro viene travolto da una tempesta, i loro sentimenti crescono, incontrandosi e allontanandosi, una moto e un ritratto, un abbraccio un bacio. La sensei Sōryo crea due persone terribilmente reali con sentimenti vividi, che si ripercuotono sul lettore anche nei semplici momenti di vita scolastica. Entrambi non capiscono cosa stia succedendo nel loro cuore, Kira non ha nessuna esperienza e Rei ne ha troppa. Piccole scene romantiche si stagliano sulle cupe vicende di sfondo, come un elastico rosa rubato alla treccia di una ragazza.

Non è nessuno di loro, però, ad aprire questo volume… o almeno non proprio. Vediamo un ragazzo, un dio della guerra, un dipinto. È l’arte a parlare, facendoci già capire che in quest’opera non saranno solo le parole a guidarci, ma anche le passioni e le paure dei protagonisti. Ed è proprio mentre Kira sta disegnando, che avviene l’incontro casuale che cambierà la vita di tutti.

“Io vedo del colore in te.” “Che tipo di colore?” “Uno brillante… intenso… e vivo… e anche…” “E anche?” “Un colore triste”

Gli eventi però cambiano presto toni: da un incontro nel parco tra due adolescenti, passiamo a un’intensa conversazione tra un pilota che ha rischiato la vita e un ragazzo che desidera sfidare la morte. Iniziamo a conoscere Rei e la sua grande passione che diventerà un’altra dei protagonisti della serie Mars: il mondo delle moto. Negli anni in cui usciva Mars, Max Biaggi vinceva il titolo in 250, e le moto giapponesi regnavano nella classe 500. Tuttavia, la prima moto che incontriamo, è la meravigliosa Ducati Monster che Akitaka dona a Rei. È con questo grande pezzo d’Italia, che accompagneremo il sogno di Rei di diventare campione delle moto 500.

“Ho pensato che pur di provare quella sensazione, sarei stata anche disposta a morire”

Come il rischio costante, che contraddistingue ogni gara di alta velocità, così il desiderio di sfidare la morte e di mettere a rischio la propria vita per una passione incontrollabile, ricorrono costantemente nei discorsi dei personaggi di Mars. Queste riflessioni crude ci vengono gettate in faccia senza mezzi termini. Non c’è il giudizio dell’autrice a mediare l’interpretazione del lettore. Non c’è l’intenzione di giudizio. E questo alone di precarietà aleggia per tutto il volume, dove anche semplici triangoli amorosi diventano delle sfide di sangue.

“È la tua stessa esistenza a darmi fastidio”

Come in molti manga torna il tema del bullismo scolastico, nota piaga che colpisce le scuole giapponesi (e non solo). L’oggetto delle sevizie è Kira, una ragazza che non si fa notare, ma per questo viene notata, che diventa non per sua volontà oggetto delle attenzioni di un ragazzo popolare. Questo, a chi è insoddisfatto di sé stesso, non piace: come sempre l’origine del bullismo nasce dalla frustrazione e dalla stupidità dell’aguzzino.

Ma già in questo primo volume, quello del bullismo non è il solo tema che viene introdotto. Abuso e molestie, pressione sociale e malattie mentali, depressione e suicidio, passati travagliati e perdite. Mars è un concentrato di personaggi con vite e psicologie complesse, che si intrecciano con le vite dei protagonisti. Ultima freccia al cuore è il cliffhanger con cui ci lascia questo primo volume. Grazie alla nuova edizione, che raccoglie i primi due volumi originali, iniziamo già a venire a conoscenza dell’oscuro passato che si cela dietro la maschera di entrambi i ragazzi. In particolare il tragico passato di Rei, segnato da gravi perdite, che ancora minano irrimediabilmente la sua psiche.

“Per le ferite dell’animo diversamente da quelle del corpo non si può parlare di vera e propria guarigione”

Rei Kashino. Questo personaggio richiede un capitolo a parte. Ci si presenta pian piano e, attraverso gli occhi di Kira, pensiamo anche noi di avere già capito chi abbiamo davanti. Capello lungo e look grunge. Il classico figo della scuola, perfetto negli sport, sempre appartato con una ragazza diversa. Ma, come Kira, non avevamo capito niente. Il suo vero io inizia a rivelarsi nel suo sguardo perso al pensiero del rischio di morte corso dal suo amico pilota Akitaka; nei suoi occhi di ghiaccio che minacciano il professore che molesta Kira; nell’etereo bacio alla statua di Marte.

“Cos’è questa strana inquietudine? Con lui la razionalità non funziona, fa qualunque cosa ritenga giusto fare… anche se dovesse portarlo alla rovina”

Rei non è l’unico protagonista della storia, ma è sicuramente il personaggio che rimane più impresso. E così fu anche alla prima uscita di Mars. Rei racchiude in sé l’immagine di tutti gli idoli simbolo degli anni ’90. Geniale e maledetto come Kurt Cobain, romantico e irresistibile come Leonardo di Caprio. Viene quasi da immaginare il momento in cui questo personaggio nacque dalla matita della sensei, proprio come Dio diede vita ad Adamo dal fango della terra. Ed così che un personaggio immaginario rompe la superficie della carta e diventa reale, tridimensionale, infinito, indimenticabile. Ma no, non è un miracolo. È Fuyumi Sōryo che fa questa magia.

Una delle più grandi mangaka della storia, ha disegnato opere di incommensurabile bellezza e profondità. Chi leggerà Mars dopo avere conosciuto le sue serie successive (come Cesare – Il Creatore che ha distrutto, tutt’ora in corso e pubblicato in Italia sempre da Star Comics) non avrà la sensazione di leggere un’opera vecchia e desueta, ma ancora moderna e d’impatto.

Il disegno della sensei Sōryo contribuisce a intensificare la forza della trama. I volti hanno un’espressività che supera la bidimensionalità della carta, i primi piani sono spiazzanti. Il suo segno distintivo sono gli occhi… gli occhi di Fuyumi Sōryo parlano, non necessitano del testo scritto. Ma anche il disegno dei corpi è ammaliante: si muovono sinuosi e bellissimi, ma violenti e terribili nelle scene di tensione. Questi personaggi si spostano in un’ambientazione che ricorda poco l’immagine degli shōjo scolastici, che abbiamo di solito in mente. In alcune tavole viene data particolare attenzione agli sfondi, sottolineando l’immagine degli edifici scolastici, che diventano così, a loro volta, l’ennesimo protagonista di quest’opera.

Tanti sono pertanto gli elementi e i personaggi centrali di Mars. In questo primo volume di MARS NEW EDITION, veniamo già travolti in un turbinio di emozioni, sentimenti e paure. Un’opera che, come la prima volta, tornerà a cementarsi nel cuore di vecchi e nuovi lettori.

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