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Morgana: Storie di ragazze che tua madre non approverebbe – Recensione

Morgana. Un nome che evoca magia oscura. L’antagonista delle leggende arturiane, la pericolosa figura mitologica, la potente creatura sovrannaturale capace di soffocare l’animo di chiunque la contrasti. Ricordiamo la sorellastra di Re Artù che, privata del suo trono, si oppone alle leggi della Tavola Rotonda. La potente maga Morgana, dà libero sfogo all’ira e alla vendetta. Ma chi è veramente? Morgana è una donna.

Con il suo animo ardente e sfrontato impone la sua presenza rivoluzionaria. Non vuole essere un’eroina ma solo energia fatta d’istinti, la stessa energia che è viva in ogni donna.

Edito Mondadori per la collezione Strade Blu, il libro di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri cattura le storie di dieci donne discendenti dall’implacabile ed esagerata Morgana: nessuna lode per le loro vite, dal momento in cui hanno infranto le regole e le hanno cambiate per costruirle sulla propria pelle. Diventano figure iconiche, celebri solo per il proprio nome che per quello che hanno effettivamente vissuto.

Narrate senza freni in questo testo trasgressivo che non vuole insegnare ma è esemplare. Non esiste uno standard di donna, non esiste la Donna. Esistono tante donne, diverse l’una dall’altra.

Buoni sentimenti nelle loro vite ne troverete pochissimi: avevano i propri, come tutti, e che fossero buoni o cattivi non è sembrato mai loro un problema. Molte hanno lottato duramente per conseguire i propri risultati, ma nessuna lo ha fatto in modo accettabilmente eroico”.

Le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Vivienne Westwood, sono alcune delle figure che rompono i canoni del conformismo. Le loro vite  diventano racconti, sotto l’abile penna di Murgia e di Tagliaferri che smontano sotto i nostri occhi l’idea stessa della donna che pensavamo di conoscere e ci svelano altri significati di cui non eravamo a conoscenza.

Esempio lampante, le sorelle Brontë: valicano le regole della bigotta società vittoriana (in particolare la sudditanza nei confronti dell’uomo e l’opinione generale che la letteratura non sia l’occupazione di una donna) e, inconsapevolmente, influenzano generazioni di scrittori. Il loro successo rappresenta, forse, un caso esclusivo letterario.

Tre ragazze, selvaggiamente pure, estranee ad ogni corrente letteraria, vengono saggiamente rivelate fin dalla loro giovinezza. Dal trasferimento turbolento e repentino dalla loro casa d’infanzia, alla perdita della madre. La povertà, la malattia, l’austerità della zia, contribuiscono alla nascita di tre caratteri indipendenti, di una dialettica ribelle ed infine una scrittura furiosa e passionale che salverà loro la vita.

Cime Tempestose scritto da Emily, Agnes Grey, scritto da Anne ed infine Jane Eyre di Charlotte, vengono pubblicati sotto pseudonimi maschili e solo dopo anni riusciranno a scuotere gli animi per la loro potenza narrativa. Cime Tempestose è rivoluzionario, sia per la tecnica (utilizzo del Flahsback, doppio narratore) sia per il protagonista. Heathcliff è un antieroe. È crudele, brutale, mosso dalla vendetta e legato in maniera ossessiva a Catherine.

Un amore che trova consolazione solo nell’aldilà. Un romanzo dal forte impatto emotivo. Emily, non si è limitata solo al ruolo di scrittrice, ha stravolto l’imposizione di moglie ubbidiente il cui scopo è solo soddisfare il marito. Emily ha desideri, ha sogni e passioni. Con la sua avvincente scrittura, ha radicalmente rovesciato il suo posto nel mondo.

Resta un mistero il fatto che una ragazza di ventisette anni, autoreclusasi nella canonica di un misconosciuto villaggio e che non ha mai dato un bacio in vita sua abbia generato un capolavoro così brutale e allucinato da infrangere all’istante qualsiasi perimetro della narrativa domestica vittoriana”.

Michela Murgia e Chiara Tagliaferri compongono una grande indagine psicologica intesa a salvare le storie di queste donne per riparare alle ingiustizie che la società ha perpetrato.

Ed insegnano, soprattutto, che la diversità è un valore da riscoprire e non va eliminata, ma esaltata. Morgana è sensibilizzazione nei confronti della questione di genere.

Questo “saggio sulla psicologia femminile” nasce grazie al riadattamento di sedici podcast, dialoghi radiofonici presenti sulla pagina web storielibere.fm. A differenza dell’ascolto, la lettura, in questo caso, dà la possibilità di soffermarsi e assorbire al meglio le 240 pagine del testo.

Non è un libro ordinario, non ha la necessità di essere letto tutto d’un fiato. Una pagina al giorno in cui le autrici, con il loro stile acceso, magnetico e a tratti sarcastico, catturano totalmente l’attenzione del lettore.

Suggestive le illustrazioni di MP5, un’artista italiana, fortemente attiva nella scena underground e nella controcultura in tutta Europa ed autrice del manifesto del Salone del libro 2019. Ogni capitolo è scandito dalla rappresentazione grafica della protagonista che stiamo per scoprire.

I suoi disegni lineari, incisivi, in bianco e nero, danno forma all’animo delle donne, nonostante i tratti somatici non siano definiti. Sono maschere anonime dalle quali però viene fuori un elemento in rosso che salta subito all’occhio. L’immagine diventa mitica e rimane impressa nella nostra mente.

Morgana è la narrazione della libertà, è l’espressione femminile. Biografie reali e crude che smontano facilmente il pregiudizio sulla natura estremamente gentile e affabile delle donne, messe a nudo, nella loro estrema essenza.

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