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Parsifal: A Game of Tarots – Recensione

Il gioco di carte Parsifal: A Game of Tarots nasce dall’idea di trasformare l’Opera lirica di Wagner in una storia fantasy. Attraverso gesta epiche e leggendarie battaglie di un mondo di cavalieri buoni schierati contro le orde del male. Combattere in prima persona i conflitti interiori che ciascuno affronta nel corso della propria vita, sarà una missione ardua ma che allo stesso tempo sorprenderà ogni giocatore, dando la possibilità di ricercare un’idea di perfezione, la risultante di un archetipo di giustizia da riportare sulla terra. Il gioco di carte è edito da Gli Psicografici Editore.

Atto primo – Vivi Parsifal di Richard Wagner in un modo completamente nuovo.

Parsifal costituisce l’ultimo dramma musicale scritto da Richard Wagner. Il soggetto dell’opera s’ispira liberamente a Parzival, un poema epico del XIII secolo di Wolfram von Eschenbach, letto da Wagner nel 1845 durante un suo soggiorno presso la città termale di Marienbad. Stando a quanto scritto nella sua autobiografia, Wagner trovò definitiva ispirazione per la composizione del Parsifal il mattino del Venerdì Santo del 1857, quando abbozzò la struttura preliminare del dramma. Ma, com’è noto, i drammi wagneriani tendono ad avere tempi di gestazione piuttosto lunghi e, infatti, il libretto di quest’opera fu in realtà completato dal compositore solo molto tempo dopo, nella prima parte del 1877.

Wagner, che aveva sessantacinque anni quando iniziò a scrivere la musica di Parsifal, terminò il primo e il secondo atto nel 1878, il terzo atto nel 1879 e completò la strumentazione a Palermo nel mese di gennaio del 1882, poco più di un anno prima della sua morte. Parsifal fu finalmente rappresentato per la prima volta al Festspielhaus di Bayreuth il 26 luglio del 1882, sotto la direzione del maestro Hermann Levi. A oltre un secolo dal suo debutto nei teatri europei, a Bologna nel 1914, Parsifal, l’ultimo dramma musicale di Wagner, si trasforma da opera lirica tra le più amate a gioco di carte, creazione di un team tutto Italiano.

Parsifal A Game of Tarots è un mazzo di tarocchi da 30 carte per rivivere le drammatiche gesta di Monsalvato dove oscure, mistiche forze insidiano i cavalieri votati al bene nell’attesa che Parsifal, il Puro Folle, possa svolgere la sua missione divina di redentore. Il 15 novembre parte ufficialmente il Kickstarter qui, ma attenzione: il pre-launch è già attivo per farvi rimanere informati.

Atto secondo – Il regolamento, svolgimento della partita

E’ chiaro che in Parsifal A Game of Tarots l’obbiettivo principale dei giocatori consiste nel completare missioni specifiche tramite il controllo dei personaggi. Per farlo vi basterà leggere le abilità descritte nei tarocchi. Vi basti sapere che in questo gioco di carte l’astuzia e la strategia saranno i perni centrali della vostra presunta vittoria. Infatti il gioco risulta essere di forte impatto. Bisogna essere dinamici e pronti a modificare la propria strategia in velocità, ma al contempo con efficacia.

Il mazzo è composto da 30 tarocchi, di cui 23 personaggi e 7 artefatti. Ad ogni partita possono partecipare dai 2 ai 6 giocatori. Disponetevi dunque attorno un tavolo poggiando al centro il mazzo dei tarocchi (mischiato) decidendo l’ordine di turno dei giocatori e colui che inizia la mano.

Ad ogni mano, ogni giocatore durante il proprio turno pesca una carta e la posiziona vicino al mazzo in caso il tarocco sia un artefatto, nella sua area di controllo nel caso si tratti di un tarocco personaggio. Il tarocco di ogni personaggio riporta, nella parte inferiore, le missioni da compiere: quando un personaggio le completa tutte, il giocatore vince la partita. Se più giocatori controllano copie dello stesso personaggio, quando le missioni di questi personaggi sono considerate concluse il gioco finisce in parità e tutti i personaggi in parità vincono la partita. Ovviamente quando il mazzo si esaurisce, la partita continua fino alla vittoria di un giocatore.

Ad ogni turno ogni personaggio può fare una serie di mosse tra cui:

  • Impossessarsi di un artefatto: prelevando l’artefatto dall’area di controllo comune a tutti i giocatori. Il giocatore posiziona il tarocco dell’artefatto sotto al tarocco del personaggio, in modo che siano visibili solo il nome dell’artefatto e le sue abilità. Un personaggio può possedere più artefatti. Il Cigno, invece, non può possedere artefatti.
  • Abbandonare un artefatto: il giocatore può liberarsi di un artefatto, posizionandolo nell’area di controllo comune a tutti i giocatori.
  • Utilizzare una delle abilità elencate nel tarocco del personaggio o nei tarocchi degli artefatti posseduti dal medesimo personaggio.

Le abilità in Parsifal A Game of Tarots

Durante il suo turno, un giocatore potrà utilizzare una sola abilità per un singolo personaggio posto sotto il suo dominio e che quindi controlla. Dovrà scegliere le abilità elencate sul tarocco del personaggio (o dell’artefatto), salvo alcune condizioni particolari che consentano in nessun modo di utilizzare più abilità.

