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Ombelico Infinito – Recensione

Firmato dal prodigio Dash Shaw e edito in Italia da Coconino Press, Ombelico infinito è un enorme, titanica opera di ben 720 pagine dedicata alla crisi famigliare. Un epopea rappresentativa tra borghesia, stati d’animo e sentimenti che vengono affrontati in maniera geniale, irriverente, senza censure e senza sconti a discapito di un percorso interpersonale verso la consapevolezza del presente vissuto.

A settant’anni suonati, dopo una vita insieme, David e Maggie hanno deciso di divorziare. E invitano figli e nipoti nella loro grande casa sull’oceano, per quello che sarà l’ultimo raduno della famiglia Loony. Il figlio maggiore, Dennis, non si dà pace per la scelta dei genitori e ne cerca i motivi esplorando ogni angolo della vecchia villa, mentre a sua volta vive con difficoltà il suo matrimonio.

Claire, la figlia di mezzo, è una madre single alle prese con Jill, la problematica figlia adolescente. Il terzo Loony, Peter, è un giovane regista introverso e pieno di incertezze, che vivrà una singolare relazione con una ragazza conosciuta sulla spiaggia.

In sei giorni ciascuno si trova a fare i conti con fantasmi del passato, felicità e infelicità, dubbi e insicurezze. Tra ricordi che affiorano, inattesi incontri in riva al mare, passaggi segreti dietro i muri e vecchie lettere in codice, Dash Shaw mette in scena la dissoluzione di una famiglia e il mistero delle relazioni umane. Un graphic novel straordinario per cura dei dettagli e invenzioni visive, nel quale il linguaggio del fumetto dialoga con architettura, cinema, letteratura, infografica.

Ma anche un libro straordinario per acutezza emotiva: una narrazione fluviale e tragicomica che rientra a pieno titolo tra le nuove incarnazioni del grande romanzo americano.

“Ho visto il futuro del fumetto e il suo nome è Dash Shaw”. David Mazzucchelli

In questa gigante graphic novel , sono presenti molteplici livelli di lettura e metafore grafiche molto sottili e particolari. Effettivamente lo dice il titolo stesso: Ombelico Infinito è un romanzo auto riferito, in cui i protagonisti si perdono dentro i loro problemi, dentro la loro umanità. Una narrazione di alto livello fatta con una grande precisione, una grande capacità di osservazione e una scrittura che andrebbe bene persino per farci un film. E qui, in un certo senso, potremmo fare un parallelismo con Storia di un matrimonio di Noah Baumbach.

Anche se, sembrerebbe ironico, sulla costina di Ombelico Infinito, troviamo delle avvertenza chiare: non è un fumetto per bambini, ed è assolutamente vero. Un opera fatta per persone che hanno, nella crescita, la capacita di assimilare e capire quello che Dash Shaw offre in quanto esperienza di lettura.

Nonché una dimostrazione sbalorditiva di quanto sia ampio il ventaglio di emozioni che si può trasmettere anche trattando temi come quello della famiglia. Dalla forza alla raffinatezza anche attraverso storie personali e interpersonali con la presenza di motivazioni specifiche che generano dinamiche emotive, affettive e comportamentali sbalorditive. Scoprire che in ogni istante l’esperienza del proprio vissuto è tutto. Non c’è nient’altro oltre a essa: nessuna esperienza di un “tu’” che sperimenta l’esperienza stessa fatta anche di errori. Dove ogni personaggio all’interno di questo racconto, si rivela per scoprire e rivelare le parti di sé più autentiche, quelle libere dai condizionamenti sociali e dai pregiudizi.

L’arte in Ombelico Infinito è molto particolare. Dash Shaw aggiunge un plus nella gestione della tavola. Ogni pagina è poesia ed espressività nonostante artisticamente, per alcuni, potrebbe essere discutibile.  Ma ciò che rende unica l’arte di Shaw è la straordinaria capacità di sfruttare al meglio il testo evidenziandolo. Infatti, sfrutta in modo originale i suoni, elementi nello sfondo o a colori nonostante l’opera ne sia priva in quanto bicromatica. Capace di dare vita al silenzio. Eccezionale! I disegni in quest’opera, sono sempre pertinenti e riconducibili a qualcosa di rappresentativo.

In conclusione, Ombelico Infinito è una graphic novel che è necessario leggerla affondo per capirla, anche soffermandosi più volte su una sola vignetta. Un ritratto affascinante, ma soprattutto riflessivo, della vita in generale e della vita di una famiglia nello specifico. Ma a parte queste motivazioni culturali e profonde, il fatto è che quando leggi 720 pagine in un pomeriggio, senza pensare al tempo e senza distrazioni di qualsiasi tipo, è già un segnale molto chiaro della sua forte capacità di coinvolgere.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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