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Nella Morsa del Lupo – Recensione

Nella Morsa del Lupo è il romanzo d’esordio di Stef Kiryan. Un dark fantasy appassionante tratto da una campagna di Dungeons & Dragons interpretata e diretta dall’autore in persona. In collaborazione con la casa editrice Bookabook, il romanzo ha ricevuto un ottimo successo durante la pubblicazione, nel 2019, tramite crowdfunding.

Il Viaggio
Il romanzo comincia con una prefazione in cui viene introdotto parte del worldbuilding, approfondito durante tutto l’arco narrativo. Ci troviamo in una regione, il Lashmir, dove i nobili Van Fanel, con origini immonde e rinominati ormai da tempo “Cacciatori” o “Lupi”, governano dalla capitale Saarland. I personaggi presentati in questa parte del racconto sono direttamente legati ai protagonisti. Grazie a ciò avrete una migliore visione del motivo per cui quest’ultimi si troveranno ad affrontare gli eventi in cui si imbatteranno.

Nella Morsa del Lupo è la storia di un viaggio. Un viaggio che ognuno dei quattro protagonisti percorre per conto suo sino al loro incontro. Un incontro voluto dal destino, che ha intrecciato il passato di questi quattro avventurieri ancora prima della loro nascita. Come ogni buona storia basata su Dungeons&Dragons, questa inizia in una taverna, la Strega Domata, in cui la carovana su cui viaggiavano gli eroi si ferma per permettere a quest’ultimi di riposare. Qui si presentano tra di loro e decidono di proseguire il viaggio insieme.

Vi è Valadier Bandergar, un guerriero con occhi color smeraldo ed uno stile di combattimento a due spade; la sua pelle è contornata da scaglie, eredità lasciatagli dal padre. Easley Van Fanel, un nobile affascinante, ultimogenito della sua famiglia; non conosce il suo passato e questo inizierà a perseguitarlo. Rexir “Mano Nera”, un ossuto ed inquietante ragazzo, con un maniacale attaccamento verso la morte; cresciuto come schiavo, non ha mai avuto a cuore nulla. Infine abbiamo O’Wak , figlio del capotribù dei Giantus, una razza umanoide caratterizzata da un’elevata altezza e dalla pelle simile alla pietra; è accompagnato da uno degli spiriti chiamati “Reincarnati”, delle fattezze di un lupo.

La compagnia si ritroverà a percorrere le fredde lande del Lashmir sino all’incontro con il Demone Bianco. Un’entità che non lascia scampo a chiunque varchi quei territori. Durante il combattimento col demone, per via di un magico errore, gli avventurieri sono trascinati in una realtà alternativa. Quella comunemente chiamata il Pozzo del Male. Da quel momento in poi faranno il possibile per trovare il metodo che li riporti a casa. Vi saranno contrasti e alleanze, scene di violenza alternate a qualche simpatico siparietto e soprattutto vi saranno diversi incontri. Gli avventurieri saranno messi costantemente a dura prova, nel fisico e nell’animo ed il climax sarà sempre più intenso, sino a sembrare quasi troppo opprimente.

Un’opera scorrevole

Il racconto presentato da Stef Kiryan risulta fluido. Il lessico semplice permette di consumare i capitoli uno dopo l’altro. I dialoghi sono ben strutturati e sensati, seguono un filo logico basato sia su quello che può essere il reale ragionamento dei personaggi, sia su come questi si approcciano alle varie situazioni. Il carattere dei personaggi ed il loro sviluppo nella storia è descritto efficacemente, aiutato da diversi monologhi interiori che migliorano la comprensione della psiche dei suddetti.

Alternati ai dialoghi vi sono le descrizioni dei luoghi, dei combattimenti e delle scene a cui gli avventurieri assistono o partecipano. Queste risultano chiare ed aiutano il lettore ad immergersi in quest’ambientazione a tratti cupa e terrificante. Chi ha pratica con i giochi di ruolo non avrà problemi a sentirsi intorno al tavolo dove questa campagna è stata giocata. Specialmente nelle scene iniziali, in cui i protagonisti si conoscono, sembra di vedere i quattro giocatori ed il master interpretare i loro personaggi.

Bisogna inoltre spendere qualche parola sulle illustrazioni a cura di TridiComics, che rispecchiano perfettamente il modo in cui i protagonisti vengono descritti, aggiungendo alcuni particolari interessanti.

In Conclusione

Nella Morsa del Lupo è per Stef Kiryan un grande traguardo. Uno che ogni master vorrebbe raggiungere. Col suo primo romanzo, a cui si spera ne seguano altri, anche semplicemente per completare l’arco narrativo di questa saga, l’autore ha fatto un ottimo lavoro.

Un ambientazione ben delineata, con una situazione geopolitica chiara e dei personaggi carismatici, intriganti e umani nei loro comportamenti. La storia inizia con prologo coinvolgente e per tutto il racconto mantiene lo stesso andamento.

Dialoghi e descrizioni sono ben bilanciati con un vocabolario, utilizzato dall’autore, semplice e comprensibile. Il gruppo si mette in viaggio insieme segnato dal fato, dopo un incontro deciso dal destino. Da quel momento affronteranno diverse situazioni, spesso tragiche, che li porteranno verso una sorte funeste. Questo dark fantasy, edito da Bookabook, è l’inizio di una storia che tutti speriamo possa trovare un seguito.

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