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Reaver Vol. 1 Sei guerrieri per un inferno – Recensione

Reaver è un nuovo fumetto fantasy pubblicato in patria dall’etichetta creata da Robert Kirkman (The walking dead, Invincible, Fire Power), Skybound, e portato in Italia da Saldapress.

L’universo narrativo è stato ideato e sviluppato da Justin Jordan e Rebekah Isaacs. Il primo, classe 1978, è famoso ai più per aver co-creato, insieme a Tradd Moore, “Lo strano talento di Luther Strode” e aver contribuito per più di 20 numeri alle trame della Lanterna Verde per la DC Comics. Rebekah Isaacs, invece, che si occupa dei disegni, è stata illustratrice di alcune storie di Buffy – l’amazzavampiri.

Un nuovo fantasy

Le cose sono chiare fin da subito. Reaver si pone, per diversi motivi, come un nuovo modo di vedere il genere fantasy e concepire la magia, nonostante le innumerevoli storie che trattano l’argomento.

Due lune illuminano la notte di un mondo in stato di guerra.
L’impero, che viene visto come la parte giusta, perfetta, come i buoni, si muove contro i territori limitrofi. Il nemico ha, però, un enorme e terribile potere. Un ordito il quale permette di prevedere in anticipo le mosse dell’Impero, guardando attraverso il futuro, anche se per brevi attimi. Questa capacità ha un prezzo. Deve essere alimentata costantemente. Per questo motivo ogni giorno innumerevoli prigionieri e uomini delle file dei ribelli Escaleni, o Esk, e Akash sono sacrificati, in nome di una futura vittoria. Ma a che prezzo? Che mondo si andrà a creare?

Il colonnello Travos, su consiglio di uno stregone, infiltrerà nell’Incudine, in territorio Rael, luogo in cui avviene il sacrificio, dei criminali per sabotare le operazioni e uccidere l’artefice. Se avrà successo Travos sarà lodato per l’audace e segreto piano. Se falliranno… beh sono solo dei criminali. Ma l’orditore sa che stanno arrivando. Ha visto il loro avanzare nel gelidi territori che portano all’Incudine.

Una Suicide Squad in un mondo medievale. Un gruppo instabile, ma che si vedrà unito di fronte ad uno scopo comune.

“Sono passati duecento anni da quando la scoperta del continente di Madaras ha promesso ai coloni un nuovo inizio. Ma ora la guerra infuria e l’oscuro stregone che ne è responsabile va fermato a tutti i costi. Così, per impedire la fine del mondo, gli Imperiali si affidano a sei dei loro prigionieri più spregevoli: un traditore, una mangiatrice di pelle, uno stregone, la sua guardia del corpo, un serial killer e un barbaro possente. Ovvero, la mezza dozzina infernale che si troverà ad affrontare una missione con poche possibilità di salvezza.”

Il mondo dietro la storia

Questo mondo viene presentato con atmosfere degne di un racconto fantasy, ma le cui basi saranno scoperte e rese note solo un po’ alla volta. Gli stessi personaggi in gioco non vogliono credere nella magia, reputandola un trucchetto, per alcuni, e i draghi non li conoscono. Ma ci sono. O almeno così si percepisce attraverso le battute all’inizio del racconto.

La magia ci viene rappresentata nel suo lato più negativo, dato che necessita di morte e sangue. Sangue di esseri umani. Mai la magia ha richiesto un prezzo così alto per essere compiuta.

Spesso chi si immerge nel genere fantasy ha letto che quest’arte, permessa solo a particolari persone, richiede dei sacrifici, una fonte o un qualcosa in cui poter prelevare della forza vitale o incanalarne il poter, per non venirne consumati. Come per esempio viene descritto nella saga letteraria di The witcher (Andrzej Sapkowski), divenuta poi un gioco sviluppato da Cd Project ed una serie Netlfix nell’ultimo periodo.

Ma il team creativo ci scaraventa in una realtà ancora più cruda, davanti ad un prezzo impossibile da pagare. Almeno per chi non è abbastanza forte, determinato e crudele.

E questo mondo lo è. Crudele. Perché tutto richiede un prezzo e bisogna essere disposti a compiere azioni che appaiono contro natura.

Sai quanto costano gli orditi. Piegare la natura alla propria volontà… si ottiene sempre meno di ciò che si concede. Sempre. Immagina questo mondo se gli Esk e gli Imperiali lo facessero sistematicamente. Non finirebbe mai.

La morale

Nel corso della lettura ci si porrà, inoltre, una questione morale. Cosa è giusto e, soprattutto, chi agisce nel giusto? L’Impero o i ribelli, composti per lo più da innumerevoli tribù, diverse e spesso in lotta tra di loro per dei disaccordi?
La verità è che in una guerra nessuno è mai nel giusto. Ci si nasconde dietro delle parole o delle scuse, ma la realtà è solo orrore e sangue, crimini e violenza. Quando si mandano al fronte i bambini, perché i soldati sono stati sterminati, si è raggiunto veramente il limite dell’umanità.

Maris è il futuro. Non c’è niente che non sarebbe disposto a fare. Diciamo a noi stessi che è giusto, necessario e facciamo cose che non avremmo mai nemmeno immaginato.

Vedendo l’orrore, il futuro che porteranno gli Esk per nutrire il proprio stregone, e quelli che verranno, la squadra mandata nella missione suicida riceve una maggior motivazione. Devono riuscire nell’intento, anche se porterà a morte certa, per poter cambiare le sorti del conflitto. Per rendere migliori loro stessi e l’Impero per cui combattono, dato che, quest’ultimo, poco si distingue ora come ora, per crudeltà, dai loro nemici. Sarà quindi necessario lottare per fermare la magia… per fermare lo scorrere del sangue.

L’opera

In poco più di 130 pagine ci viene presentata da zero un’ambientazione completamente nuova, di cui non ci viene reso nota tutto il passato narrativo che la caratterizza. Ma lo si percepisce, attraverso gli stralci resi noti e a cui il lettore dovrà accontentarsi, aspettando di approfondire il tutto coi volumi che seguiranno.

La trama scorre in modo molto fluido, alternata spesso a feroci combattimenti rappresentati egregiamente attraverso i disegni, che rendono estremamente brutale la violenza delle uccisioni. Rebekah Isaacs riesce a riprodurre l’ambientazione dettagliatamente, soprattutto i personaggi, veri protagonisti delle vignette. Al tutto non manca il sangue, da far invidia a Tarantino stesso.

Reaver non sarà un fumetto in grado di poter risaltare sulle elevate produzioni che riguardano questo genere. Almeno dalla copertina. Leggendolo si troveranno degli elementi già visti più volte, ma vengono mescolati insieme dando vita ad un’opera che potrebbe riuscire nell’intento di distinguersi dalla massa.

Un racconto fantasy, in un mondo dominato dal sangue e dalla violenza, spesso così cruenta da risultare quasi comica. Una storia che si fonda su sei personaggi, protagonisti del primo volume, su cui il lettore farà fatica simpatizzare a causa delle loro perversioni e caratterizzazioni, ma che finirà poi per farne il tifo.
Il tutto porta ad un finale sconvolgente in cui si richiederà a gran voce di leggere come continuerà.

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