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Le mirabolanti avventure di Lovelace e Babbage – Recensione

Le Mirabolanti Avventure di Lovelace e Babbage

Oscar Mondadori traduce una geniale opera steampunk di Sydney Padua, del 2010, The Thrilling Adventures of Lovelace and Babbage: The (Mostly) True Story of the First Computer. Il titolo portato in traduzione è fedele: Le Mirabolanti Avventure di Lovelace e Babbage: La Storia (quasi) Vera del Primo Computer. L’autrice definisce un universo-bolla, dove si presentano le condizioni per cui Ada Lovelace (figlia di Lord Byron) e Charles Babbage riescono nella costruzione della Macchina Analitica, e la utilizzano per combattere il crimine, richiesta espressa dalla Regina Vittoria in persona.

L’estetica dell’opera e la relazione con i Victoriana

L’opera di Padua porta una grafica di copertina simile ai Victoriana (si tratta di una serie di oggetti, meccanici o grafici, derivanti proprio dall’età della Regina Vittoria, caratteristici del tempo per stile e gusto). Questo caratteristico uso dei font e delle grandi lettere, si ripresenta per tutte le pagine di incipit dei vari capitoli.

Oltre a questo, è peculiare anche la capacità di Padua nel realizzare il fumetto in sé. Ogni tavola, infatti, riporta grande cura nella rappresentazione dei personaggi, sia per l’aspetto storico, sia per quello di fantasia. Ad esempio, è altamente improbabile che Ada abbia mai avuto un outfit da laboratorio con tanto di pantaloni (basti pensare che gli stessi fossero diventati disponibili anche per le donne a fine secolo, con l’invenzione della biciletta, mentre ella morì nel 1852), ma allo stesso tempo l’attenzione al dettaglio della creazione dei costumi, delle invenzioni e delle ambientazioni, rende il tutto, al contempo verosimile e inverosimile.

Le citazioni all’interno del volume sono tante e diversificate, ma tra tutte spiccano il riferimento alle scale di Escher, e alla storia di Lewis Carroll, Alice in Wonderland, alla quale è dedicato un tributo nell’ultimo capitolo. Non mancano anche le citazioni a personaggi storici precedenti, successivi e a volte staccati dalla vicenda personale di Lovelace e Babbage, ma allo stesso tempo la bravura dell’autrice sta proprio nell’aver inserito così tanti dettagli da far dissolvere i confini tra le epoche e le vite dei personaggi che le hanno vissute.

Ada Lovelace

Ada Lovelace, nome più conosciuto di Augusta Ada Byron, figlia abbandonata da Lord Byron, assieme alla famiglia, all’età di un anno, fu una brillante matematica che ha lasciato ai posteri importanti studi per la futura storia del computer. Cresciuta in un ambiente estremamente austero, che cercava di tenerla impegnata con la matematica, diventa la mente dei primi progetti di Babbage per la programmazione delle macchine. A lei si deve il primo algoritmo espressamente inteso per essere processato da una macchina. Difatti, a differenza di molti studiosi del suo tempo, Ada era arrivata a teorizzare che esistesse la possibilità, per le macchine, di andare al di là del calcolo numerico.

Su questo, molti dei suoi colleghi dissentivano. Compreso lo stesso Babbage, questi fermavano il loro focus sulla capacità di calcolo stessa delle macchine. Alan Turing, il padre della scienza computazionale contemporanea, (studiò e contestò parzialmente gli appunti e le opere della Lovelace. Ricordiamo che egli fu il padre della macchina (e della branca di studio) che prende il suo nome, un apparecchio decodificante delle macchine elettromeccaniche ENIGMA tedesche della seconda guerra mondiale.

Charles Babbage

Charles Babbage, fu il primo proto-informatico a teorizzare una macchina programmabile. Si devono a lui due progetti, la macchina differenziale e la macchina analitica. La prima, creata come prototipo era estremamente imperfetta. L’altra rimase solo un grosso archivio di appunti per molti anni e venne fisicamente costruita e portata a termine solo nel 2001. Sia dalla Regina Vittoria, sia da Ada Lovelace, lo scienziato ricevette un certo sostegno. Specie grazie alla figlia di Byron, si dedicò un attivo sostegno alle ricerche per la macchina.

Il valore divulgativo dell’opera

Le Mirabolanti Avventure di Lovelace e Babbage è un’opera costituita, per una buona parte, da note. Si tratta di accorgimenti dell’autrice nello specificare sia cosa stia succedendo storicamente, sia quale sia l’effettivo valore scientifico di quello di cui si parla. Ci sono note di ogni natura, addirittura di spiegazione di teoremi, ma anche specificazioni sulle figure della Regina Vittoria, dei due protagonisti e di altre grandi personalità intellettuali dell’Ottocento. Si potrebbe dire, per fare una buona sintesi, che le pagine a fumetti siano un mezzo ironico per fare divulgazione. Non è difficile trovare, addirittura, note contro la stessa autrice, e sfondamenti della quarta parete da parte dei personaggi che si rivoltano contro le note.

In conclusione

Le Mirabolanti Avventure di Lovelace e Babbage aggiunge all’ampio ventaglio di offerte di Oscar Mondadori una brillante graphic novel intrisa di storia, dove la scienza viene spiegata in maniera irriverente, pungente e spesso bislacca, ma mai banale e sempre divertente. Sydney Padua si dimostra estremamente capace di intrattenere e rinsalda un’opera in bilico tra il genio e la follia con l’informazione e la divulgazione scientifica. Una particolare ma puntuale rappresentazione di due pionieri della storia del computer, da leggere assolutamente.

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By Alessia Ferri

Nero profondo, angoscia esistenziale, letteratura e autoironia, fusi insieme per creare l'essere imperfetto più impeccabile. Ascoltatrice di musica, divoratrice di libri, fumetti e, al bisogno, anime innocenti. Intellettuale per scherzo, cresciuta a pane, pc distrutti e cartoni degli anni '70/'80; sollevatrice di polemiche, ricercatrice di senso nel no-sense, accanita sostenitrice dello splatter, studentessa di Lettere Moderne a tempo perso.

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