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Pupille – Recensione

Pupille

Lo scrittore, giornalista, José Saramago diceva: Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima. Con Pupille, scritto dalla penna di Luigi Musolino e edito da Zona 42 Edizioni, di romantico c’è davvero poco e di oscuro davvero tanto.

C’era una volta un signore di polvere. Uno dei tanti.

Occhi dentro. Pupille. Per guardare avanti. Per osservare il domani. Idrasca, provincia profonda. Un signore di polvere e solitudine, più antico dell’Uomo, scrive una favola di cataclismi inevitabili, un libro da leggere ai bambini, per spalancare loro gli occhi sulle tenebre del futuro. I bambini ascoltano, apprendono, reagiscono, sconvolgente la routine della placida comunità. Luigi Musolino ci accompagna per le strade di un paese travolto da un’oscura rivelazione che colpisce i bambini per poi proliferare nel mondo degli adulti, raccontandoci una fiaba horror il cui epilogo è già scritto nelle apocalissi dei giorni a venire.

E’ proprio vero: Luigi Musolino non delude mai! Con Pupille, l’autore affonda le radici in un racconto horror attraverso la mitologia autoriale. Anche questa volta la sua penna sguazza nell’orrore cosmico con citazioni apocalittiche e situazioni che lasceranno un segno indelebile in voi, disturbandovi.

Con Pupille, Musolino, stabilisce una certezza. Uno dei pochi autori italiani, assieme a qualche altro, ad avere la grande capacità di regalare inquietudine e brivido, toccando alcune corde del nostro animo da lettori che lasciano il segno ad ogni suo passaggio. Mezza fiaba, mezzo racconto horror dedicato agli appassionati del genere e non solo. Nonostante sia breve, quest’opera, racchiude perfettamente uno schema narrativo carico di tensione dove alcuni momenti ben stabiliti, spiazzano il lettore.

Sono piena di occhi mamma… Sono pieno di pupille dentro papà…

Il fascino pungente ed inquietante del racconto metterà un punto sulla prospettiva inerente alla classica domanda che si pone un agnostico: “realtà o finzione?”. Infatti, Musolino, con Pupille, vi coinvolgerà rapidamente ponendo l’attenzione del lettore sui canoni del genere più classici presenti nella cultura pop, dall’altro, silenziosamente – senza farsi accorgere – insinua il dubbio. Questo è magnifico!

Il ritmo terrificante, durante la lettura, sarà un monito che si rafforzerà diventando gigantesco rigo dopo rigo. Una fiaba horror di forte impatto con scene – descritte meravigliosamente – che non dimenticherete facilmente. Anche a lettura terminata! Il parallelismo tra il signore della polvere e Il pifferaio di Hamelin, è inevitabile.

L’edizione di Zona 42 è di un formato piccolo e maneggevole. Il suo essere cosi pratico e facile da impugnare, senza mai perdere la qualità con alette, e ottima scelta della carta, non è un difetto. Tutt’altro! La comodità e il font medio-grande a pagine non totalmente piene aiuta a fortificare la sua fluidità e scorrevolezza nella lettura.

In conclusione, Pupille, è sicuramente un altro centro perfetto da parte dell’autore. Se proprio dobbiamo trovare un cavillo all’opera è sicuramente il numero delle pagine, troppo poche. Non per recriminare qualcosa, ma soltanto perché sarete tanto innamorati del libro in questione che vorreste non finisse mai. Inoltre, si pensa che l’autore sia l’equivalente a un regista nei film che dirige tutto. Sappiate che Luigi Musolino non è il regista, ma colui che gestisce le luci. A seconda della direzione del riflettore, Musolino, saprà stupirvi e angosciarvi.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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