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Pendulum, Jujin Omegaverse – Recensione

Con il volume unico di Hana Hasumi, Pendulum, J-pop inaugura finalmente in Italia la pubblicazione degli Omegaverse, una sottocategoria del vastissimo modo del Boy’s Love attesa ormai da tempo dai lettori italiani. L’uscita di Pendolum non avviene però da sola! La casa editrice decide infatti di pubblicare in contemporanea anche il primo volume del suo spinoff, Remnant, di cui trovate qui la recensione. Oltre ad essere l’apripista dell’omegaverse, J-pop sceglie di sperimentare questa nuova strada attraverso due titoli furry. Due storie d’amore dunque non prive di difficoltà, trovandosi all’interno di un universo che sfida le regole canoniche dei generi e si sofferma sul peso delle strutture sociali, lasciando spesso l’amore nelle mani del Destino. Ma partiamo dal volume che ha dato inizio a tutto, raccontandoci la storia di Kai e Luan.

Era una piovosa notte quando alle porte della dimora del clan di Luan, teriantropo alpha, bussa un uomo pronto ad abbandonare il figlio di appena 6 anni. Il motivo? Un omega come lui avrebbe portato solo disonore alla famiglia, mentre sarebbe stato utile per la discendenza dei teriantropi. Kai è ancora bambino, ma nella sua breve vita non ha conosciuto altro che il disprezzo. La gentilezza di Luan, farà sempre più breccia nel suo cuore e il calore che si diffonde nel suo petto col passare degli anni si trasformerà da ammirazione in qualcosa di più. Ma cosa succederà quando Kai si renderà conto di essere stato ospitato in quella dimora solo per essere fecondato, senza poter scegliere con chi unirsi né tantomeno poter seguire i propri sentimenti?

Tra alpha, beta e omega

Chi si approccia per la prima volta ad un titolo omegaverse, noterà termini e meccanismi nuovi che potrebbero inizialmente destare confusione. Per questo gli autori tendono ad inserire una breve spiegazione all’inizio delle loro opere, proprio come fa Hana Hasumi in Pendulum. Lo schema in questione, seppur riassuntivo, lascia al lettore le informazioni necessarie per poter comprendere le dinamiche della storia. Alcuni aspetti diventeranno più chiari solo immergendosi nella lettura effettiva del volume, ma non temete. L’introduzione, inoltre, non è necessariamente rivolta esclusivamente al lettore novizio dell’omegaverse. Infatti, ogni autore/autrice fa propri i meccanismi di questo vasto universo, adattandoli alla storia e inserendo cambiamenti e sfumature. Hana Hasumi non è da meno: è quindi consigliabile dare una letta alla spiegazione per non perdersi eventuali passaggi importanti.

Negli omegaverse la popolazione è divisa in tre categorie e da ciò ne deriva anche una rispettiva divisione sociale: alpha, beta e omega. Gli omega sono una percentuale molto bassa della popolazione e possono partorire a prescindere dal loro sesso. In particolar modo, nell’universo di Pendulum gli omega sono gli unici che possono mandare avanti la specie dei teriantropi. Questi sono animali dalle caratteristiche antropomorfe che convivono insieme agli uomini, ma non godono di molta fertilità. Un astuto stratagemma dunque per creare legami tra le due specie, usando un’impalcatura di regole che, seppur un po’ complessa, funziona e permette una lettura scorrevole e nel complesso comprensiva delle dinamiche.

“Avrei dovuto sentirmi terrorizzato, eppure… non riuscivo a distogliere lo sguardo da quelle fredde iridi azzurre che brillavano nell’oscurità”

Dicevamo che la divisione in tre categorie ha un corrispettivo anche sociale. Kai è stato lasciato alla mercé dei teriantropi perché il suo essere omega non era socialmente accettabile in una famiglia di alpha. Nel volume infatti si pone fortemente l’accento sul senso di abbandono di Kai, che trova conforto e felicità nel solo sentirsi finalmente accettato e utile per qualcuno. È questo che inizia a scatenare un turbine di nuove emozioni nel giovane, che andranno a modificarsi nel corso del tempo prendendo una forma sempre più netta.

