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Pazzia – Recensione

La pazzia su qualsiasi dizionario è definita come una condizione psichica che identifica una mancanza di adattamento che l’uomo “folle” esibisce nei confronti dell’ambiente di vita. Quindi la società ritiene “folle” colui che si ribella agli schemi di vita proposti per la massa, decidendo di rischiare e di vivere secondo i propri schemi.

Ma ciò che per una persona è pura follia, per un’altra potrebbe essere ritenuta normalità. Infatti la concezione – retorica a parte – di follia cambia a seconda di ciò che si considera ragione: si è folli in base al contesto storico, all’ambiente sociale e allo stile di vita. Una sorta di dogmi che vede la follia come metro di alienazione. Su questo, presumiamo, non ci sia dubbio alcuno! Ma cos’è (la) Pazzia per il giovane autore classe 1996? Scopriamo assieme!

Pazzia è il debutto di JiokE, giovane autore che che ha conquistato un grande seguito online; il volume raccoglie undici storie tra cui due inediti assoluti. Giovanni Dell’Oro, questo il nome dietro la firma JiokE, non si tira indietro davanti ai temi più crudi, giocando con i chiari scuri del disegno e dell’animo umano e raccontandone le pieghe più oscure.

«Senza mostri e demoni, e con il minimo indispensabile di fantasmi,» scrive Federico Salvan, editor di Edizioni BD, «JiokE si è costruito, a colpi di racconti spietati e serviti benissimo dal suo stile da incubo (in senso positivo visto il tema), una schiera di fan che, come noi, amano i fumetti in grado di risvegliare forti emozioni. Cosa che queste storie faranno ancora meglio su carta, con l’atto fisico di voltare pagina come perfetto meccanismo-generatore di suspense per la prossima, terrificante sorpresa che Giovanni ci scaglia contro.»

BRUTALI, DRAMMATICHE E SCIOCCANTI. LE STORIE DI JIOKE VI RAPIRANNO, SPAVENTERANNO E NON VI LASCERANNO PIU’…mai parole furono più vere!

Storicamente, nel corso degli avvenimenti dell’umanità, la pazzia è diventata un fenomeno non solo clinico/psichiatrico ma anche contestualizzato alla visione personale dell’individuo. Se in un certo senso, nel medioevo, chi era affetto da schizofrenia e affini era visto come figlio del demonio o strega, nel XX secolo, la follia iniziò (anche e al di là dalla malattia mentale) ad essere considerata una visione nuova della vita, un rifugio che l’uomo si crea per sfuggire alla sofferenza della sua esistenza. Basti pensare a Pirandello e la sua novella Il treno ha fischiato. La stessa narra di un avvenimento apparentemente assurdo ed incomprensibile: l’improvviso eccesso di follia di un cauto e laborioso impiegato, Bellucca, chiuso in una monotonia di giorni sempre uguali, curvo sotto il peso di sacrifici ed umiliazioni.

Ma Pazzia di JiokE, nonché Giovanni Dell’Oro, edito da Edizioni BD analizza, attraverso delle macro-storie (termine coniato da noi proprio per quest’opera e di cui definizione ve ne parleremo a breve), l’universo malato del senso lato più profondo della demenza di ogni tipo con i suoi vari sfoci: delirio, fanatismo estremo, sindrome del deresponsabilizzato etc…

Parlando in redazione su quest’opera, mi è stata fatta una domanda precisa: Pazzia, ti ha impressionato? No, rispondo io. Turbato e angosciato! E come disse Giulio Cesare; nessuno è così forte da non rimanere turbato da una circostanza imprevista. E aggiungo io, Pazzia è una lettura assolutamente inaspettata.

Quest’opera è realmente uno scorcio ad una realtà attuale, cruda ed angosciante. Infatti, l’autore, racconta storie che indubbiamente turberanno il vostro animo e che lasceranno il segno, ma che nello stesso modo sono riflessi di uno specchio di realtà che per definizione vivono anche nella nostra cronaca nera e nel nostro “sentito dire, letto da qualche parte”. E senza presentarvi – ne parlavi – dei brevi racconti dell’opera, proprio per lasciarvi il gusto della scoperta, questo meccanismo narrativo è il fulcro che farà girare tutta l’opera.

In un certo senso, Pazzia, merita l’appellativo da: lettura per coloro che hanno le spalle larghe. Questo non è un’avvertenza. Ne tanto meno uno sconsiglio, anche se possa sembrarlo. Questo epiteto è letteralmente “l’olio” che fa girare senza inceppi la “chiave” nella “serratura” di lettura. Che vi permetterà di intraprendere una pubblicazione cosi particolare. Esatto! JiokE fornisce un’esperienza di lettura unica.

NON C’È SEMPRE BISOGNO DEL SANGUE PER TERRORIZZARE. 

Un’esperienza che vi metterà faccia a faccia non con mostri e alieni, non con fantasmi o divinità cattive pronte ad estinguere la vita sul nostro mondo, no! Sarete al cospetto di una delirante opera il cui centro del tutto sarà il lato oscuro della mente umana in tutte le sue insane, brutali, macabre e scioccanti follie.

Qualche rigo fa, vi parlavamo delle macro-storie. Giusto sottolineare che; non si intende nel senso lato in quando piccole storie di poche pagine (anche se effettivamente lo sono). Semplicemente un parallelismo che intendiamo sull’opera in questione e sulla definizione ripresa dagli studi sull’economia. In poche parole: leggendo Pazzia avrete chiaro che l’efficacia di questi brevi racconti, se prese nel loro insieme totale andranno in reazione a una determinata congiuntura tra un dualismo del vivere quasi sulla propria pelle e leggere. Praticamente perfetto e funzionale nel suo intento. Un raggiungimento di una quarta “parete” ma al contrario, dove il lettore prenderà direttamente in considerazione l’effetto dei racconti potendo così godere della rappresentazione come se stesse osservando eventi reali e senza finzione.

Infatti, finito di leggere, come detto, sarete arricchiti da un’esperienza di lettura unica nel sul genere ma nel contempo, l’autore avrà già fatto un centro perfetto. Perché? Semplice. Pazzia porta a termine quanto promesso inizialmente. Avrete un macigno sul petto e sentirete rosicchiarvi dall’interno! Avrete bisogno d’aria, di riempire i polmoni per realizzare in tutta chiarezza che la mente può fare brutti scherzi e può essere siano nostra alleata oppure nostra nemica.

I disegni di Giovanni Dell’Oro sono altrettanto disturbanti! Le forme sono prettamente tutte nello stile di disegno – chiaramente – ispirato al manga e alla scena artistica dell’horror indie più attuale. Le tante linee nere e le sfumature aumentano la caratura delle storie, rendendo le atmosfere ancora più tetre e angoscianti! L’edizione fisica, sempre il top di casa Edizioni BD, riprende il formato di Graveyard Kids, in tutto e per tutto! Comodo e di pregevole qualità.

In conclusione, Pazzia è letteralmente un’opera che non ti aspetti. Capace di farti vivere un ventaglio terrificante di emozioni mettendovi davanti ad uno dei tratti umani più oscuri, crudi e violenti. Una lettura psicodinamicamente nevrotica con un chiaro messaggio finale: la follia, la necessità di non negarla. Esiste, ed è terribile!

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