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Ping Pong – Recensione

Ping Pong

In vista dell’attesa ristampa del cofanetto in Italia, si torna a parlare di Ping Pong di Taiyo Matsumoto. Creato nel 1996 e portato nel nostro paese solo nel 2018 da Hikari edizioni, Ping Pong è un’opera fondamentale per il genere spokon dedicato ad un pubblico più maturo e adulto; un classico imprescindibile tale da essersi guadagnato con il tempo una trasposizione anime (visibile su Vvvvid) e un live action.

Peko e Smile sono due ragazzi che giocano e amano il ping pong, due talenti diversi che si contraddistinguono per il loro modo di giocare. Smile è un giovane occhialuto, robotico, impassibile e tranquillo, gioca solo per divertirsi e ha uno stile difensivo e riflessivo. Peko è invece super emotivo, ama così tanto la sfida che odia perdere. Ha uno stile offensivo e azzardato che soffoca l’avversario.

Amici da sempre, da sempre avversari

Fin dall’infanzia, Smile ha adorato Peko come un eroe, come un esempio da seguire nel suo approccio alla vita, ma crescendo si sono allontanati. Ora che frequentano il liceo, prendono parte alle attività del classico club scolastico sul ping pong e si preparano ad affrontare i campionati interscolastici. Entrambi incontreranno comprimari e avversari che metteranno alla prova il loro talento, la loro capacità fisica e la loro stabilità mentale. Si metteranno in discussione, saranno obbligati a crescere e a cambiare, scenderanno a patti con la loro passione, affronteranno momenti di sconforto.

Comprimari da urlo

Non si può non innamorarsi dei personaggi secondari. L’ossessione dell’allenatore della squadra per il talento di Smile che riconosce come un’opportunità di rivalsa per i fallimenti del suo passato da ex giocatore professionista. L’ambizione lo consuma ancora nel presente. Oppure il tentativo di rinascita del player cinese Kong Wenge che approda in Giappone spinto dagli insuccessi conseguiti in madrepatria. Avrà l’opportunità di dimostrare sul campo i suoi grandi talenti.

Ping Pong è un racconto di formazione e come ogni disciplina, dona insegnamenti di vita duri, pesanti, a volte definitivi, che possono stroncare carriere. Si trae un amaro insegnamento, i risultati non si raggiungono con il solo impegno e nemmeno con il solo talento. Sarà la dura lezione che Peko e Smile impareranno sbattendo la faccia sul loro rispettivo muro. Gli ostacoli li aiuteranno a crescere, a non perdere l’ossessione per la racchetta, a rinascere dalle ceneri del fallimento.

Taiyo Matsumoto è magister, una sicurezza nello scavare nella psicologia dei personaggi, nel donare caratterizzazione e approfondirne le sfaccettature comportamentali. Lo ha sempre dimostrato anche nelle sue opere più celebri come Tekkonkinkreet, Sunny, I Gatti del Louvre e Gogo Monster. Uno stile che è un marchio di fabbrica.

Sul lato dello sport giocato, le partite sono bellissime da leggere, cinetiche, veloci, un attacco alla resistenza cardiaca. Matsumoto si lancia anche in tecnicismi, tipi di racchette e gommini, impugnature stili di gioco, utili per farsi una cultura completa.

Il tratto è peculiare come per ogni opera di Matsumoto: è molto fluido e dinamico, dettagliatissimo negli sfondi. Un manga perfettamente intellegibile, con personaggi dalle caratterizzazioni uniche e facilmente riconoscibili.

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