Ma le riflessioni che Hasumi lascia al lettore non si fermano qui. Luan dimostra i suoi sentimenti attraverso piccoli gesti, alcuni di essi visibili solo una volta considerata la storia in retrospettiva, a volume concluso. La prerogativa per lui è proteggere il giovane e tenerlo il più tempo possibile lontano da un futuro già segnato, in quanto omega. Tuttavia il teriantropo alpha, leader tra l’altro di uno dei clan più importanti del regno, non può abbandonarsi a sentimentalismi, ma deve invece pensare al bene della sua specie e del suo clan.

Cosa mettere quindi prima davanti: un dovere sociale per il bene comune o un bisogno personale, forse egoistico, quasi però vitale e necessario? Kai quindi non è l’unico in balia di forti e inspiegabili emozioni, ma al lettore appaiono molto più evidenti rispetto a quelle di Luan: d’altronde è il personaggio maggiormente in evidenza nel volume. All’introspezione dell’alpha infatti viene dedicato uno spazio marginale, complice il poco spazio materiale a disposizione che non permette al lettore di cogliere a pieno la potenza dei suoi sentimenti.

“Anche se solo un po’, sto iniziando a capire quanto sia frustrante il fatto di non riuscire a tenere a bada i propri sentimenti.”

La storia dei due cresce per anni, andando via via a diventare un problema difficile da non notare. Questo scorrere del tempo è mostrato all’interno della storia mediante l’uso di salti temporali, ben 3: dai 6 anni di Kai, ai 9 fino ai 18 anni, età in cui l’omega diventa finalmente conscio di cosa consiste effettivamente il suo ruolo all’interno del clan di Luan, ovvero quello di un semplice strumento. La narrazione così impostata, se da una parte ci permette di capire la durata e la trasformazione dei sentimenti di Kai, dall’altra tende a velocizzare la storia d’amore. Un amore bloccato dal contesto sociale e dai doveri a cui deve rispondere Luan; dalla stessa divisione in alpha e omega e dagli ormoni che sprigionano.

Passando invece al disegno di Hana Asumi, ci troviamo di fronte ad uno stile maturo, esperto nel tratteggiare personaggi ricchi di dettagli: stupisce quindi sapere che in realtà Pendulum è la prima opera della mangaka. Un disegno pulito ed espressivo, anche se siamo di fronte a personaggi con caratteristiche in parti animali. Questo aspetto, la parte furry della storia, è da tenere presente se consideriamo che si tratta anche di un volume con parti esplicite. Hana Asumi infatti non si fa mancare qualche pagina ricca di erotismo, anche con focus precisi che ben poco lasciano all’immaginazione, pur censurando le parti anatomiche. Inoltre l’edizione J-pop ci regala anche una meravigliosa illustrazione iniziale, che permette al lettore di comprendere la qualità del disegno ancora prima di immergersi nel volume

“Anche a costo di odiarci, io vorrei un legame del genere. Un legame che non può essere modificato da nessuno.”

Quello di Luan e Kai è un gioco di destini e di scelte, forse bisognoso di un numero di pagine maggiore: l’opera nasconde infatti più di quello che possiamo recepire in prima battuta. Potenziale che Hana Hasumi comincia a svelare al lettore in questo volume unico, la sua prima opera, per poi decidere di farlo esplodere successivamente. In un certo modo, infatti, viene ripreso lo stesso gioco di destini e riproposto in uno spinoff di ben altro respiro sempre edito J-pop. I suoi protagonisti saranno due personaggi già presenti in Pendulum, che occupano qui un ruolo secondario. Nonostante questo riescono comunque a imporre la loro presenza nel racconto, suscitando non poca curiosità sui retroscena della loro storia. Un volume che invita quindi a proseguire la lettura della serie, avvicinando intanto il lettore a questo mondo in continua lotta con il destino.

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By Eliana Cammarata

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