Le azioni possibili saranno:

  • Bloccare un personaggio: impedisce che il personaggio bloccato agisca o possieda artefatti, finché non sia stato liberato: il tarocco del personaggio bloccante si sovrappone al tarocco del personaggio bloccato, nell’area di controllo del giocatore passivo, in modo che siano visibili solo il nome del personaggio bloccato, le sue abilità e le sue missioni. I due tarocchi restano in questa posizione fino allo sblocco, e il personaggio bloccante potrà compiere altre azioni nei turni successivi, tranne bloccare altri personaggi (salvo abilità particolari). Un personaggio bloccato si libera se il personaggio bloccante perde l’artefatto che gli consentiva il blocco. Un personaggio bloccato si libera se il personaggio bloccante viene bloccato da qualcun altro. Gli oggetti posseduti dai personaggi bloccati tornano nell’area comune.
  • Liberare un personaggio bloccato: il giocatore ritira il personaggio bloccante nella propria area di controllo, e il personaggio bloccato torna a poter agire.
  • Cambiare fazione, solo se il giocatore controlla 3 Ammaliatrici (non bloccate) o 3 Scudieri (non bloccati): il giocatore che compie l’azione sposta il tarocco di un personaggio (con tutti gli artefatti posseduti) dall’area di controllo del suo proprietario all’area di controllo di un altro giocatore.
  • Consegnare gli artefatti di un personaggio a un altro personaggio, spostando l’artefatto sotto al tarocco del nuovo possessore.
  • Controllare personaggi di altri giocatori, facendoli agire per proprio conto durante il proprio turno: il personaggio controllato da un altro resta nella disponibilità del suo proprietario originario.
  • Spostare un tarocco nel Limbo, rendendolo inservibile alla partita: il tarocco si allontana in un mazzo speciale, chiamato Limbo.
  • Recuperare un tarocco dal Limbo: il giocatore preleva un personaggio a scelta dal Limbo e lo depone nella propria area di controllo, oppure assegna un artefatto dal Limbo a un personaggio.
  • Interrompere un’azione altrui: un giocatore, durante il turno altrui, interrompe l’azione del personaggio attivo, ma sposta nel Limbo l’artefatto utilizzato per interrompere l’azione. Il giocatore la cui azione è stata interrotta conclude il proprio turno di gioco. Un’interruzione non si può interrompere.

#Sapevatelo: Le azioni consentite dagli artefatti si aggregano a quelle proprie dei personaggi (per esempio: Herzeleide può bloccare 2 personaggi, ma con l’arco potrebbe bloccarne 4).

Atto terzo – Conclusione

Un giocatore potrà considerare concluse le missioni di un suo personaggio quando si verificano tutte le condizioni elencate nella propria carta. Le missioni di blocco dei personaggi si considerano compiute solo se il personaggio protagonista blocca il personaggio obiettivo. Ma fate attenzione, perché le missioni di blocco sono considerate concluse se al momento del completamento di tutte le altre missioni del personaggio, il personaggio oggetto della missione di blocco è ancora bloccato.

Quando un personaggio multiplo compie una missione di blocco, quella missione si considera compiuta anche per gli altri esemplari, così si ha un pareggio.

Le composizioni artistiche e le illustrazioni dei tarocchi sono a cura di Emanuele Ercolani (Kitsune – Scout Comics, Night Crimson – Noise Press, Akai Misaki – Heavy Metal Magazine). Di seguito alcune domande poste all’artista:

P. Il lavoro che hai svolto è encomiabile. Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno o qualcosa in particolare? Oppure ti sei lasciato trasportare da un’ispirazione libera? 

E. Sono andato a ruota libera seguendo il mio istinto, questo non vuol dire che non mi sia ispirato a nulla. Nell’arte nulla si crea o si distrugge, sono sicuro che tutti gli input che ho ricevuto negli anni dagli artisti che ammiro e che seguo abbiano contribuito al risultato finale.

P. Tra i vari personaggi presenti nei mazzi dei tarocchi, ce n’è qualcuno che hai preferito maggiormente realizzare?

E. Si c’è, il personaggio di Gawan è il mio preferito del set di illustrazioni.

P. Le colorazioni, e dunque la tavolozza dei colori, sono stati “casuali” o anche loro sono stati scelti per qualche motivo specifico?

E. La tavolozza dei colori ha seguito (per quanto possibile in accordo con l’autore del gioco) uno schema divisivo tra buoni, cattivi e artefatti. Palette tendenzialmente scure per i cattivi o tendenti all’azzurro o colori molto chiari per i buoni.

P. Quale difficoltà, rispetto al mondo dei fumetti e d’impostazione, hai riscontrato (qualora ce ne siano state)?

E. Ma in realtà nessuna, ho dovuto lavorare dentro una gabbia come si fa anche nelle tavole di un fumetto, l’editore ti fornisce una gabbia e tu ci disegni dentro (in questo caso, essendo io anche il grafico del progetto, mi sono auto fornito una gabbia di lavoro).

Questa è solo una piccola intervista che farà da ponte a una prossima live sul nostro canale Twitch.

In conclusione, Parsifal A Game of Tarots, è un gioco di carte che regala forti sensazioni, di cui le tinte wagneriane ne creano l’atmosfera. Non sarà difficile calarvi nei panni di valorosi cavalieri dediti a un sacro dovere. Tra gesta epiche, momenti di dinamismo estremo e cambi improvvisi di strategia, questo cardgame risulta essere vincente e fortemente evocativo. Una possibilità di rivivere poemi meravigliosi in maniera unica e magica.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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