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P.T.S.D. – Recensione

P.T.S.D. – Lontana da casa è una graphic novel di Guillaume Singelin, edito da Edizioni BD. Un’opera travagliata che finalmente sbarca in Italia. Un racconto che parla dello stress post-traumatico (Post Traumatic Stress DisorderPTSD) derivante da eventi tragici trascorsi in guerra. Un fil rouge che collega tutte queste situazioni trascorse a discapito dell’effetto sulla salute mentale dei sopravvissuti, mediante lo shock, la solitudine e la paura. Un’opera calda, che emana odore di polvere da sparo, pronta ad esplodere.

La storia è ambientata in una città simile e brulicante di vita, come Tokyo (per ammissione dello stesso autore), in un tempo indefinito, dove la prima cosa che risalta è l’evidente discrepanza sociale tra le persone. All’estremità di questa società troverete veterani, eroi, militare che hanno prestato servizio nelle guerre e che, una volta “a casa”, si sono trovati soli senza famiglie e senza quel governo che hanno sempre difeso con un’estremo patriottismo donandogli anima e corpo. Alcuni degli stessi (soprav)vivono in gruppo, altri decidono di isolarsi totalmente, estraniandosi completamente dalla realtà e da un qualsiasi rapporto interpersonale. Jun è una di queste, la nostra protagonista. Un cecchino infallibile quando arruolata nell’esercito, ora l’ombra di se stessa. Ma troverà presto l’aiuto di cui necessita ritrovandosi inaspettatamente, in un certo senso, nuovamente in guerra.

Come imparare a non-esistere.

P.T.S.D., nonostante il titolo non lascia spazio all’immaginazione, non affronta in maniera complicata – da saggio a dir si voglia – lo specifico disturbo. Anzi, l’argomento viene trattato attraverso delle dinamiche dirette che coinvolgono la protagonista quasi in una dimostrazione logica, formale e funzionale ma soprattutto con un lessico semplice, al fine della comprensione naturale senza appesantire la narrazione. Associare il Disturbo Post Traumatico da Stress al senso “d’invisibilità” sociale per quelli che, come Jun, vivono ai margini, è semplicemente geniale. Per fare questo, Singelin alterna presente e passato di Jun con una caratterizzazione ben delineata, per dar modo al lettore di comprendere ciò che ha vissuto il personaggio e il perché, adesso, è spinta nel compiere azioni estreme e comportamenti particolari.

Infatti, i personaggi, sono contestualizzati all’interno del racconto in maniera razionale e mai incoerente. Per esempio, Jun, gira le strade della città, alla ricerca di qualche pillola, cosi da alleviare “il dolore” e non vedere più certe immagini polarizzate ormai nella sua mente dai forti shock vissuti. Nello stesso momento, la stessa, è alla ricerca di un (nuovo) senso da dare alla sua vita. Lo troverà – forse- grazie anche alla giovane madre che con la sua piccola taverna sfama gli indesiderati della società, rimasti senza nulla, all’anziano reduce che più di ogni altra persona riuscirà a capire Jun e le donerà un cane (riferimento palese alla pet teraphy) che a sua volta, questo, diventerà il suo miglior amico nonché il suo angelo custode allo stremo di un Argo, inseparabilmente fedele.

Il ritmo di P.T.S.D è scandito da momenti molto toccanti dati anche dai disegni e dalle colorazioni di cui parleremo a breve. I tempi con cui vengono narrati gli eventi della storia sono meravigliosamente ad intermittenza. Il ritmo accelera e rallenta anche quando i flashback del personaggio (che rivede l’orrore della guerra) si palesano. Questo andamento scandisce la moltitudine degli elementi dosando sapientemente il suo ritmo lasciando il volante in mano al lettore.

E’ confusa, come noi.

L’arte in P.T.S.D., è meravigliosa. Giusto sottolineare che lo stile di Guillaume Singelin vede decisamente toni più orientali che occidentali (europei), nonostante “la scuola francese”. Il tratto cartoonesco ispirato all’universo dei manga e la diversità del realismo degli sfondi e delle ambientazioni, sono eccezionali. La scelta di rinnovare le ormai celle “classiche” con delle inquadrature cinematografiche rifacendosi un po’ ai film d’azione sono incantevoli. Ogni tavola è carica di dettagli che arricchiscono e danno spessore alla storia. Plauso speciale ai colori pastello che emanano calore pagina dopo pagina.

Al solito, strepitoso lavoro per quanto concerne la qualità di Edizioni BD con un cartonato solido, dalla copertina spettacolare, dalle pagine spesse e da una stampa perfetta. Tutto ad un prezzo più che onesto.

P.T.S.D, è un’opera che non si sconta in nessun modo. Una storia di guerra e riscatto, di solitudine e amicizie, scritta e disegnata mostruosamente bene. Un racconto che bilancia in maniera ottimale le scene adrenaliniche sempre piene di dinamica, dettagli e azione a momenti più pacati emotivamente parlando. Una storia di giustizia e di guerra ma anche di redenzione. Una redenzione obbligata spinta soprattutto dal senso di sopravvivenza, certe colpe del passato e taluni errori risultano letali per la mente e diventa necessario sopravvivergli.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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