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My Little Antichrist – Recensione

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Su Jundo, piattaforma digitale per iOS e Android su cui è possibile leggere fumetti e che permette ai giovani artisti di pubblicare senza le enormi perdite che comporterebbe, solitamente, una pubblicazione, Cristiano Brignola e Alex Agni portano un’opera frizzante dai toni esoterici. Stiamo parlando di My Little Antichrist.

È questa la descrizione che si trova su Jundo di My Little Antichrist: Celestino è un death-metaller che vorrebbe essere temuto come la sua cantante preferita, Carrion dei Belial’s Pet, e che per questo è pronto ad evocare anche Satana. Ma il Principe del Male è stanco e depresso e, per cercare di tirarlo su, Celestino sarà costretto a cercare il Suo mostruoso figlio.

Trama e personaggi

La trama di My Little Antichrist è semplice e volta a intrattenere, grazie anche a sprazzi di visionaria lucidità. Difatti, ci viene presentato un personaggio medio, Celestino, con una missione: essere cattivo, soprattutto agli occhi degli altri. Egli è, infatti, lo stereotipo del “bravo ragazzo, a tratti un po’ sfigato”. Incompreso e arrabbiato con il mondo, crede che siano poche le persone rimaste ad essere davvero stimabili per cattiveria, e che la degenerazione del metal sia ormai galoppante. Stereotipando un po’ tutti i metaller (per lasciar intendere, questo personaggio è un po’ come il name three songs fan), il ragazzo inizia a parlare dei Belial’s Pet, descrivendo il gruppo come può fare solo un grande intenditore dei generi di nicchia.

Deluso dalle situazioni e dalle persone che si susseguono nella sua vita, le quali non sembrano comprendere la sua intrinseca cattiveria, Celestino evoca niente poco di meno che Satana. Come detto poc’anzi, però, il Re dell’Inferno è depresso, sconsolato, e si presenta con poca reattività alla porta di Celestino. Per fare in modo di risollevare il morale del Principe del Male, il nostro protagonista si lancia alla ricerca di Carrion, cantante della sua band preferita. Si trova, però, davanti ad una satanista razionalista, scettica nell’aiutarlo, che non rispecchia le aspettative del ragazzo (ad esempio, possiede delle mug dei My Little Pony, con grande stupore di Celestino, smontando lo stereotipo del death-metaller volto solo al macabro e al male). I due, comunque, instaurano un rapporto di amicizia che, tra radicalismi religiosi e peculiari membri della curia cattolica, li accompagnerà a lungo.

Il senso critico del racconto

Al netto, My Little Antichrist propone una lettura delle verità sempre bipolare. Quello che canonicamente potrebbe essere classificato come male si rivela essere buono, e viceversa. Brignola e Agni sono capaci di rendere chiaro all’occhio del lettore che tutto può essere il contrario di tutto. Sulla falsariga citazionista dell’opera, viene presto il paragone con Il secondo secondo me di Caparezza, che recita “ogni cosa giusta rivela il suo contrario, e se non sei d’accordo mi dispiace per te!”. Difatti nulla è chiaro e netto in questo fumetto. Non esistono due poli opposti che si combattono, e proprio su questo principio verteranno gli sviluppi della storia.

My Little Antichrist è un’opera sicuramente intelligente, sia nell’idea che sul comparto grafico. L’occhio del lettore attento è sempre puntato sui dettagli che, spesso, fanno riferimento alla cultura pop e metal contemporanea. Si tratta di un fumetto interamente a colori, con palette fredde ma rossi accesi e neri soffocanti. Una scelta azzeccata per il tema trattato. In qualche caso l’estetica dei font utilizzati per i balloon potrebbe risultare inadatta o pesante ma, nel complesso, si tratta di un dettaglio poco rilevante, che viene bilanciato bene dalle griglie precise, grandi e di stampo  non troppo rivoluzionario.

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By Alessia Ferri

Nero profondo, angoscia esistenziale, letteratura e autoironia, fusi insieme per creare l'essere imperfetto più impeccabile. Ascoltatrice di musica, divoratrice di libri, fumetti e, al bisogno, anime innocenti. Intellettuale per scherzo, cresciuta a pane, pc distrutti e cartoni degli anni '70/'80; sollevatrice di polemiche, ricercatrice di senso nel no-sense, accanita sostenitrice dello splatter, studentessa di Lettere Moderne a tempo perso.

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