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Mimikaki, un piacere per le orecchie – Recensione

Mimikaki, un piacere per le orecchie fumetto d’esordio di Yaro Abe finalmente in Italia. Immergiamoci tutti alla scoperta del piacere di pulirsi le orecchie.

Sono poche le cose più gradevoli e appaganti rispetto quando ci puliamo le orecchie con un bel cotton fioc. Se anche voi provate gusto ad infilare quel bastoncino che accarezza dolcemente il padiglione auricolare per poi addentrarsi nel canale uditivo pulendolo completamente allora Mimikaki un piacere per le orecchie sicuramente vi incuriosirà, garantito!

Mimikaki, un piacere per le orecchie: una storia fortunata.

La nuova opera di Yaro Abe, Mimikaki un piacere per le orecchie, è finalmente sbarcato in Italia il 15 Luglio 2021, edito da BAO Publishing nella catena Aiken. L’opera, vincitrice del Gran Premio Shōgakukan per fumettisti esordienti nel 2003, segna così l’ingresso nel mondo del fumetto giapponese di Yaro Abe, mangaka già famoso per La Taverna di Mezzanotte.

Mimikaki da Yamamoto fu il primo capitolo della storia pubblicata dall’autore sulla rivista Big Comic Original nel marzo dell’anno seguente (2004), riuscendo così a far realizzare la sua più grande aspirazione, quella di diventare fumettista. A causa di problemi redazionali e di un presunto conflitto d’interessi, in principio Abe decise di lasciar perdere la serializzazione di Mimikaki accantonando la sua storia. Poco tempo dopo nacque La Taverna di Mezzanotte, spinta dal suo editor, che divenne in breve tempo un successo mondiale. Tuttavia in Giappone il nome di Yaro Abe non venne inizialmente associato alla Taverna, bensì a Mimikaki.

Quasi 20 anni dopo Abe riprese in mano la storia e Big Comic Original lo trasformò in un libro. Solamente oggi BAO Publishing ci regala un ennesimo tesoro in un edizione colorata brossurata 15×21, con una copertina semplice e pulita ed i classici ideogrammi giapponesi del titolo che troveremo anche sul dorsetto. Edizione curata nei minimi dettagli, da una parte con la traduzione a cura di Prisco Oliva, dall’altra con l’inconfondibile cover design di Kaoru Kuroki della Bay Bridge Studio, azienda leader di design di Shinjuku.

Il Mimikaki: molto più di una pratica.

Ma cosa sappiamo di questa pratica per noi nota soltanto come pratica abitudinaria di igiene personale?! Il Mimikaki viene celebrato in un rituale che assume una sacralità unica e distintiva nella terra del Sol Levante. La storia ruota attorno ad un negozio di Nagamachi, una prefettura sulle coste opposte rispetto a dove si trova la capitale nipponica dove lo stesso autore ha deciso di ambientare La Taverna di Mezzanotte. La proprietaria di questo piccolo esercizio, la signora Yamamoto, riceve costantemente dei clienti per praticare una piacevole pulizia delle orecchie a soli 800 yen (poco più di 6€). La donna, vestita in abiti tradizionali e dal fascino misterioso, sembri voler restituire ai suoi clienti non solo la capacità di sentire meglio prendendosi cura del loro sistema uditivo, ma piuttosto fornire loro una riappropriazione con il mondo circostante riunificando lo spirito ai sensi.

“Ero completamente ossessionato dal Mimikaki”

Mimikaki: il bastoncino del piacere.

E’ essenziale fare però chiarezza su cosa sia il Mimikaki entrando un po’ più nei dettagli. Dunque, si tratta di un bastoncino di bambù con un piccolo scovolino di cotone fissato ad una sola estremità di esso. Assomiglia ad uno spazzolino da denti solo che anziché avere le setole, ha un pouff di cotone. In Asia e soprattutto in Giappone è pratica comune quella di farsi pulire le orecchie stesi sulle ginocchia di una donna vestita in abiti tradizionali, proprio per rendere la pratica ancora più piacevole e stimolante.

Sembra incredibile, eppure a Tokyo ci sono dei veri e propri “Salotti del Cerume” dove addirittura vengono posizionate delle telecamere affinché gli spettatori possano godersi il piacere di vedersi mentre qualcuno pulisce loro le orecchie. Allo stesso modo Yaro Abe decide di far godere anche il lettore nel tentativo di immergerlo in nove storie di vita tutte quante accomunate dallo stesso vizio: quello di farsi pulire le orecchie con un Mimikaki.

Mimikaki un piacere per le orecchie: un via vai di vite.

