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Nailbiter 2: Mani insanguinate – Recensione

Nailbiter 2: Mani insanguinate – Recensione

Siamo pronti quest’oggi a continuare la nostra avventura all’interno della cittadina dei 16 serial Killer. Tutto questo, grazie a Nailbiter, serie scritta e creata da Joshua Williamson e Mike Henderson per la casa editrice americana Image Comics.

La serie è edita in Italia ad opera della Saldapress.

Vi parliamo del secondo numero della serie, Nailbiter: Mani insanguinate.

La Saldapress ci presenta questo secondo volume così:

’Buckaroo – la cittadina dell’Oregon celebre per un triste primato: aver dato i natali a ben sedici dei peggiori assassini seriali del pianeta – è piena di segreti su cui l’esperto di interrogatori dell’esercito Nicholas Finch e lo sceriffo Crane della polizia locale hanno appena cominciato ad indagare. Il cao della città che fa nascere i serial killer li porterà a confrontarsi con tombe senza nome, suicidi, adolescenziali, una ngiovane mitomane, un vecchio impazzito e persino con uno scrittore di fumetti: Brian Micheal Bendis. Forse solo Edward Warren – il feroce assasino noto come Mangiaunghie – potrà aiutarli a scoprire la verità.’’

Prima di iniziare a leggere questa recensione, se non avete fatto, potrete leggere quella precedente qui.

Nicholas e Crane, dopo esser riusciti a trovare e salvare Carroll, iniziano ad indagare per capire cosa stia succedendo in città. Una città davvero strana, capace di attirare e suggestionare molte persone. Infatti, troviamo una donna che si reca a Buckaroo solo per partorire, così che, un giorno, la figlia diventi uno dei macellai; un autista di autobus, che ha visto salire a bordo alcuni dei ragazzi che sono diventati dei macellai; arrivando, infine, ad un vero e proprio cameo: Brian Micheal Bendis, il quale è alla ricerca della prossima storia da scrivere. Qui entra in gioco questa cittadina, in quanto sembra essere un ottimo luogo per raccontare una storia. Brian si recherà in città non sapendo i rischi che corre. Nel frattempo, non si fermano le indagini dei due detective, che iniziano ad interrogare anche le persone più strambe.

Come per la storia precedete, anche qui non mancano le scene di azione, il sangue e il mistero che avvolge il tutto.

Per questo secondo volume , Joshua non abbassa il tiro, anzi lo alza. Incalza i ritmi e il livello complessivo della storia, lasciando di tanto in tanto dei piccoli indizi per poter risolvere questo enigma, non dimenticandosi dei colpi di scena, delle sparatorie e tanto altro. Tutto è farcito con molto sangue, e non solo.

Dal lato artistico, Henderson non è da meno. Con i suoi disegni precisi e dettagliati riesce ad esprimere al meglio la sceneggiatura di Williamson. I colori scuri sono perfetti per una trama del genere e, come detto in precedenza, non mancano le scene di sangue e di morte , che caratterizzano il fumetto horror.

Concludendo, questo secondo volume lo possiamo considerare un buon passo in avanti. Se siete amanti di serie Tv, come Criminal Minds, questa serie a fumetti è quella che fa per voi.

A giovedì prossimo per il terzo numero, così da vedere l’evolversi di questa storia.

VOTO

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