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Prede – Recensione

prede

Una nuova collana dedicata alla narrativa horror e thriller giunge a noi grazie a Sperling & Kupfer. Macabre è il suo nome ed intende percorrere tortuosi sentieri orrorifici, moderni e carichi di suspense. Iniziamo, dunque, questo terrificante viaggio con Prede di Gabriel Bergmoser.

Quattro sconosciuti, un’isolata stazione di servizio nel cuore dell’Australia, un unico terribile incubo a occhi aperti. Un romanzo che dà corpo ai mostri che vivono in mezzo a noi. Frank è il proprietario di una stazione di servizio su un’autostrada poco frequentata nell’Australia rurale. Allie, sua nipote, viene mandata a stare con lui per trascorrere l’estate insieme, nella speranza di smorzarne il comportamento ribelle; i due però non parlano molto. Simon è un ragazzo sognatore e idealista, schiavo del fascino dell’esplorazione on the road e alla disperata ricerca di qualcosa. Maggie è la giovane donna che unirà i loro destini, qualcuno il cui viaggio personale porterà su tutti loro un terrore inimmaginabile.

Come detto poco sopra, la Sperling & Kupfer crea una collana estremamente curata e accattivante nella grafica. Per le copertina di ogni volume ha scelto di affidarsi ai più rinomati illustratori o fumettisti internazionali. Non a caso, le prime due uscite vedono all’opera Werther Dell’Edera e Ausonia. Una collana dedicata letteralmente ai classici trascurati e alla proposta di nuove storie inedite, di autori stranieri ma anche italiani. Tra queste, c’è Prede.

Non c’è un posto dove correre, né uno dove nascondersi.

Prede non è un classico, ma è un romanzo del 2020, scritto di Gabriel Bergmoser, un drammaturgo trentenne nato in Nuova Zelanda ma cresciuto a Melbourne, in Australia. Dopo il successo ottenuto e le varie traduzioni, il testo verrà sceneggiato dall’autore per un film di prossima produzione hollywoodiana. Le atmosfere in quest’opera ricordano palesemente i film di Tarantino e si adattano alla perfezione all’immaginario cinematografico. Infatti la storia è ambientata in una stazione di servizio lungo un’autostrada davvero poco frequentata dell’Australia più rurale ed è incentrata soprattutto sulla caratterizzazione dei personaggi.

Saranno proprio loro a dare spessore alla storia. Frank gestisce una stazione di servizio in mezzo al nulla. La solitudine che vive quotidianamente e le “bastonate” prese nel corso della sua vita lo hanno portato ad essere schivo e burbero sino a quando il figlio, ormai grande, sconvolge la sua vita con una richiesta che molti reputerebbero normale, eccetto lui: ospitare la nipote Allie per l’estate. Lo sappiamo tutti quanto sia complicata l’infanzia. Infatti anche per Allie non è un buon momento. Ma potrebbe aiutarla cambiare un po’ aria e andare dal nonno? Generalmente sì, ma quando nipote e nonno sono letteralmente degli sconosciuti, tutto potrebbe complicarsi.

L’arrivo di Maggie, però, stravolgerà e darà vita ai giorni di Frank, che solitamente passano tra situazioni fredde e momenti di una routine ormai fin troppo radicata in lui, tanto che sembra vivere per far trascorrere il tempo. Ferita e confusa, e con tutte le ragioni del mondo per non chiedere nessun tipo di aiuto o soccorso, la ragazza verrà curata e assecondata. A un certo punto, una figura per niente rassicurante varcherà la porta della stazione di servizio in cerca proprio di Maggie. Ci fermiamo qui con gli spoiler per ovvi motivi, lasciandovi – per certo – il piacere di una lettura che risulterà ansiogena.

Un romanzo potente e viscerale che dà corpo ai mostri che vivono in mezzo a noi.

L’angoscia di Frank e tutto il ventaglio emozionale che Bergmoser mette nella caratterizzazione dei personaggi, rende quest’ultimi veri, reali, quasi tangibili. Pagina dopo pagina diventeranno sempre più credibili e creeranno per forza di cose un legame empatico con il lettore, portandolo dritto nella mischia lì con loro.

L’autore, con Prede, progetta un obbiettivo narrativo chiaro: una narrazione a due piani temporali. Questo, a sua volta, crea e dona un’esperienza di lettura che mantiene alta l’attenzione (e la tensione) ai particolari, rendendo la storia carica di pathos e mistero. Saper trasmettere paure e ansie non è mai cosa facile. Leggendo questa storia, però, vi sembrerà di fare un giro sulle montagne russe. Il salire per poi scendere vorticosamente creerà quel brivido, misto di vertigini e paura. Riga dopo riga, l’ansia crescerà e l’aspetto lugubre e violento verrà amplificato da paure reali e terrene.

Il giusto mordente di tutta l’opera viene impreziosita dalla copertina di Ausonia. Prede è sicuramente un esperimento che funziona e preme l’acceleratore nel suo essere diretto e concreto senza mai scivolare in una irreale infattibilità; riesce così a non cadere negli stereotipi banali tipici del genere. Quest’opera metterà alla prova il cuore di ogni lettore, senza mai deluderlo e facendogli ricordare sempre di non prendere strade isolate in posti in mezzo al nulla.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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