Dal ragazzino nel bel mezzo del suo sviluppo, al quarantottenne capellone, dalla bancaria tradita, al vecchietto degli assaggini, l’autore ci coinvolge nel profondo delle vite dei personaggi presenti nei diversi capitoli di Mimikaki un piacere per le orecchie. Tutti sono alla ricerca di quel piacere nel pulirsi le orecchie e dell’esplosione che ne consegue dopo il soffio finale della signora Yamamoto. Un vizio insaziabile per molti dei protagonisti rendendoli talvolta dipendenti da questa pratica che ha in sé dell’erotismo velato e che Abe ci descrive attraverso immagini metaforiche.

Il tratto inconfondibile di Abe che con le sue linee così perfette e tondeggianti che caratterizzano i personaggi, riscalda il cuore lasciandoci rievocare reminiscenze già viste ne La Taverna. Chiunque abbia letto Abe è abituato alle atmosfere calde e rassicuranti che anche se lette in bianco e nero riescono a darci un’idea dei colori che abbiamo intorno.

La storia di Mimikaki un piacere per le orecchie, come detto in poc’anzi, inizia con “Mimikaki da Yamamoto” il primo capitolo che scrisse Abe nel lontano 2004. Tōru, un ragazzino di prima media nel mezzo del suo periodo di trasformazione da bambino a uomo, incuriosito dalla pratica del Mimikaki vista poco tempo prima sul nonno, si appassiona e comincia la ricerca del bastoncino perfetto. Durante la festa di Ōyamachō, il ragazzino riesce a trovare il Mimikaki che fa al caso suo venduto proprio da quella che sarà poi la nostra protagonista Yamamoto.

Chiesi a mio padre e a mio zio chi fosse quella donna, ma loro non volevano saperne di dirmelo. “un piacere riservato agli adulti” rispondevano.

Il Mimikaki: un oggetto da venerare.

La prima storia che coinvolge Tōru e la sua prima esperienza con il Mimikaki continua mostrando al lettore quanto questo oggetto possa diventare un simbolo da venerare e custodire gelosamente. Il giovane darà persino un nome al suo bastoncino per le orecchie, ma per una serie di sfortunati eventi che legano il ragazzino, Rinnosuke (il Mimikaki) ed il professore di scuola del bambino, l’oggetto del “piacere auricolare” si romperà.

In preda alla disperazione in una situazione tragicomica, il ragazzo partirà alla ricerca della pulitrice d’orecchie, la stessa di quel festival a Ōyamachō. Giunto così a Nakamachi, troverà il negozio della signora (che a dire il vero somiglia più ad un ryokan), e senza indugiare entra per ricevere la sua pulizia e acquistare un nuovo bastoncino. Tra immagini che lasciano intuire un piacere orgasmatico a quelle dove Abe disegna con grande abilità l’anatomia dell’orecchio, il primo capitolo propizierà una serie di altri otto, tutti accomunati dalla stessa ricerca del piacere.

Sogni, momenti epifanici e ricerca interiore. Tutti questi sono i motivi per cui i clienti, accolti tra le gambe di questa gentile signora, decidono di sottoporsi a questa pratica quasi divina per raggiungere un acme fisico.

Voglio continuare quel sogno.

Una silenziosa ascoltatrice.

Proprio come ne La Taverna di Mezzanotte, Yaro Abe introduce in Mimikaki un piacere per le orecchie, altre storie di vita quotidiana di altri personaggi, rendendo così la Signora Yamamoto una perfetta ascoltatrice, esattamente come l’oste della Taverna. Una donna graziosa e a modo che regala un momento di piacere ai suoi avventori. Con il suo bastoncino di bambù ed un leggero soffio alla fine della pratica, la donna riuscirà a rievocare ricordi e sogni dei clienti e, nel silenzio del suo lavoro, farà le veci di una perfetta psicologa.

Tra lo scetticismo di alcuni avventori e di chi, invece, ha completa fiducia nei servizi della signora Yamamoto, nessuno riesce veramente a sfuggire al fascino di una pulizia delle orecchie. In molti tra le pagine del libro proveranno a descrivere la pratica, ma nessuno riuscirà davvero a capire come questa donna riesca a suscitare tanta emozione e piacere al contempo. Yabe in questo senso è stato descrittivo al massimo, al punto tale che addirittura attraverso i suoi disegni il lettore è in grado di immaginare quello che succede nel loro canale auditivo e come la pelle si contorca tra brividi e piacere assecondando il movimento del Mimikaki.

Come Mimikaki prende colore ed il flusso introspettivo di Abe.

Nonostante il negozio della signorina Yamamoto lo si vedrà sempre in bianco e nero sulle tavole, rimarrà comunque di facile intuizione comprenderne i colori. In questo senso, ancora una volta, bisogna fare i complimenti al modo di disegnare di questo fantastico autore nipponico, le cui tavole sembrano quasi prender vita e colori di ogni tipo man mano che si scorrono le pagine. La postfazione che Abe propone al lettore sarà una sorta di genesi editoriale in cui l’autore ci svelerà alcuni retroscena riguardanti Mimikaki.

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By Maria Carlotta Sotgia

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